Italiani mambo

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Sergio Caputo.

Italiani mambo
ArtistaSergio Caputo
Tipo albumStudio
Pubblicazione1984
Durata31:12
Dischi1
Tracce8
GenereSwing
EtichettaCGD
RegistrazioneStudio Il Cortile - Milano
Notealle sessioni partecipano, oltre a Scott, Gatto e Montanari, anche il chitarrista Giorgio Cocilovo e il tastierista Aldo Banfi.
Sergio Caputo - cronologia
Album precedente
(1983)
Album successivo
(1985)

Italiani mambo è il secondo album di Sergio Caputo pubblicato nel 1984 dalla CGD, in cui si avvale della collaborazione di Tony Scott, sassofonista-clarinettista americano, del batterista jazz Roberto Gatto e del bassista Piero Montanari, che insieme al produttore artistico Kiko Fusco (ex Schola Cantorum), ne cura anche gli arrangiamenti.

Poetica[modifica | modifica wikitesto]

Musicalmente le sonorità orchestrali da night club dell'album precedente si allargano fino a rievocare altre tipologie di locali e quindi altri generi musicali, ma resta la figura del cantante e musicista notturno che è costretto a una vita sregolata per sbarcare il lunario.

Nell'insieme è un disco ricco di suoni esotici, divertente all'udito ma non privo di pieghe amare nei testi, che confermano il ludolinguismo di Caputo e la sua abilità lessicale, includendovi anche e in giusta misura i termini stranieri di uso comune. Da segnalare un cameo di Caterina Caselli in Vado alle Hawaii, dove pronuncia la frase "Scappi alle Hawaii? e Quando arriva l'uragano che fai?"

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Italiani mambo
  2. T'ho incontrata domani
  3. Vita dromedaria
  4. C'aggia fa' with you
  5. Caro diario
  6. Kiwi
  7. Amore all'estero
  8. Vado alle Hawaii

Commenti alle tracce[modifica | modifica wikitesto]

(1) Il titolo è in forma invitatoria (come direbbe ad esempio: "musica, maestro!"). Nell'universo rutilante e patinato che si ritrova in un locale estivo alla moda, il cantante di turno è costretto a indossare una faccia di circostanza, e a passare musica straniera e disimpegnata perché è questo quello che richiedono, e intanto sopporta sopravvive e sogna di essere altrove. Caputo stessa l'ha definita una lucida metafora dell'intero mondo discografico di quel periodo, sottolineando la contraddizione dei due termini, che cioè un artista italiano potrebbe proporre ben altro che un mambo di facile presa.
(2) "Ma che razza di flirt!" esclama Sergio in un delirio anacronistico e compiaciuto che funge da pretesto per scherzare con le parole a tempo di swing.
(3) riflessione semiseria di un incallito playboy che fa i conti con le sue prime rughe, chiamandosi con un termine ormai desueto "gagà". La vita dromedaria potrebbe essere riferita alla gobba dell'animale, ma il significato non è stato mai chiarito.
(4) altra situazione musicalmente evasiva in bilico tra l'essere e l'apparire, come suggerisce il titolo che mescola inglese a napoletano descrivendo una "ragazza tanto americana", espressione inusuale (o si è americani o no) che allude appunto a un equivoco.
(5) altra serenata sul tempo che scorre, impreziosita da un tappeto di fiati. Il "caro diario" rimanda con fare illusorio ai pensieri dell'adolescente, fuggendo dalla realtà più adulta.
(6) dialogo tra il cantante e un improbabile juke-box. Qui è palese una citazione da un brano di Joe Jackson Steppin' out
(7) canzone su un amore a distanza e forse platonico. Lui medita sul cambiare vita e dire basta a un'esistenza intossicante, mentre scopre con sorpresa lei sulle pagine dei rotocalchi. Ricorre nel ritornello la frase "frenesia di rivederti subito".
(8) la voglia di fuga verso orizzonti tropicali ribadisce il desiderio di voltare pagina dai soliti locali e le solite canzonette, ma si intuisce subito, attraverso una serie di frasi imverosimili, quanto le ali siano tarpate in partenza. Intanto il panorama rasenta l'orlo della crisi di nervi, se l'orchestra va fuori tempo e se anche le spogliarelliste del locale sbuffano in dialetto milanese dicendo "dura minga" ("non ne posso più", lett. "non può certo durare"). "Si suonava per la paga": il mondo appariscente di lustrini e paillette è messo a nudo.
Il brano contiene una coda finale che riprende il tema di (4), suggerendo quindi un'idea comune all'intero lavoro.