Glossopoiesi

La glossopoiesi, o glottopoiesi (dal greco γλῶσσα "lingua" e ποίησις "creazione", "composizione"), in interlinguistica è l'arte di creare linguaggi artificiali pianificati sviluppandone la fonologia, il vocabolario, la grammatica e a volte l'alfabeto o la scrittura (Sistema di scrittura artificiale). Sia per fini artistici, ausiliari, logici o filosofici.
Il creatore di tali linguaggi è detto glottoteta (dal greco γλῶσσα "lingua" e θέτης "colui che pone", etimologicamente "colui che stabilisce la lingua") o glossopoieta[1]. Il suo scopo può essere quello di creare una lingua comune per unire i popoli semplificandone i metodi di comunicazione, o di progettare una nuova lingua affinché possa essere inserita all'interno di un'opera artistica (romanzi, film, canzoni o videogiochi), o per sperimentazione linguistica, o per puro diletto.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La creazione delle lingue ha interessato da sempre l'umanità tanto che si è riscontrata anche in popoli tribali[2], ad es. il "Damin", lingua sacra degli aborigeni australiani. In epoche ed ambienti più vicini ai nostri, i progetti di lingue sacre "segrete" come la Lingua ignota di Santa Ildegarda di Bingen (ca. 1200) nel mondo cristiano[3], o il Balaibalan di Muhyî-i Gülşenî (1574) in quello musulmano[4].
In seguito si passò ai tentativi di molti tra i più famosi filosofi del '600 e '700 per ottenere una lingua "filosofica" o "logica" "perfetta"[5][6], destinati a fallire perché tentarono di applicare alle lingue criteri di minuziosa logica matematica.
Poi ci si evolse in prevalenza con la ricerca di una minore "logicità" ma di una maggiore "praticità". Prima con progetti bizzarri quali il Solresol di J.F. Sudre, basato sulle 7 note musicali, che però destò un certo interesse e venne usato per segnalazioni marittime[7]. Poi con progetti più realistici ma artificiosi dei quali il più noto fu il Volapük di J.M. Schleyer, che al momento ebbe un buon seguito e in molte città europee si aprirono circoli volapükisti[8].
Questo successo iniziale declinò rapidamente con l'arrivo dell'Esperanto di L.L. Zamenhof[9][10], tanto che in maggioranza questi circoli si convertirono in società esperantiste. Esso è tuttora la lingua artificiale più diffusa[11]. Una diffusione forse relativa[12][13], ma che vari successivi progetti di riforma detti esperantidi[14][15], oppure il ricorso ad altre basi[16], non sono riusciti a scalfire pur radunando cerchie di seguaci[17].
Tra i linguaggi di sola scrittura va senz'altro menzionato il linguaggio Bliss[18], creato dall'ingegnere ucraino Charles K. Bliss nel 1949, inteso come successioni di ideogrammi che comunicano idee, e che ciascuno legge secondo la propria lingua. Può dunque essere considerato il primo linguaggio interamente ideografico. Se esso ha avuto un sèguito generale piuttosto modesto come lingua internazionale, ha invece ottenuto un buon impiego tra persone disabili con difficoltà di comunicazione attraverso la parola.
Negli ultimi tempi, oltre al proseguimento dell'attività dei movimenti dell'esperanto e di altre lingue ausiliarie, incoraggiati anche dall'avvento di internet, si nota un più forte impulso creativo per le lingue artistiche che per quelle di comunicazione internazionale[19]. Si vedano ad es. le lingue create da J.R.R. Tolkien, in particolare il Quenya, il Sindarin e, almeno in abbozzo, molte altre (Linguaggi della Terra di Mezzo) per i suoi romanzi fantasy[20][21][22]; ed il Klingon, creato da Marc Okrand per la serie televisiva Star Trek[23][24][25][26].
Ancora più di recente questa tendenza si è confermata soprattutto ad opera di Paul Frommer, creatore della lingua Na'vi per il film Avatar del 2009[27][28]; e di David J. Peterson, creatore del Dothraki e dell'Alto Valyriano, intorno al 2012, per i romanzi fantasy e le serie televisive di George R.R. Martin.
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- J.M. Schleyer, creatore del Volapük.
- L.L. Zamenhof, creatore dell'Esperanto.
- D. Rosa, creatore del Nov latin.
- G. Peano. creatore del Latino sine flexione.
- O. Jespersen, creatore del Novial.
- E. de Wahl, creatore dell'Occidental (o "Interlingue").
- C.G. Boeree, creatore della Lingua franca nova.
- J.R.R. Tolkien, scrittore e glottoteta.
- M. Okrand, creatore del Klingon.
