Gipsoteca canoviana

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Gipsoteca canoviana
Asolo-Museum Canoviano.JPG
Ingresso del museo canoviano di Possagno
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàPossagno
IndirizzoVia Antonio Canova 74
Caratteristiche
TipoGipsoteca
FondatoriGiovanni Battista Sartori
Apertura1844
GestioneFondazione Canova
DirettoreMario Guderzo
Sito web

Coordinate: 45°51′06.3″N 11°52′29.68″E / 45.85175°N 11.87491°E45.85175; 11.87491

La Gipsoteca canoviana è parte del Museo Canova, situato a Possagno, Treviso, dedicato alle opere dello scultore Antonio Canova (1757-1822). Del museo fa parte anche la casa dell'artista.

La Gipsoteca è ospitata in un grande edificio a forma basilicale che raccoglie modelli in gesso (gipsoteca infatti significa letteralmente "raccolta dei gessi"), bozzetti in terracotta, marmi del celebre artista. Accanto alla gipsoteca, la casa natale dell'artista raccoglie la pinacoteca (oli su tela e tempere), alcuni disegni, le incisioni delle opere e numerosi cimeli.

La raccolta delle centinaia di gessi conservati nella Gipsoteca di Possagno è la testimonianza di un lavoro continuo e gravoso che Canova profondeva nelle sue opere: le statue canoviane infatti non nascevano quasi mai dalla lavorazione diretta e intuitiva del marmo, ma dopo un metodico e precisissimo studio, dal disegno all'argilla, dal gesso al marmo. Il modello in gesso, in particolare, veniva realizzato con una colata in un calco ricavato dalla precedente opera in argilla; nel gesso venivano applicate le "repère", i chiodini di bronzo tuttora visibili nelle statue di Possagno, che consentivano - con un apposito pantografo - di trasferire le misure e le proporzioni dal gesso al marmo.

Nel giardino davanti alla casa, tuttora coltivato secondo le modalità e con le essenze arboree del tardo Settecento, vive ancora una grande "pignera", un Pino italico, piantato dallo stesso Canova nel 1799.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli interventi di Carlo Scarpa nel cortile interno della gipsoteca.
L'ala Scarpa.

La Gipsoteca fu voluta dal fratellastro dell'artista, il vescovo di Mindo Giovanni Battista Sartori (1775-1858), per raccogliere i modelli in gesso, i bozzetti in terracotta, alcuni marmi che si trovavano nello studio dell'artista a Roma al momento della sua morte (1822). L'edificio venne progettato nel 1836 dall'architetto veneziano Francesco Lazzari (1791-1871).

A Possagno, nella Casa natale, Canova trovò spesso l'ambiente adatto per riposarsi dall'enorme mole di lavoro che gli veniva continuamente commissionata a Roma; si ritemprava all'aria fresca e dolce della sua terra natìa.

Nei suoi "ritiri" di Possagno, mancandogli il marmo, l'artista si dedicava alla pittura per risollevare lo spirito (definiva le tempere, che dipingeva nella "torretta" della Casa, i suoi "ozii"), mentre i Possagnesi erano soliti riservargli feste e "luminarie" quando ritornava a Possagno dai suoi viaggi a Vienna, Parigi e Roma.

Quattro anni dopo la morte dell'artista, nel 1826 lo studio romano fu chiuso da Sartori e le opere in esso contenute furono trasferite a Possagno dopo settimane di trasporto per terra (con carri trainati da buoi) e per mare. Nel 1853 tutti gli edifici e le collezioni della Gipsoteca e della casa furono ceduti da Sartori al Comune di Possagno.

La Gipsoteca canoviana fu ampliata nel 1957, nell'occasione delle celebrazioni del 200º anniversario della nascita dell'artista, con una nuova e modernissima ala progettata dall'architetto veneziano Carlo Scarpa (1906-1978).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gipsoteca canoviana, Gypsotheca canoviana eretta in Possagno da Mons. Giambatista Sartori Canova, vescovo di Mindo, Bassano, Tipi Basilio Baseggio, 1837.
  • Elena Bassi, La Gipsoteca di Possagno. Sculture e dipinti di Antonio Canova, Venezia 1957.
  • Antonio Canova, catalogo della mostra (Venezia-Possagno, 1992), a cura di Giuseppe Pavanello e Giandomenico Romanelli, Venezia 1992.
  • Giancarlo Cunial, La Gipsoteca Canoviana di Possagno, Asolo 2003.
  • Canova, catalogo della mostra (Bassano del Grappa-Possagno, 2003-2004), a cura di Sergej Androsov, Mario Guderzo e Giuseppe Pavanello, Milano 2003.
  • Giuseppe Pavanello, Grandi scultori. Antonio Canova, Roma 2005.

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