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Glossopoiesi

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Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179), detta "La Sibilla del Reno", dottore della Chiesa e patrona dei glottoteti.
Voce principale: Interlinguistica.
«Inventare lingue segrete è innanzitutto un piacere estetico personale per il glottoteta.»

La glossopoiesi, o glottopoiesi (dal greco γλῶσσα "lingua" e ποίησις "creazione", "composizione"), in interlinguistica è l'arte di creare linguaggi artificiali pianificati sviluppandone la fonologia, il vocabolario, la grammatica e a volte l'alfabeto o la scrittura (Sistema di scrittura artificiale). Sia per fini artistici, ausiliari, logici o filosofici.

Il creatore di tali linguaggi è detto glottoteta (dal greco γλῶσσα "lingua" e θέτης "colui che pone", etimologicamente "colui che stabilisce la lingua") o glossopoieta[1]. Il suo scopo può essere quello di creare una lingua comune per unire i popoli semplificandone i metodi di comunicazione, o di progettare una nuova lingua affinché possa essere inserita all'interno di un'opera artistica (romanzi, film, canzoni o videogiochi), o per sperimentazione linguistica, o per puro diletto.

Lo stesso argomento in dettaglio: Interlinguistica.

La creazione delle lingue ha interessato da sempre l'umanità tanto che si è riscontrata anche in popoli tribali[2], ad es. il "Damin", lingua sacra degli aborigeni australiani. In epoche ed ambienti più vicini ai nostri, i progetti di lingue sacre "segrete" come la Lingua ignota di Santa Ildegarda di Bingen (ca. 1200) nel mondo cristiano[3], o il Balaibalan di Muhyî-i Gülşenî (1574) in quello musulmano[4].

In seguito si passò ai tentativi di molti tra i più famosi filosofi del '600 e '700 per ottenere una lingua "filosofica" o "logica" "perfetta"[5][6], destinati a fallire perché tentarono di applicare alle lingue criteri di minuziosa logica matematica.

Poi ci si evolse in prevalenza con la ricerca di una minore "logicità" ma di una maggiore "praticità". Prima con progetti bizzarri quali il Solresol di J.F. Sudre, basato sulle 7 note musicali, che però destò un certo interesse e venne usato per segnalazioni marittime[7]. Poi con progetti più realistici ma artificiosi dei quali il più noto fu il Volapük di J.M. Schleyer, che al momento ebbe un buon seguito e in molte città europee si aprirono circoli volapükisti[8].

Questo successo iniziale declinò rapidamente con l'arrivo dell'Esperanto di L.L. Zamenhof[9][10], tanto che in maggioranza questi circoli si convertirono in società esperantiste. Esso è tuttora la lingua artificiale più diffusa[11]. Una diffusione forse relativa[12][13], ma che vari successivi progetti di riforma detti esperantidi[14][15], oppure il ricorso ad altre basi[16], non sono riusciti a scalfire pur radunando cerchie di seguaci[17].

L'inizio del Padre Nostro in linguaggio Bliss

Tra i linguaggi di sola scrittura va senz'altro menzionato il linguaggio Bliss[18], creato dall'ingegnere ucraino Charles K. Bliss nel 1949, inteso come successioni di ideogrammi che comunicano idee, e che ciascuno legge secondo la propria lingua. Può dunque essere considerato il primo linguaggio interamente ideografico. Se esso ha avuto un sèguito generale piuttosto modesto come lingua internazionale, ha invece ottenuto un buon impiego tra persone disabili con difficoltà di comunicazione attraverso la parola.

Negli ultimi tempi, oltre al proseguimento dell'attività dei movimenti dell'esperanto e di altre lingue ausiliarie, incoraggiati anche dall'avvento di internet, si nota un più forte impulso creativo per le lingue artistiche che per quelle di comunicazione internazionale[19]. Si vedano ad es. le lingue create da J.R.R. Tolkien, in particolare il Quenya, il Sindarin e, almeno in abbozzo, molte altre (Linguaggi della Terra di Mezzo) per i suoi romanzi fantasy[20][21][22]; ed il Klingon, creato da Marc Okrand per la serie televisiva Star Trek[23][24][25][26].

Ancora più di recente questa tendenza si è confermata soprattutto ad opera di Paul Frommer, creatore della lingua Na'vi per il film Avatar del 2009[27][28]; e di David J. Peterson, creatore del Dothraki e dell'Alto Valyriano, intorno al 2012, per i romanzi fantasy e le serie televisive di George R.R. Martin.

