Giustina Rocca

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Giustina Rocca (Trani, seconda metà del XV secolo – 1502) è stata un'avvocatessa italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione giuridica, Giustina Rocca è considerata la prima avvocatessa al mondo[1]. La sua figura avrebbe ispirato il personaggio di Porzia di Belmonte nel Mercante di Venezia di William Shakespeare.

Nata nella seconda metà del XV secolo a Trani, figlia di Orazio Rocca, oratore al senato di Napoli [2], era sposata con Giovanni Antonio Palagano, capitano regio della città, da cui ebbe quattro figli. La sua fama come avvocato del foro della città è dovuta ad una sentenza arbitrale pronunciata l'8 aprile del 1500, in presenza del governatore veneto della città, Ludovico Contarini, per una questione ereditaria sollevata da alcuni nipoti della stessa avvocatessa. La sentenza venne pronunciata in lingua volgare.

L'episodio venne raccontato qualche decennio più tardi da Cesare Lambertini nel “De iure patronatus”, stampato per la prima volta a Venezia e diffuso successivamente nel resto d'Europa, grazie alle ristampe a Francoforte e a Lione.

L'unica opera tramandataci è l'epitaffio scritto per la prematura morte della figlia ventenne: la lastra dell'epitaffio venne successivamente utilizzata come lapide per la tomba di entrambe, dopo la morte avvenuta nel 1502. La lastra è conservata nel Museo diocesano di Trani.

A Giustina Rocca sono dedicate una strada a Bari ed una a Trani; sempre a Trani porta il suo nome una delle scuole medie inferiori della città.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • S. Capozzi, La collana delle donne illustri di Trani, Trani 1921, pp. 56–57
  • F. Babudri, Giustina Rocca, modello ideale di Porzia di Belmonte shakespeariana, IV, Bari 1954
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