Kalachakra

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Kalachakra yantra

Kalachakra (Sanscrito: कालचक्र Kālacakra, Tibetano: དུས་ཀྱི་འཁོར་ལོ།, Wylie: dus kyi 'khor lo; Mongolo: Цогт Цагийн Хүрдэн Tsogt Tsagiin Hurden; Cinese: 時輪)) è un termine usato nel Buddismo Vajrayana, il suo significato è "Ruota del tempo". È in genere utilizzato per indicare un insieme complesso di insegnamenti e pratiche nel Buddismo Tibetano (detto Buddismo Vajrayana, o anche Buddismo Tantrico, Tantrayana o Via del Diamante: delle tre vie del Buddismo quella più esoterica). La tradizione Vajrayana ha un accentuato stampo esoterico, e dunque il concetto di Kalachakra, i suoi insegnamenti e le pratiche a lui legate, sono anch'essi riservati alla tradizione esoterica a cui appartengono e ai suoi iniziati, ma una parte di essi è tuttavia pubblicamente condivisa.

Kālacakra in modo più specifico si riferisce sia a una divinità Tantrica detta anche Iṣṭadevatā, (Wylie: yi dam) del buddismo Vajrayana, sia alla filosofia e a una pratica di meditazione contenute nel Kālacakra Tantra, uno dei testi più antichi della tradizione buddista. Il Kālacakra Tantra è chiamato più precisamente Kālacakra Laghutantra, e la tradizione vuole che sia la versione più recente del testo originale, ormai andato perso, chiamato Kālacakra Mūlatantra. Alcuni maestri buddisti affermano che il Kalachakra è la forma più avanzata del buddismo Vajrayana. Sicuramente ne è uno dei sistemi più complessi.

Tuttavia, pur essendo centrale nella tradizione buddista tibetana, il concetto di Kalachakra non appartiene solo a essa, ma lo si ritrova anche in altre tradizioni, ad esempio in quella Vedica, Hindu Shaiva, Samkhya, Vaishnava, Upanishadica e Puranica, e anche nello Jiainismo. Inoltre il mandala che rappresenta la ruota di Kālacakra include divinità che sono equamente contemplate da buddisti, induisti e dalla tradizione Jiain.

Secondo la tradizione, Buddha Shakyamuni si manifestò come Kalachakra nel sud dell’India ed espose questo tantra su richiesta di Suchandra, re di Shambhala. In seguito, il re Suchandra diffuse gli insegnamenti di Kalachakra tra gli abitanti di Shambala. È detto che questi insegnamenti e la loro pratica ricomparvero in India soltanto nell’XI secolo, poco prima di essere introdotti in Tibet. Da allora, fino agli sconvolgimenti del secolo attuale, si sono propagati non solo fra i tibetani, ma anche nelle zone mongole a nord, così come nel Sikkim, nel Bhutan, nel Nepal e nelle regioni a sud e a ovest dell'Himalaia.

Significato[modifica | modifica wikitesto]

Il Kalachakra si esplica in tre sistemi.[1]

Kalachakra esterno - Il mondo[modifica | modifica wikitesto]

È la rappresentazione del mondo in chiave cosmogonica in termini dinamici. Sono descritte le interazioni tra i fenomeni cosmici e l'evoluzione dei cicli temporali. In questa sezione sono trattati gli argomenti che riguardano: la cosmologia, la cronologia, l'escatologia e i calcoli astrologici collegati. È descritta la formazione dell'universo attuale e tutti gli universi precedenti e futuri, con la descrizione delle costellazioni e dei sistemi solari.

Kalachakra interno - Il corpo sottile[modifica | modifica wikitesto]

Nel buddhismo tantrico il corpo fisico è il risultato di azioni karmiche ed è costituito da cinque corpi[2] più sottili:

  • corpo fisico,
  • corpo pranico ,
  • corpo del pensiero,
  • corpo della coscienza,
  • corpo dell'ispirazione.

Nel Kalachakra interno è spiegata e descritta la funzione e la natura dei cinque corpi e dei costituenti mentali quali:

  • canali, sans. Nādi
  • ruote, sans. Chakra
  • venti interni, sans. Prajnasakti
  • goccie essenziali di energia, sans. Bindu

Nel Kalachakra interno il corpo è paragonato all'universo e le regole sono le medesime.

Kalachakra segreto - La trasmutazione[modifica | modifica wikitesto]

Contiene pratiche per purificare il corpo grossolano e trasmutarlo in corpo sottile o "corpo di vajra". Per accedere alla purificazione è necessario ricevere l'iniziazione da un maestro qualificato. L'iniziazione avviene in sette stadi e ognuna di esse rappresenta una fase della purificazione[3]:

Mandala di kalachakra
  1. Iniziazione dell'acqua: visualizzazione della circoambulazione in senso orario del mandala di Kalachakra. Porta nord.
  2. Iniziazione della corona: è offerto il mandala e sono fatte le richieste del rito è visualizzata la realtà dei cinque aggregati in associazione ai Dhyani Buddha. Porta nord.
  3. Iniziazione dei pendenti della corona: è eseguito il rito dell'offerta attraverso la trasformazione nel Budda Ratnasanbhava.Porta sud.
  4. Iniziazione del vajra e della campana: recita delle frasi di richiesta e le nadi di destra e sinistra sono trasformati in Kalachakra e consorte. Porta sud.
  5. Iniziazione delle azioni: offerta del mandala e richieste. Trasformazione nel Buddha Amogasiddhi. Porta Est.
  6. Iniziazione del nome: il discepolo è trasformato nelle varie deità irate, è conferito il nome segreto. Porta est.
  7. Iniziazione all'autorizzazione: a)circoambulazione del mandala e conferimento del mantra, b) iniziazione del Vajraguru.

Origini induiste[modifica | modifica wikitesto]

Il Kalachakra peraltro trae origine da una dottrina relativa al 'Kâlavada, il quale a sua volta costituisce uno dei principali punti di vista della dottrina induista. Vedi al riguardo soprattutto il Mahabharata.[senza fonte] Dall'induismo esso è stato trasmesso al buddhismo, presso cui è divenuto una delle principali scuole iniziatico-rituali [senza fonte].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cornu, pp. 289, 2003.
  2. ^ Anagarica Govinda, pp. 145..
  3. ^ Dalai Lama, Kalachakra Initiation, pp.7.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • S.S.Dalai Lama. Kalachakra Initiation. Comitato di Kalachkara. Rikon. 1985.
  • J.M. Riviere, Kalachakra, iniziazione tantrica del Dalai Lama. Edizioni Mediterranee, 1988.
  • Philippe Cornu, Dizionario del Buddhismo. Bruno Mondadori. Milano. 1988. ISBN 88-424-9374-0
  • Angarica Govinda. I fondamenti del misticismo tibetano. Ubaldini. Roma. 1972.

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