L.H.O.O.Q.

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L.H.O.O.Q.
Marcel-duchamp-lhooq-1919-1371340666 b.jpg
AutoreMarcel Duchamp
Data1919
Tecnicaready-made
Dimensioni19,7×12,4 cm
UbicazioneCentro Georges Pompidou, Parigi

« La Gioconda è così universalmente nota e ammirata da tutti che sono stato molto tentato di utilizzarla per dare scandalo. Ho cercato di rendere quei baffi davvero artistici. »

(Marcel Duchamp[senza fonte])

L.H.O.O.Q. è un ready-made rettificato realizzato nel 1919 dall'artista dadaista Marcel Duchamp.

Descrizione e significato[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una riproduzione fotografica della Gioconda di Leonardo da Vinci alla quale sono stati aggiunti provocatoriamente dei baffi e un pizzetto. Il titolo è sostanzialmente un gioco di parole, infatti le lettere L.H.O.O.Q. pronunciate in francese danno origine alla frase Elle a chaud au cul ([el aʃ o o ky]),[1] letteralmente "Lei ha caldo al culo", che significa "Lei è molto eccitata". Può essere letto anche come la parola inglese "look" (guarda). Come nel caso di altri ready-made, Duchamp ne ha realizzato diverse versioni, tra le quali anche L.H.O.O.Q. Shaved del 1965 nella quale appare la Gioconda senza baffi e la scritta in francese "rasée L.H.O.O.Q.".

L'opera può essere considerata un manifesto contro il conformismo. Dissacrando uno dei miti artistici più consolidati, Duchamp non intende negare l'arte di Leonardo ma onorarla, a modo suo, mettendo in ridicolo gli estimatori superficiali e ignoranti che apprezzano la Gioconda solo perché tutti dicono che è bella, conformandosi acriticamente così al gusto della maggioranza delle persone.[2]

Antecedenti[modifica | modifica wikitesto]

La Joconde fumant la pipe

Per l'esposizione delle Arti Incoerenti nel 1883, Eugène Bataille realizzò la La Joconde fumant la pipe (La Gioconda che fuma la pipa), che prefigura indirettamente l'opera di Marcel Duchamp nel 1919.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) L.H.O.O.Q., Marcel Duchamp (1919), theguardian.com, 26 maggio 2001. URL consultato il 9 settembre 2014.
  2. ^ Giorgio Cricco e Francesco P. Di Teodoro, Itinerario nell'arte, Volume 3, Bologna, Zanichelli, 1996, pp. 725-726, ISBN 88-08-07952-X.

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