Lite temeraria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Una lite temeraria, secondo il lessico giuridico italiano, indica un'azione legale esperita con malafede e colpa grave, ossia con consapevolezza del proprio torto o con intenti dilatori o defatigatori.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Questo comportamento è illecito e quindi in caso di soccombenza vi è una responsabilità aggravata che comporta il risarcimento di tutti i danni alla parte lesa derivanti dalla partecipazione ad un giudizio ingiustificato. Tali danni possono essere liquidati dal giudice nella sentenza stessa (art. 96 c.p.c.).

La riforma del Ministro Orlando introduce la responsabilità in solido dell'avvocato col proprio cliente nel risarcimento del danno, sempre nel caso in cui la parte soccombente ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave.

La giurisprudenza[modifica | modifica wikitesto]

La suprema corte di cassazione nella sentenza n. 17485/2011 ha stabilito che per ottenere il risarcimento da lite temeraria non è necessario dover fornire la prova concreta del danno subìto:

« All’accoglimento della domanda di risarcimento dei danni da lite temeraria non osta infatti l’omessa deduzione e dimostrazione dello specifico danno subito dalla parte vittoriosa, che non è costituito dalla lesione della propria posizione materiale, ma dagli oneri di ogni genere che questa abbia dovuto affrontare per essere stata costretta a contrastare l’ingiustificata iniziativa dell’avversario e dai disagi affrontati per effetto di tale iniziativa, danni la cui esistenza può essere desunta dalla comune esperienza[2] »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maria Elena Bagnato, Lite temeraria, altalex.com. URL consultato il 23 febbraio 2014 (archiviato il 23 febbraio 2014).
  2. ^ Risarcimento automatico per il danno da lite temeraria

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]