- D.J. Peterson, creatore del Dothraki e delle Lingue Valyriane.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ O anche glossopoeta, ma meno usato ed etimologicamente fuorviante.
- ↑ A. Bausani, L'invenzione linguistica e gli uomini antichi e primitivi; in: A. Bausani, Op. cit., cap. 2, pp. 50-77
- ↑ A. Bausani, Op. cit., pp. 83-85
- ↑ A. Bausani, Op. cit., pp. 89-95
- ↑ U. Eco, Op. cit., cap. 10-15
- ↑ C. Marrone, I progetti di lingue universali e la Grammatica di Port-Royal; in: C. Marrone, Op. cit., cap. 8
- ↑ A. Bausani, Op.cit., pp.116-117
- ↑ A. Bausani, Op. cit., pp. 117-120
- ↑ A. Bausani, Op. cit., pp. 120-124
- ↑ F. Gobbo, Esperantologia; in: F. Gobbo, Op. cit., 2009, parte III, cap. 7-8, pp. 105-142
- ↑ A. Bausani, Op. cit., pp.122-123
- ↑ (EN) Esperanto's Zenith; in: M. Adams, Op. cit., appendix 2, pp. 234-241
- ↑ (EN) A. Okrent, Op. cit., cap. 11, pp. 110-123
- ↑ (EN) A. Reed Libert, Op. cit.
- ↑ Come l'Ido di L. de Beaufront, L. Couturat e L. Leau, o il Neo di A. Alfandari
- ↑ Ad es. basi latine classiche come il Nov latin di D. Rosa, il Latino sine flexione di G. Peano o il recente Neolatino. O basi neolatine come il Novial di O. Jespersen, l'Occidental di E. de Wahl, l'Interlingua della IALA presieduta da Alexander Gode, la Lingua franca nova di C.G. Boeree. Oppure il ritorno a basi "logiche" stabilite a priori come il Lojban e il Loglan (A. Okrent, Op. cit. cap. 18 The Whorfian Hypothesis pp. 199-207, cap. 19 A Formula for Success pp. 208-214, cap. 20 Suitable Apologies pp. 215-230, ca. 21 Meaning Quicksand pp. 231-240)
- ↑ F. Gobbo, Le lingue ausiliarie internazionali; in: F. Gobbo, Op- cit., 2009, cap. 6, pp. 79-104
- ↑ (EN) A. Okrent, Op. Cit., cap. 14 Hit by a Personality Tornado pp. 135-159, cap. 15 Those Queer and Mysterious Chinese Character pp. 160-172, cap. 16 The Spacemen Speak pp. 173-182, cap. 17 The Catastrophic Results of Her Ignorance pp. 183-196
- ↑ (EN) A. Okrent, Op. cit., cap. 13 Word Magic, pp. 137-150
- ↑ T. Conley, S. Cain, Op. cit., pp. 116-121
- ↑ (EN) E.S.C. Weiner, J. Marshall, Tolkien's Invented Languages; in: M. Adams, Op. cit., cap. 4, pp. 75-109
- ↑ (EN) A. Okrent, Op. cit., cap. 26 The Secret Vice, pp. 282-293
- ↑ T. Conley, S. Cain, Op. cit., pp. 169-173
- ↑ (EN) M. Okrand, M. Adams, J. Hendriks-Hermans, S. Kroon, Wild and Whirling Words: The Invention and Use of Klingon; in: M. Adams, Op. cit., cap. 5, pp. 111-134
- ↑ A. Okrent, Op. cit., cap. 24 The Go-to Linguist, pp. 264-271; cap. 25 What are they doing?, pp. 272-281
- ↑ E. Danese, Op. cit., pp. 26-40
- ↑ (IT) Maria Wilhelm & Dirk Mathison, Dizionario na'vi-italiano; in: James Cameron's Avatar. Rapporto confidenziale sul mondo di Pandora, traduz. di I. Katerinov, C. Pradella, L. Favia, M. Foschini; Milano, Rizzoli, 2010, ISBN 978-88-17-04179-9; pp. 191-203
- ↑ E. Danese, Op. cit., pp. 46-52
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]Creazione linguistica
[modifica | modifica wikitesto]In italiano
[modifica | modifica wikitesto]- Marco Di Donna, Cos'è la Glossopoiesi: Avviamento alla Glossopoiesi, 2023, ISBN 979-8861493864.
- Marco Di Donna, Fondamenti linguistici: Brevi passi verso il conlanging (ri)creativo, 2023, ISBN 979-8869835215.
- Marco Di Donna, Il Worldbuilding e il ruolo delle Lingue Artificiali: Primi passi di una lista per la descrizione di mondi immaginari, Independently published, 2024, ISBN 979-8346175278.
