Impermeabilizzazione

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L'impermeabilizzazione consiste nella stesura di una membrana con impasto liquido, pastoso o anche solido già predisposto, ideata per impedire il passaggio dell'acqua di risalita, atmosferica o da perdite di contenitori come ad esempio le cisterne o le piscine. La membrana può essere liquida, pastosa, o in alcuni casi anche solida, già pre-composta o pre-miscelata. Il suo svolgimento è una delle opere fondamentali sia nella costruzione sia nella manutenzione degli edifici, scegliendo il prodotto più indicato alla situazione come la chiusura impermeabile di fondamenta, solai o terrazzi prima della finitura definitiva. La scelta del materiale va eseguita in considerazione della provenienza dell'acqua, ovvero da spinta positiva come il caso di terrazzi, balconi e docce, oppure spinta negativa, ovvero proveniente dal suolo. Tutti i prodotti vanno posizionati, miscelati e stesi seguendo attentamente le indicazioni riportate dagli stessi produttori.

Materiali[modifica | modifica wikitesto]

Fra i materiali usati più comuni abbiamo: le membrane bitume-polimero (comunemente chiamate guaine bituminose), che rappresentano il prodotto più utilizzato nelle costruzioni per la loro versatilità, facilità di applicazione e durata nel tempo. Le membrane bitume-polimero sono realizzate accoppiando una mescola di bitume distillato e polimeri con un'armatura in non tessuto di poliestere. Nel 1993 una nota azienda produttrice di Salgareda (Treviso) ha introdotto le membrane bitume polimero stabilizzate, per garantire la tenuta delle giunzioni dei manti impermeabili.

Oltre alle membrane viene utilizzato asfalto naturale arricchito con bitume naturale fino al 15%, bitume naturale o da distillazione di petrolio, allo stato solido, semi solido, liquido, in emulsione acquosa o in emulsione con altri componenti.

Teli e guaine a base di: bitume, sostanze plastiche prodotti dalla polimerizzazione del cloruro di vinile P.V.C, dalla polimerizzazione dell'etilene: politene, a base di gomma: gomma cloroprene o EPDM.

Nell'ambito delle impermeabilizzazioni rese con prodotti applicati liquidi, si utilizzano prodotti a base di resine epossidiche, poliuretaniche ,acriliche, poliestere e polimetilmetacrilate.

Sono inoltre utilizzati, nell'ambito delle impermeabilizzazioni di fondazioni, pannelli o sedimenti in argilla oltre alla bentonite di sodio.

Preparazione[modifica | modifica wikitesto]

A seconda della tecnologia scelta l'impermeabilizzazione ha la necessità di avere una determinata preparazione che la renderà efficace e duratura nel tempo.

Prima di tutto è necessario preparare la superficie rimuovendo parti friabili o comunque poco stabili, rimuovendo la polvere, e lisciando la superficie con prodotti adeguati e/o preparati specifici (primer).

La seconda parte fondamentale è evitare che l'umidità del supporto possa migrare ed arrivare a contatto con l'impermeabilizzazione creando delle pressioni che potrebbero o distaccare lo strato impermeabilizzante o consumare il supporto; per far ciò utilizziamo determinati primer adatti a convivere con superfici umide o attendiamo che il supporto sia perfettamente asciutto, normalmente non deve contenere più del 5% di umidità. Nel caso si scelgano prodotti particolarmente sigillanti (membrane bitume-polimero, comunemente chiamate guaine bituminose, teli in PVC o in Poliolefina, o teli in EPDM) teniamo presente che l'umidità raccolta al di sotto dello strato a tenuta non potrà migrare verso l'altro; dovremmo, a questo punto, evitare che diventi acqua in forma liquida per non doverci trovare perdite da condensa.

Ogni tipologia di primer ha il suo determinato tempo di asciugatura. Per evitare di applicare il materiale impermeabilizzante troppo presto o troppo tardi si suggerisce di leggere la scheda tecnica del materiale utilizzato ed assicurarsi che le condizioni climatiche siano adatte a svolgere il lavoro.