Galleria d'immagini

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  1. O anche glossopoeta, ma meno usato ed etimologicamente fuorviante.
  2. A. Bausani, L'invenzione linguistica e gli uomini antichi e primitivi; in: A. Bausani, Op. cit., cap. 2, pp. 50-77
  3. A. Bausani, Op. cit., pp. 83-85
  4. A. Bausani, Op. cit., pp. 89-95
  5. U. Eco, Op. cit., cap. 10-15
  6. C. Marrone, I progetti di lingue universali e la Grammatica di Port-Royal; in: C. Marrone, Op. cit., cap. 8
  7. A. Bausani, Op.cit., pp.116-117
  8. A. Bausani, Op. cit., pp. 117-120
  9. A. Bausani, Op. cit., pp. 120-124
  10. F. Gobbo, Esperantologia; in: F. Gobbo, Op. cit., 2009, parte III, cap. 7-8, pp. 105-142
  11. A. Bausani, Op. cit., pp.122-123
  12. (EN) Esperanto's Zenith; in: M. Adams, Op. cit., appendix 2, pp. 234-241
  13. (EN) A. Okrent, Op. cit., cap. 11, pp. 110-123
  14. (EN) A. Reed Libert, Op. cit.
  15. Come l'Ido di L. de Beaufront, L. Couturat e L. Leau, o il Neo di A. Alfandari
  16. Ad es. basi latine classiche come il Nov latin di D. Rosa, il Latino sine flexione di G. Peano o il recente Neolatino. O basi neolatine come il Novial di O. Jespersen, l'Occidental di E. de Wahl, l'Interlingua della IALA presieduta da Alexander Gode, la Lingua franca nova di C.G. Boeree. Oppure il ritorno a basi "logiche" stabilite a priori come il Lojban e il Loglan (A. Okrent, Op. cit. cap. 18 The Whorfian Hypothesis pp. 199-207, cap. 19 A Formula for Success pp. 208-214, cap. 20 Suitable Apologies pp. 215-230, ca. 21 Meaning Quicksand pp. 231-240)
  17. F. Gobbo, Le lingue ausiliarie internazionali; in: F. Gobbo, Op- cit., 2009, cap. 6, pp. 79-104
  18. (EN) A. Okrent, Op. Cit., cap. 14 Hit by a Personality Tornado pp. 135-159, cap. 15 Those Queer and Mysterious Chinese Character pp. 160-172, cap. 16 The Spacemen Speak pp. 173-182, cap. 17 The Catastrophic Results of Her Ignorance pp. 183-196
  19. (EN) A. Okrent, Op. cit., cap. 13 Word Magic, pp. 137-150
  20. T. Conley, S. Cain, Op. cit., pp. 116-121
  21. (EN) E.S.C. Weiner, J. Marshall, Tolkien's Invented Languages; in: M. Adams, Op. cit., cap. 4, pp. 75-109
  22. (EN) A. Okrent, Op. cit., cap. 26 The Secret Vice, pp. 282-293
  23. T. Conley, S. Cain, Op. cit., pp. 169-173
  24. (EN) M. Okrand, M. Adams, J. Hendriks-Hermans, S. Kroon, Wild and Whirling Words: The Invention and Use of Klingon; in: M. Adams, Op. cit., cap. 5, pp. 111-134
  25. A. Okrent, Op. cit., cap. 24 The Go-to Linguist, pp. 264-271; cap. 25 What are they doing?, pp. 272-281
  26. E. Danese, Op. cit., pp. 26-40
  27. (IT) Maria Wilhelm & Dirk Mathison, Dizionario na'vi-italiano; in: James Cameron's Avatar. Rapporto confidenziale sul mondo di Pandora, traduz. di I. Katerinov, C. Pradella, L. Favia, M. Foschini; Milano, Rizzoli, 2010, ISBN 978-88-17-04179-9; pp. 191-203
  28. E. Danese, Op. cit., pp. 46-52

Creazione linguistica

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  • Marco Di Donna, Cos'è la Glossopoiesi: Avviamento alla Glossopoiesi, 2023, ISBN 979-8861493864.
  • Marco Di Donna, Fondamenti linguistici: Brevi passi verso il conlanging (ri)creativo, 2023, ISBN 979-8869835215.
  • Marco Di Donna, Il Worldbuilding e il ruolo delle Lingue Artificiali: Primi passi di una lista per la descrizione di mondi immaginari, Independently published, 2024, ISBN 979-8346175278.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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