Hotspot (telematica)

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In telecomunicazioni e informatica la parola hotspot indica un luogo in cui è presente una connessione a Internet aperta al pubblico grazie alla presenza dell'omonima infrastruttura di ricetrasmissione. Molto spesso è utilizzata insieme all'acronimo Wi-Fi, che indica una connessione eseguita senza l'ausilio dei cavi. Di fatto si tratta di un access point wireless, cablato con il resto della rete.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo hotspot Wi-Fi della storia fu proposto da Henrik Sjödin alla conferenza del NetWorld+Interop presso il Moscone Center di San Francisco nell'agosto del 1993.[1] Sjödin non utilizzò il termine hotspot ma fece riferimento a LAN wireless aperte al pubblico.

MobileStar Network, fondato da Mark Goode e Greg Jackson nel 1998, è il primo provider internet wireless di successo. I primi grandi nomi a usufruire del servizio e a diffondere la tecnologia sono la catena degli Hotel Hilton[2], i club American Airlines[3] e i coffee shop Starbucks. La compagnia viene venduta a Deutsche Telekom nel 2001, che cambiò il nome in "T-Mobile Hotspot". Era la prima volta che il termine "hotspot" veniva utilizzato per riferirsi a luogo nel quale è disponibile una LAN wireless aperta al pubblico.

WBA Industry riporta che gli hotspot Wi-Fi installati nel mondo nel 2012 erano 5,2 milioni e ne prevede 10,5 nel 2018.

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Un "hotspot Wi-Fi" può essere realizzato in qualsiasi punto di aggregazione sociale e culturale:

  • Campeggi, residence, resort, villaggi turistici;
  • Bar, pub, ristoranti, pizzerie;
  • Hotel e B&B;
  • Università, biblioteche, scuole, teatri, musei;
  • Cinema, concerti;
  • Fiere, manifestazioni, eventi;
  • Aeroporti, porti, stazioni ferroviarie, autogrill;
  • Piazze, parchi, corsi;
  • Centri commerciali, supermarket, banche;
  • SPA, terme, centri benessere, palestre, piscine, centri sportivi;
  • Mezzi pubblici in genere;
  • Enti pubblici, comuni, ASL, ospedali;

e in moltissimi altri luoghi aperti al pubblico.

Sempre più amministrazioni avviano piani di accesso pubblico spesso gratuito, principalmente attraverso il progetto di una rete municipale Wi-Fi, che al tempo stesso può essere utilizzata per fornire informazioni a cittadini e turisti.

Normativa[modifica | modifica wikitesto]

Il Decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 ("decreto Milleproroghe") stabilisce la decadenza di alcuni obblighi imposti dal decreto Pisanu (non la cancellazione) per tutte le attività che offrono internet al pubblico.

Praticamente tutte le attività, che non abbiano come principale oggetto di business la vendita al pubblico di connettività a Internet, non sono obbligate a richiedere autorizzazioni alla questura. Quindi, facendo un esempio, un bar che decide di integrare un hotspot Wi-Fi tra i suoi servizi, non deve richiedere l'autorizzazione alla questura, in quanto la connettività offerta nell'attività non è la sua principale fonte di reddito.

Per il gestore dell'attività non è più obbligatoria l'identificazione dei soggetti ai quali si fornisce la connettività a Internet (commi 1, 4 e 5 dell'articolo 7 del decreto Pisanu), ma è consigliabile dotarsi di un sistema di registrazione e autenticazione degli utenti, in modo tale da poter scaricare sugli utenti connessi le responsabilità di eventuali attività illecite (reati: truffe o scambio di materiale pedo pornografico), esonerando il gestore dell'attività.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]