A far da eccezione alla regola del primer vi è il supporto in legno per le membrane bitume-polimero (guaine bituminose). In questo caso non è necessario utilizzarlo in quanto il legno è facilmente lavabile e non crea polvere distaccante. Anche per i sintetici non sempre è necessario il primer, infatti in tutte le applicazioni con fissaggio meccanico ad induzione o di applicazione non in totale aderenza non si utilizza alcun primer; diciamo che la regola si può esprimere in questo modo: tutte le volte che si vuole eseguire un'applicazione impermeabile in totale aderenza è necessario utilizzare l'idoneo primer.

Supporti[modifica | modifica wikitesto]

Non tutti i supporti sono adatti ad ospitare tutti i tipi di impermeabilizzazioni. Di seguito un piccolo elenco che permette di capire cosa utilizzare sui più comuni supporti:

  1. Calcestruzzo: tutti i tipi di impermeabilizzazione
  2. Legno: Membrane bitume-polimero (Guaine bituminose), emulsioni bituminose, teli sintetici (PVC, Poliolefine, EPDM), Resine (Epossidiche, Poliuretaniche, Acriliche).
  3. Ferro: Membrane bitume-polimero (con particolare attenzione al primer utilizzato), Teli sintetici (PVC, Poliolefine, EPDM), Resine (Epossidiche, Poliuretaniche, Acriliche)
  4. Massetti alleggeriti: Per quanto riguarda questo genere di supporto va data una piccola spiegazione: si tratta di miscele di cemento sabbia ed acqua con alcuni agenti alleggerenti (perlite espansa, argilla espansa, polistirene espanso, schiumogeni quali tensioattivi ad esempio) singoli o miscelati tra loro che permettono di avere uno strato di cemento leggero e coibente sui solai. Alcuni di questi massetti sono particolarmente friabili e non riescono ad ospitare direttamente uno strato impermeabilizzante in quanto tendono a diventare incoerenti, pertanto si utilizzano teli sintetici (PVC, Poliolefine, EPDM) o si crea uno strato di separazione o di compattazione, fissati meccanicamente o particolarmente pesanti, che permetta di accogliere lo strato a tenuta. Tali strati sono solitamente dei pannelli in polistirene espanso di basso spessore o massetti cementizi armati di almeno 5 cm. A questo punto si possono utilizzare tutti i tipi di impermeabilizzazioni. Nel caso, invece vengano contenuti tensioattivi anionici si dovranno evitare accuratamente le guaine bituminose in quanto vi è il concreto rischio che l'umidità residua contenuta nel massetto possa attivare i tensioattivi che andrebbero ad aggredire la parte grassa della guaina bituminosa.[1]
  5. Coibenti: Membrane bitume-polimero, teli sintetici (PVC, Poliolefine, EPDM), Resine (Epossidiche, Poliuretaniche, Acriliche). In particolare è necessario fare attenzione alle pose di Membrane bitume-polimero a caldo in quanto molti coibenti (EPS, XPS, PU) sono termosensibili e potrebbero infiammarsi.

Protezione[modifica | modifica wikitesto]

Lo strato impermeabile, una volta posato in orizzontale o verticale, va protetto soprattutto dagli urti o da qualsiasi forma di potenziale danneggiamento. Spesso vanno protetti anche dagli agenti atmosferici e dai raggi solari che possono degradare il prodotto in un lasco di tempo molto rapido. La protezione può avvenire con teli, ghiaino, lastre di materiale plastico o, come nei casi di terrazzi, dalla finitura in piastrelle. Qual'ora la membrana impermeabile debba rimanere allo scoperto per lungo tempo, è bene scegliere accuratamente il prodotto più resistente al degrado, ma comunque sempre mantenendola al riparo da potenziali danneggiamenti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Arcangelo Guastafierro, Impermeabilizzare un massetto alleggerito[collegamento interrotto], Consumomeno Soc. Coop, 24 marzo 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Manuale del costruttore civile e del geometra - Quarta edizione pag.439, Edizioni Cremonese.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

professionepiastrellista.it - isolamento impermeabilizzazione