La vanità delusa

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La vanità delusa
Frontespizio partitura parzialmente autografa de La vanità delusa.jpg
Frontespizio della partitura parzialmente autografa
Lingua originale italiano
Genere dramma giocoso
Musica Domenico Cimarosa
Libretto Giovanni Battista Lorenzi(?) da Carlo Goldoni
Atti due
Prima rappr. Primavera 1784
Teatro Teatro della Pergola di Firenze
Personaggi
  • Lindora (soprano), figlia di Sempronio
  • La marchesa (soprano)
  • Bita (soprano), contadina
  • Scassaganasce (tenore), ciarlatano
  • Il conte della Rocca (tenore)
  • Sempronio (basso), governatore del castello di Malmantile
  • Cecco (basso), contadino
Autografo Napoli, Biblioteca del Conservatorio "San Pietro a Majella", (Segn.: 14.8.12-13).

La vanità delusa è un dramma giocoso in due atti del compositore Domenico Cimarosa basato sul libretto Il mercato di Malmantile di Carlo Goldoni. Il musicista compose questo lavoro in gran fretta, come dimostrato i documenti recentemente riportati alla luce, tanto che, per adempire al contratto stipulato con l'impresario del Teatro alla Pergola Andrea Campigli, Cimarosa fu costretto a far adattare al librettista che curò la nuova versione del libretto i versi su musica preesistente e tratta da precedenti lavori composti per i teatri napoletani, con particolare riferimento a L'apparenza inganna e La bella greca. Molti numeri della partitura de La vanità delusa, infatti, non risultano autografi ma vergati dalla mano di diversi copisti (in alcuni casi veri e propri compositori coinvolti nella produzione). La nuova edizione critica dell'opera, curata dall'Accademia Lirica Toscana "Domenico Cimarosa", nell'ampia introduzione che anticipa la partitura, riporta tutti gli inediti documenti che testimoniano le intricate vicende che portarono alla composizione di questo lavoro, affascinante e sicuramente di grande interesse all'interno della produzione cimarosiana, ma al tempo stesso assai anomalo nella costruzione formale e per alcune inevitabili forzature nella musica e nel libretto dovuti all'adattamento, avvenuto in tempi brevissimi, dell'originale testo goldoniano.

L'opera fu rappresentata, in ritardo rispetto ai progetti originali dell'impresario Campigli che ne aveva previsto il debutto durante i primi giorni del mese di maggio 1784, alla fine di giugno dello stesso anno presso il Teatro alla Pergola di Firenze. Il lavoro ebbe un grandissimo successo di pubblico, tanto che l'impresario si risolse a proporne ulteriori repliche (non previste in origine) durante tutta la successiva stagione estiva.[1]

Cast della prima esecuzione assoluta[modifica | modifica wikitesto]

Personaggio Registro vocale Nome dell'interprete
Lindora soprano Anna Orsini
La marchesa soprano Luigia Allegretti
Bita soprano Francesca Benucci
Scassaganasce tenore Vincenzo Maffoli
Il conte della Rocca tenore Giovacchino Bellandi
Sempronio basso Eusebio Pelliccioni
Cecco basso Carlo Rovedini

La trama[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina di Malmantile (piccolo paese nei pressi di Firenze tutt'oggi esistente) è governata da Sempronio, uomo le cui azioni e disposizioni per la propria comunità sono sempre suggerite - e imposte - dalla figlia Lindora. La ragazza è innamorata del Conte della Rocca che sembra corrisponderle il sentimento sebbene contemporaneamente la Marchesa stia cercando di corteggiarlo con tutte le armi a sua disposizione. L'arrivo a Malmantile di Scassaganasce, dentista ciarlatano che millanta il possesso di rimedi miracolosi, complica gli eventi. Accusato di essere un ciarlatano, Scassaganasce viene condannato dal governatore Sempronio, ma immediatamente salvato dalla prigione dallo stesso che esonera il finto dentista dalla giusta pena per intervento diretto della figlia Lindora. A questo punto la Marchesa, gelosa, tenta di rivoltare tutti i cittadini di Malmantile contro il governatore, ma quando le attenzioni amorose del Conte si rivolgono verso lei attraverso una proposta di matrimonio, tutta la vicenda si conclude felicemente.

Organico orchestrale[modifica | modifica wikitesto]

  • 2 oboi
  • 2 fagotti
  • 2 corni
  • archi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le notizie riportate in questa sezione sono un riassunto di quelle contenute nella Prefazione dell'edizione critica dell'opera curata da Simone Perugini e citata nella bibliografia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Domenico Cimarosa, Simone Perugini (a cura di), La vanità delusa, Edizione critica dell'opera (Partitura, Riduzione canto&pianoforte, parti orchestrali), Artaria Editions Limited, New Zealand, 2016.
  • Simone Perugini, Per far le cose in fretta. Il caso de "La vanità delusa" di Domenico Cimarosa tra Goldoni, Lorenzi, assistenti e impresari, in Id. (a cura di), Domenico Cimarosa: nuova raccolta di Studi, Accademia Lirica Toscana "Domenico Cimarosa", Firenze, 2016, ISBN 978-1-5327-5102-8.
  • Domenico Cimarosa, Stefano Faglia, Franca Maria Saini (a cura di), Il mercato di Malmantile, LIM, Lucca, 2012. ISBN 978-88-7096-687-9.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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