Izz ad-Din ibn Munqidh

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'Izz ad-Din abu-l-'Asakir Sultan ibn 'Izz ad-Dawla ibn Munqidh (... – 1154) fu emiro di Shayzar dal 1098 al 1154.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Izz ad-Din ibn Munqidh apparteneva alla dinastia dei Banu Munqidh, emiri di Shayzar dal 1081. Alla morte del padre, 'Izz ad-Dawla abu-l-Murhaf Nasr ibn Munqidh (1098), Izz ad-Din divenne emiro di Shayzar ma, dato che non aveva eredi maschi, affiancò al trono il fratello Majd ad-Din abu Salamah Murshid ibn 'Izz ad-Dawla ibn Munqidh. Durante il regno dei due fratelli, Shayzar dovette barcamenarsi nelle continue contese tra i vari potentati turchi e gli Stati crociati.

Nel 1106, i Banu Munqidh sconfissero Guglielmo Giordano di Cerdanya, conte di Tripoli, ma nel 1108 e nel 1110 dovettero pagare tributo al potente signore di Antiochia, Tancredi d'Altavilla. Nel 1111, temendo nuove rappresaglie da Tancredi, alleatosi al re Baldovino I di Gerusalemme, Izz ad-Din chiese aiuto al atabeg di Mosul, Mawdud, comandante del corpo di spedizione dei selgiuchidi del sultano Mehmed I. Le armate dei turchi e dei crociati si scontrarono nella Battaglia di Shayzar, sotto le mura della città siriana: la battaglia si concluse con una vittoria tattica dei selgiuchidi ma Tancredi, costretto a ritirarsi, fece erigere il castello di Tell ibn Ma'shar per minare il potere dei Munqidhidi sulla regione.

Nel 1113, alla morte dell'emiro di Aleppo Ridwan ibn Tutush, i Banu Munqidh vennero attaccati dai Nizariti che tentarono di occupare Shayzar e costruirono una propria roccaforte limitrofa alla cittadella degli emiri. Nel 1119, Izz ad-Din si unì alla campagna del atbeg di Aleppo, Ilghazi ibn Artuq, contro le terre antiochee e, nel 1123, fece da mediatore tra i turchi ed i crociati per la libertà del re Baldovino II di Gerusalemme ed il conte Joscelin I di Edessa, prigionieri degli Artuqidi[1].

Nel 1127 i Banu Munqidh dovettero riconoscere la sovranità del potente atabeg di Aleppo, Zengi.

Nel 1137 un esercito congiunto di bizantini e cavalieri templari, guidato dal basileus Giovanni II Comneno[2], cinse d'assedio Shayzar (v. Assedio di Shayzar): prima di ritirarsi per evitare il confronto diretto con Zengi, Giovanni II ottenne la sottomissione dei Munqidhidi.[3]

Alla morte di Izz ad-Din (1154), il potere su Shayzar passò a suo figlio Taj ad-Dawla Nasr ad-Din Muhammad ibn abu-l-Asakir ibn Munqidh, l'ultimo emiro della dinastia dei Banu Munqidh.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Y. Noah Harari, p. 124.
  2. ^ Niceta Coniata, I; 11,3.
  3. ^ Ibn al-Athir, p. 428.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti antiche[modifica | modifica wikitesto]

Studi[modifica | modifica wikitesto]

  • Y. Noah Harari, Operazioni speciali al tempo della cavalleria, 1100-1550, Gorizia, 2008, ISBN 978-88-6102-029-0.
  • F. Gabrieli [a cura di], Storici arabi delle crociate, Torino, 1987, ISBN 88-06-59856-2.