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Lite temeraria

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Una lite temeraria, secondo il lessico giuridico italiano, indica un'azione legale o resistenza ad essa attuate con malafede e colpa grave, ossia con consapevolezza del proprio torto o con intenti dilatori o defatigatori.[1][2]

Si tratta d'una ipotesi di "responsabilità aggravata" di cui al comma 1 dell'art. 96 del codice di procedura civile italiano.

Analisi e caratteristiche

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Rappresenta un comportamento illecito e quindi in caso di soccombenza vi è una responsabilità aggravata che comporta il risarcimento di tutti i danni alla parte lesa derivanti dalla partecipazione ad un giudizio ingiustificato. Questi danni possono essere liquidati dal giudice nella sentenza stessa.

Si tratta di casi in cui il giudice accerta l'inesistenza del diritto per la cui tutela è stato eseguito un provvedimento cautelare oppure è stata trascritta la domanda giudiziale ovvero è stata iscritta ipoteca giudiziale oppure ancora è stata iniziata o compiuta l'esecuzione forzata.[3]

Il giudice, al verificarsi delle condizioni di legge, può applicare la norma sulla lite temeraria, di cui all'art. 96 c.p.c., anche nei casi mancata risposta all'invito a stipulare una convenzione per la negoziazione assistita prevista dal d.l. 132/2014, conv. in L. 162/2014, o anche di rifiuto a stipulare detta convenzione. Un'altra ipotesi di responsabilità aggravata è prevista dal secondo comma dell'art. 96 c.p.c. Questa responsabilità può essere conseguente anche solo a colpa lieve in caso di difetto di normale prudenza.

Risarcimento del danno

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La legge 23 giugno 2017, n. 103, emanata durante il governo Gentiloni, ha introdotto la responsabilità in solido dell'avvocato col proprio cliente nel risarcimento del danno, sempre nel caso in cui la parte soccombente ha agito o resistito in giudizio con malafede o colpa grave.

La disposizione ha lo scopo di scoraggiare il ricorso a iniziative giudiziarie manifestamente infondate, rafforzando la responsabilità del difensore nella valutazione di fondatezza della pretesa o dell'opposizione. La condanna al risarcimento può essere disposta dal giudice anche d’ufficio, purché sussistano le condizioni previste dall’art. 96 c.p.c.[4]

Secondo la Corte di cassazione il danno risarcibile per lite temeraria può comprendere sia componenti patrimoniali — come le spese sostenute per difendersi, non integralmente coperte dalla liquidazione delle spese processuali — sia danni non patrimoniali derivanti dal turbamento e dal disagio provocati dalla lite ingiustificata.[5]

In decisioni più recenti, la giurisprudenza ha ribadito che la condotta temeraria può integrare gli estremi della mala fede processuale anche quando la parte agisca con consapevole infondatezza della propria pretesa o con grave negligenza nell’accertamento dei presupposti giuridici del proprio diritto.[6]

In dottrina, il risarcimento da lite temeraria è considerato un istituto a funzione sia compensativa, per i pregiudizi arrecati alla parte vittoriosa, sia deterrente, volto a evitare l’abuso del processo come strumento di pressione o di intralcio verso la controparte.[7]

La giurisprudenza

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La suprema corte di cassazione con la sentenza n. 11917/2002 ha affermato il principio in base al quale "presupposto della condanna al risarcimento dei danni a titolo di responsabilità aggravata per lite temeraria è la totale soccombenza, che va considerata in relazione all'esito del giudizio di appello, come si desume che la condanna al risarcimento si aggiunge, secondo la previsione dell'art. 96, alla condanna alle spese, la quale è correlata all'esito finale del giudizio; questo esito non muta per il fatto che sia stata ritenuta infondata un'eccezione processuale opposta dalla parte vittoriosa sul merito".

La suprema corte di cassazione nella sentenza n. 17485/2011 ha stabilito che per ottenere il risarcimento da lite temeraria non è necessario dover fornire la prova concreta del danno subìto:

«All’accoglimento della domanda di risarcimento dei danni da lite temeraria non osta infatti l’omessa deduzione e dimostrazione dello specifico danno subito dalla parte vittoriosa, che non è costituito dalla lesione della propria posizione materiale, ma dagli oneri di ogni genere che questa abbia dovuto affrontare per essere stata costretta a contrastare l’ingiustificata iniziativa dell’avversario e dai disagi affrontati per effetto di tale iniziativa, danni la cui esistenza può essere desunta dalla comune esperienza[8]»
  1. C. Mandrioli, A. Caratta “Diritto processuale civile” Vol. I, pagg. 429-437
  2. Art. 96 codice di procedura civile - Responsabilità aggravata, su Brocardi.it. URL consultato il 12 luglio 2025.
  3. Dario Gramaglia, Manuale breve diritto processuale civile, Milano, Giuffrè, 2015, p. 93, ISBN 9788814203336.
  4. Corte di cassazione, sez. III, sentenza n. 2387/2014.
  5. Corte di cassazione, sez. III, sentenza n. 29492/2019.
  6. Corte di cassazione, sez. VI, sentenza n. 15502/2021.
  7. G. Verde, La responsabilità aggravata nel processo civile, Giappichelli, 2020.
  8. Risarcimento automatico per il danno da lite temeraria, su diritto24.ilsole24ore.com (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2012).

Voci correlate

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