Giomo Trichilo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Giomo Trichilo, all'anagrafe Girolamo Trichilo (Siderno Superiore, 17 gennaio 184723 maggio 1933), è stato un poeta italiano.

Giomo Trichilo

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

poeta dialettale calabrese, nacque a Siderno Superiore in provincia di Reggio Calabria ( ora Città metropolitana di Reggio Calabria ) da Michelangelo Trichilo e Carmela Fragomeno.

Di umile origine contadina (definito bovaro e massaro)[1] seppe esprimere in modo eccellente la poesia della sua terra, con particolare riferimento agli aspetti sociali della Calabria postunitaria, stigmatizzando le problematiche della povertà, dell'emigrazione e della sopraffazione operata dai notabili del tempo [2]; scrisse però anche versi in favore dei Reali d'Italia e della guerra in Libia; Pe' quantu sangunusa fu a battaglia, viva lu nostru Rre, viva l'Italia!

Sposò la contadina Caterina Moschilla, di undici anni più giovane di lui, dalla quale ebbe sette figli, tre maschi e quattro femmine.

Ebbe un forte sentimento religioso ed una carica d'umanità che lo rese molto popolare e benvoluto.

Morì di polmonite all'età di 86 anni, il 23 maggio 1933. Per sua volontà la tomba venne ornata con una semplice croce di ferro, recante la scritta Trichilo Girolamo - Poeta.

Non tutta la sua ricca produzione artistica è stata pubblicata, molti dei suoi versi sono stati tramandati solo oralmente.

In suo onore è stato indetto il Premio Letterario Giomo Trichilo, ormai giunto alla XV edizione.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • S. Albanese, R. Ritorto Poesie Scelte, Siderno, 1983.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pasquino Crupi, Agenda Letteraria Calabrese, pag.12
  2. ^ Antonio Piromalli, La letteratura Calabrese, Vol.1, capo VII, pag.365-367

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]