Jeeves e l'ospite non invitato

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Jeeves e l'ospite non invitato
Titolo originaleJeeves and the Unbidden Guest
AutoreP. G. Wodehouse
1ª ed. originale1916
1ª ed. italiana1928
Genereracconto
Sottogenereumoristici
Lingua originale inglese
AmbientazioneNew York, anni dieci del '900
Personaggi
SerieAvanti Jeeves!
Preceduto daLa carriera artistica di Corky
Seguito daJeeves e l'uovo sodo

Jeeves e l'ospite non invitato (titolo originale in inglese: Jeeves and the Unbidden Guest) è un racconto dello scrittore inglese P. G. Wodehouse, pubblicato per la prima volta in volume nel 1919 nella raccolta di racconti My man Jeeves, non tradotta in italiano, e successivamente (1925) nella raccolta Carry on, Jeeves (in italiano: Avanti Jeeves!, 1928).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

New York, Fifth Avenue nel 1900

Bertie Wooster, l'io narrante, col fido valletto Jeeves risiedono temporaneamente a New York, «nella stagione in cui la città si presenta più bella»[1]. Una mattina ricevano la visita di Lady Malvern («Amica di mia zia Agatha. [...] Una razza cattiva. Fa la scrittrice. Scrisse un libro sulle condizioni sociali dell'India»[2]) accompagnata dal figlio ventitreenne Lord Pershore («un ragazzotto mite, timido, ritroso»[3]). La madre chiede a Bertie di ospitare il figlio («non vi darà alcun fastidio: è vegetariano, astemio, amante della lettura»[4]) nel periodo in cui lei è in viaggio per svolgere un'inchiesta sulle prigioni americane.

Già la prima sera il giovane Lord ritorna a casa completamente ubriaco; si giustificherà più tardi con Bertie dicendo che finora ha abitato sempre nell'austero villaggio natale; trovandosi per la prima volta in una grande città, vuole cedere alle sue tentazioni. Il comportamento di Lord Pershore diventa sempre più discutibile, finché non porta a casa Rollo, un cane aggressivo che morde il padrone di casa. Disperato Bertie decide di lasciare l'appartamento di New York per recarsi dal suo amico Rocky Todd, un amante della solitudine che vive in una foresta.

Tornato dopo una settimana a New York, apprende da Jeeves che Lord Pershore è finito in prigione, condannato a un mese per aver assalito un poliziotto. Bertie ritiene che la prigione avrà un effetto benefico sulla salute fisica e mentale del ragazzo, il quale sarebbe comunque uscito prima del ritorno della madre. Costei invece si presenta a casa in anticipo, infuriata contro Bertie («mentre visitavo la prigione dell'isola di Blackwell, per raccogliere notizie per il mio lavoro, ho veduto là il mio ragazzo vestito con una giubba a strisce, seduto accanto a un mucchio di pietre con un martello in mano»[5]). Jeeves risolve la situazione dicendo a Lady Malvern che il figlio era andato volontariamente in prigione per raccogliere notizie che potessero essere di aiuto alla madre nel suo lavoro. Lady Malvern è rabbonita e ritorna alla sua inchiesta sociale. Rimasti soli, Jeeves chiede a Bertie 50 dollari: «li debbo a Lord Pershore [...] Per indurre sua signoria ad abbandonare la sua vita di bagordi, mi presi la libertà di scommettere con lui cinquanta dollari che non sarebbe stato capace di pigliare a pugni un poliziotto; accettò molto volentieri la scommessa, e la vinse»[6].

Genesi del racconto[modifica | modifica wikitesto]

Il racconto è stato pubblicato per la prima volta nella rivista statunitense The Saturday Evening Post del 9 dicembre 1916 e successivamente nella rivista britannica The Strand Magazine del marzo 1917; le due versioni erano pressoché identiche[7][8]. Nel maggio 1919 il racconto fu pubblicato nella raccolta My man Jeeves[9]; tuttavia il volume, stampato su carta scadente, non ebbe successo[10]. La raccolta My man Jeeves, peraltro, non è stata mai tradotta in lingua italiana. Successivamente il racconto è stato pubblicato nel volume Carry on, Jeeves nel 1925[11][12], tradotto in italiano.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • P.G. Wodehouse, Carry On, Jeeves, London: Herbert Jenkins, 1925
  • P. G. Wodehouse, Carry on, Jeeves, Leipzig: B. Tauchnitz, 1925
  • P.G. Wodehouse, Carry On, Jeeves, New York: George H. Doran, 1927
  • P.G. Wodehouse, Avanti, Jeeves!: romanzo umoristico inglese; traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Milano: Monanni, 1928
  • P.G. Wodehouse, Avanti, Jeeves!: romanzo umoristico inglese; traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Milano: Bietti, 1933
  • P.G. Wodehouse, Jeeves e l'ospite non invitato. In: Avanti, Jeeves!; traduzione di Silvio Spaventa Filippi; revisione di Claudio Redi, Milano: Bietti, 1973, pp. 55–79
  • Pelham G. Wodehouse, Avanti, Jeeves; traduzione di Franco Salvatorelli, Milano: Mursia, 1991, ISBN 88-425-2680-0
  • P.G. Wodehouse, Avanti, Jeeves; traduzione di Tracy Lord, Milano: Polillo, 2011, ISBN 978-88-8154-293-2

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ P.G. Wodehouse, Jeeves e l'ospite non invitato. In: Avanti, Jeeves!; trad. di Silvio Spaventa Filippi; rev. di Claudio Redi, Milano: Bietti, 1973, p. 55. Tutte citazioni sono tratte dalla suddetta edizione
  2. ^ P.G. Wodehouse, Jeeves e l'ospite non invitato. In: Op. cit., p. 57
  3. ^ P.G. Wodehouse, Jeeves e l'ospite non invitato. In: Op. cit., p. 59
  4. ^ P.G. Wodehouse, Jeeves e l'ospite non invitato. In: Op. cit., p. 61
  5. ^ P.G. Wodehouse, Jeeves e l'ospite non invitato. In: Op. cit., p. 75
  6. ^ P.G. Wodehouse, Jeeves e l'ospite non invitato. In: Op. cit., p. 79
  7. ^ The Wodehouse short stories Archiviato il 17 febbraio 2007 in Internet Archive.
  8. ^ Eileen McIlvaine, Louise S Sherby e James H Heineman, P G Wodehouse: A Comprehensive Bibliography and Checklist, New York: James H Heineman, Inc, 1990, p. 33, ISBN 0-87008-125-X
  9. ^ P.G. Wodehouse, My Man Jeeves, London: George Newnes, 1919
  10. ^ David A. Jasen, P.G.Wodehouse: a portrait of a master, New York: Mason & Lipscomb, 1974, p. 82, ISBN 0884050106 (Google libri)
  11. ^ PG Wodehouse Society (UK) information sheet
  12. ^ Eileen McIlvaine, et al, P G Wodehouse: A Comprehensive Bibliography, op. cit., p. 49

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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