Grotta di Spy
| Grotta di Spy | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | Provincia di Namur |
| Arrondissement | Arrondissement di Namur |
| Uso abitativo | Uomo di Neanderthal |
| Esplorazione | 1829 |
| Coordinate | 50°28′48.7″N 4°40′28.2″E |
La Grotta di Spy è una cavità naturale che si trova in Belgio, presso Spy, nel territorio di Jemeppe-sur-Sambre, dove nel 1886 furono scoperti fossili ben conservati di Homo neanderthalensis, che contribuirono alla condivisione all'interno della comunità scientifica, dell'ipotesi che questa si trattasse di una specie umana distinta da quella moderna[1][2].
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]La grotta si trova in un contesto di valle che domina l’Orneau, affluente della Sambre; si tratta di uno dei più importanti complessi paleolitici del Belgio e dell’Europa nord-occidentale, sia per la posizione, sia soprattutto per la qualità storica dei rinvenimenti neandertaliani effettuati nell’Ottocento. La cavità e la terrazza antistante, a circa 18 metri sopra l’Orneau, hanno restituito materiali archeologici dal paleolitico medio al paleolitico superiore[3].
Il sito è rilevante, oltre per aver dato sostegno scientifico all'esistenza di esseri umani diversi dagli uomini attuali, perché conserva tracce sulla transizione tra paleolitico medio e superiore, con industrie musteriane, complessi “transizionali” come il Lincombian-Ranisian-Jerzmanowician e frequentazioni aurignaziane e gravettiane[4].
Scavi
[modifica | modifica wikitesto]Le prime esplorazioni note risalgono al 1879 con Rucquoy, ma la fase decisiva è quella del 1885-1886, quando Marcel De Puydt e Max Lohest concentrarono gli scavi soprattutto nella zona della terrazza davanti alla grotta; nel 1885 emerse già un primo frammento craniale, oggi perduto, mentre nel 1886 furono rinvenuti i due celebri scheletri neandertaliani che resero il sito famoso a livello internazionale[5].
Nel corso del Novecento il sito fu riesaminato più volte, con interventi che se ampliarono enormemente i ritrovamenti, allo stesso tempo contribuirono anche alla dispersione e alla rimescolazione di parte dei materiali, rendendo più difficile la ricostruzione puntuale dei contesti originari[5].
Ritrovamenti
[modifica | modifica wikitesto]Resti umani
[modifica | modifica wikitesto]I resti umani più celebri di Spy sono quelli dei due adulti noti come Spy I e Spy II, rinvenuti nel 1886, la cui datazione con tecniche al radiocarbonio è collocata intorno a 37.000 anni dal presente, rendendoli tra i Neandertal più tardi dell’Europa nord-occidentale[6]. Revisioni successive effettuate sui ritrovamenti, hanno riclassificato ossa un tempo attribuite ai Neandertal ad altre specie, ma anche all'ipotesi che il fossile noto come Spy III, una tibia, sia da attribuire ad un bambino neanderthaliano[7][8].
Resti faunistici
[modifica | modifica wikitesto]Il complesso faunistico di Spy è molto ampio; sono stati recuperati circa 11.600 resti ossei, appartenenti a un ampio spettro di mammiferi pleistocenici; i taxa principali sono cavallo, iena delle caverne, mammut, rinoceronte lanoso e renna. L'abbondanza dei resti, insieme alla varietà degli agenti tafonomici, responsabili del processo che porta alla fossilizzazione degli organismi, dimotrano che il sito fu formato da un’accumulazione protratta nel tempo[3].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Neanderthal. archaic human, su britannica.com. URL consultato il 18 agosto 2023.
- ↑ (FR) L’Homme de Spy, un néandertalien belge | Institut des Sciences naturelles, su www.naturalsciences.be. URL consultato il 13 aprile 2026.
- 1 2 (EN) The Spy cave, an exceptional paleolithic site, su visitwallonia.com. URL consultato il 13 aprile 2026.
- ↑ (EN) Kévin Di Modica, Cécile Jungels e Anne Hauzeur, What do we know today about the Middle Palaeolithic in Spy, in Anthropologica et Praehistorica, vol. 123, 2013, pp. 167-200. URL consultato il 13 aprile 2026.
- 1 2 (EN) AA.VV., Spy Cave, in Bulletin de la Société royale belge d’Anthropologie et de Préhistoire. URL consultato il 13 aprile 2026.
- ↑ Philip Van Peer, The stratigraphic context of Spy Cave and the timing of Neanderthal disappearance in Northwest Europe, in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 118, n. 26, 29 giugno 2021, pp. e2106335118, DOI:10.1073/pnas.2106335118. URL consultato il 13 aprile 2026.
- ↑ L. Cowgill, The Spy III immature tibia: Neandertal or Neolithic?, in Anthropologica et Praehistorica, vol. 124, 2013 (2014). URL consultato il 13 aprile 2026.
- ↑ (EN) 'Spy' Neanderthal tibia, plaster cast, su Faculty of Medicine, Dentistry and Health Sciences Museums at The University of Melbourne Collection Online. URL consultato il 13 aprile 2026.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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