Jaime Pardo Leal

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Jaime Pardo Leal

Jaime Pardo Leal (Ubaque, 28 marzo 1941La Mesa, 11 ottobre 1987) è stato un politico e avvocato colombiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli studi superiori alla Facoltà di Diritto e Scienze Politiche dell'Università di Colombia fu un attivo dirigente studentesco e della JUCO, l'organizzazione giovanile del Partito Comunista Colombiano.

Fu giudice, magistrato del Tribunale Superiore di Cundinamarca e candidato alla Corte Suprema di Giustizia. Ha fondato l'Associazione Nazionale dei Lavoratori del Settore della Giustizia (ASONAL-Juidicial), una organizzazione sindacale della quale fu il primo presidente.

Viene descritto[da chi?] come "un uomo semplice, onesto, leale, cristallino, irritantemente modesto, molto carismatico e con un ottimismo a prova di tutto"[1].

Come membro del Comitato Centrale del Partito Comunista Colombiano fu propugnatore del movimento politico della Unión Patriótica (U.P.). A causa dell'impossibilità di mantenere la candidatura alla presidenza del paese del Comandante delle FARC-EP Jacobo Arenas per la U.P., per via delle minacce e della mancanza di garanzie per la sicurezza personale di quest'ultimo, il Plenum della Direzione Nazionale della U.P. ha proposto nel 1986 a Jaime Pardo Leal di candidarsi. Da poco destituito dalla carica di magistrato, per aver diretto uno sciopero di giudici e impiegati del settore, accettò la candidatura, pur consapevole dell'aumento dei rischi per la sua stessa vita[2]. Alle elezioni, svoltesi nel 1986, Jaime Pardo Leal ottenne il 4,5% dei voti;[3] secondo Iván Cepeda, portavoce del MOVICE (Movimento delle Vittime dei Crimini di Stato), "per la prima volta dal tragico assassinio del leader popolare Jorge Eliécer Gaitán nel 1948, nessun candidato della sinistra aveva mai risvegliato tanto fervore, speranza e fiducia sulla possibilità di arrivare al potere per via elettorale"[4]. Nel corso della campagna elettorale, Pardo Leal ha pubblicamente denunciato la complicità e le alleanze strutturali fra narcotrafficanti e paramilitari colombiani, nonché la strategia volta alla persecuzione e allo sterminio di attivisti, militanti e dirigenti della U.P.[5].

In particolare, il 18 marzo del 1987 Pardo ha denunciato di fronte ai mass media che ufficiali e sottufficiali dell'Esercito e della Polizia colombiana erano implicati in gravi violazioni dei diritti umani commessi contro la U.P.

L'11 ottobre 1987 Pardo è stato assassinato da alcuni sicari mentre tornava in auto a Bogotá con la famiglia. Con il suo omicidio, le vittime della U.P. uccise dal paramilitarismo arrivarono a 471.[senza fonte] Il senatore liberale Luis Carlos Galán, prima di essere ucciso egli stesso il 18 agosto del 1989, in merito a questo omicidio ha dichiarato "se ora hanno ordinato l'assassinio di chi ha cercato delle vie politiche per superare la lotta armata, domani estenderanno la loro mostruosa cospirazione contro le forze politiche ed i settori sociali che si oppongono ai loro fini"[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ tratto dalla Agencia Prensa Rural http://prensarural.org/spip/spip.php?article4711, sito consultato il 22 gennaio 2012
  2. ^ ibidem
  3. ^ 328.752 consensi, pari al 4,5% del totale; gli analisti lo definirono un risultato "incoraggiante". Cfr http://www.centromemoria.gov.co/conmemoraciones/394-25-de-mayo-de-1986-jaime-pardo-leal-obtiene-una-gran-votacion-un-domingo-manchado-por-el-asesinato-de-jose-leonardo-martinez[collegamento interrotto] URL consultato il 22/01/2012
  4. ^ testo pubblicato dalla Agencia Prensa Rural in http://prensarural.org/spip/spip.php?article4711, sito consultato il 22 gennaio 2012
  5. ^ VerdadAbierta.com
  6. ^ tratto da: Simón Trinidad: el hombre de hierro - Jorge Enrique Botero - Debate - Bogotá (2008), cit. in http://www.lafogata.org/09latino/latino5/col.12.4.htm , URL consultato il 22/01/2012