In inglese
[modifica | modifica wikitesto]- Jeoffrey Hennings, Langmaker. Celebrating Conlangs, Chicago, Yonagu Books, 2020, ISBN 978-1661715571.
- David Joshua Peterson, The Art of Language Invention, London, Penguin, 2015, ISBN 978-0143126461 [CreateSpace Independent Publishing Platform, 2013, ISBN 978-1493733002]
- David Joshua Peterson, Create Your Own Secret Language: Invent Codes, Cyphers, Hidden Mesages, and More, New York (NY) USA, Odd Dot Macmillan, 2020, ISBN 978-1250222329
- Jessie Peterson, How to Create a Language: The Conlang Guide, Cambridge, Cambridge University Press, 2025, ISBN 978-1108995610
- Mark Rosenfelder, The Language Construction Kit, Chicago, Yonagu Books, 2010, ISBN 978-0-9844700-0-6
- Mark Rosenfelder, The Advanced Language Construction Kit, Chicago, Yonagu Books, 2012, ISBN 978-1478267539
- Mark Rosenfelder, The Conglanger's Lexipedia, Chicago, Yonagu Books, 2013, ISBN 1493733001
- Mark Rosenfelder, The Syntax Construction Kit, Chicago, Yonagu Books, 2018, ISBN 978-1729647363
Storia
[modifica | modifica wikitesto]In italiano
[modifica | modifica wikitesto]- Alessandro Bausani, Le lingue inventate. Linguaggi artificiali, linguaggi segreti, linguaggi universali, Roma, Astrolabio-Ubaldini, 1974, ISBN 978-8834003879
- Umberto Eco, La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea, Roma-Bari, Laterza, 1993, ISBN 978-8842050285
- Caterina Marrone, Le lingue utopiche, Roma, Stampa Alternativa, 2024 [2004], ISBN 978-88-97824-16-9
- Federico Gobbo, Fondamenti di interlinguistica ed esperantologia, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2009, ISBN 978-88-7043-141-4
- Federico Gobbo, Lingue inventate; in: Francesca Masini e Nicola Grandi (a cura di), Tutto ciò che hai sempre voluto sapere sul linguaggio e sulle lingue, Bologna, Caìssa Italia Editore, 2017, ISBN 978-88-6729-044-4, cap. 25, pp. 109–112
- Eva Danese, Qapla! Le lingue inventate del cinema e della TV, Morrisville (NC) USA, Lulu Press, 2019, ISBN 978-0-244-46261-1
In inglese
[modifica | modifica wikitesto]- Tim Conley, Stephen Cain, Encyclopedia of Fictional & Fantastic Languages, Westport (CT) USA, Greenwood Press, 2006, ISBN 978-0-313-33188-6
- Alan Reed Libert, Daughters of Esperanto, München, Lincom, 2008, ISBN 978-3895867484
- Arika Okrent, In the Land of Invented Languages, New York (NY) USA, Spiegel & Grau, 2010 [2009], ISBN 978-0-8129-8089-9
- Michael Adams (edited by), From Elvish to Klingon: Exploring Invented Languages, Oxford, Oxford University Press, 2011, ISBN 978-0192807090
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikizionario contiene il lemma di dizionario «glossopoiesi»
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (IT) Bruno Migliorini, "Internazionali, Lingue"; in: "Enciclopedia Italiana Treccani" (1933)
- (EN) Sito "Language Construction Kit" di Mark Rosenfelder
- (IT) Sito "Kit di Costruzione di Linguaggi" di Mark Rosenfelder, traduzione di Daniele Calisi
- (EN) Sito "zompist.com"
- (EN) Sito "How to create a language" di Pablo David Flores
- (ES) Sito "Cómo crear un lenguaje" di Pablo David Flores
- (IT) Voce "Glottoteta" dal sito "treccani.it"
- (IT) Sito Facebook Glossopoiesi
- (IT) Sito Facebook Glossopoiesi
- (EN) Sito dell'editore Yonagu
- (EN) Sito della Language Creation Society
- (IT) La glossopoiesi: un'eredità culturale per la nostra epoca articolo di Donato Cerbasi, InKoj. Philosophy & Artificial Languages, 30 settembre 2012, Dipartimento di Filosofia, Università degli Studi di Milano.
- (IT) Creazione e utopia: le lingue artificiali dal Seicento a oggi articolo di Claudio Gnoli
- (EN) Fiat Lingua. An archive of conlang articles
- (IT) D:ITAL.S Artlang e glossopoieti: Breve viaggio tra lingue artistiche e i loro ideatori
- (IT) Tesi online Che cos'è la glossopoiesi?
- (IT) L'enorme opera di glossopoiesi alle spalle di Arrival
- (IT) Passione per la glossopoiesi, a 16 anni inventa la sua prima lingua