Giasone Tomassucci

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Giasone Tomassucci (Arrone, 8 novembre 1896Roma, 6 settembre 1976) è stato un liutaio italiano.[1] È ricordato come uno dei principali liutai del Novecento operanti in Lazio.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1911 non ancora quindicenne (ma già inquadrato nella banda musicale della natìa Arrone), prese a costruirsi lo strumento che suonava: un clarinetto, che riuscì perfetto, partendo dalla costruzione del tornio (a partire da una macchina da cucire a pedale) e tutto il resto dell'attrezzatura.[3]

Richiamato alle armi negli ultimi mesi del 1915, giunse in "territorio in stato di guerra" nel marzo 1916 e vi rimase fino alla fine della guerra come fante, raggiungendo il grado di sergente[4].

Dopo la guerra riprese l'attività di liutaio ad Arrone, si trasferì poi a Spoleto dove lavorò nella bottega del maestro Eleuterio Leonardi[5][6].

Nel 1926 si trasferì a Roma, dove costruì, oltre a liuteria ad arco di notevole fattura (su modello proprio e cremonese), anche strumenti a pizzico e a fiato; si dedicò anche alla messa a punto, restauro e riparazione degli strumenti, e allo studio degli elementi costruttivi, soprattutto vernici e resine[7][8].

Durante gli anni di lavoro nella Capitale, si trovò a dover fronteggiare una concorrenza particolarmente agguerrita e ostile verso le nuove emergenze del settore, ma diventò ben presto un importante punto di riferimento della liuteria romana[9][10].

La maestria di Tomassucci è comprovata da questo episodio: sabato 25 marzo 1961, il violinista Bronisław Gimpel, a seguito di un gravissimo incidente occorso al suo violino di scuola bolognese del 1700 ("asportazione totale di un pezzo del piano armonico, partendo da una linea tangente al taglio interno del foro armonico destro sino in fondo, compreso l'angolo inferiore destro e tutto il bordo con relativa filettatura"), venne indirizzato da alcuni musicisti dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia presso il Tomassucci, che riuscì a riparare in meno di 24 ore di lavoro il danno rendendolo praticamente invisibile, ricreando una vernice dello stesso colore stesa sulla frattura in oltre 15 strati, restituendo all'incredulo artista lo strumento in perfetta efficienza e in tempo per il concerto programmato. Il maestro Gimpel affrontò con tale strumento restaurato il pubblico, con l'esecuzione di Antonín Dvořák, irto di difficoltà, ottenendo un significativo successo.[11][12]

Un altro episodio analogo (riportato direttamente da Gioacchino Pasqualini) riporta la vicenda di un violoncello italiano antico che aveva il piano letteralmente fracassato; il Tomassucci in questa occasione riuscì a rendere invisibili anche le rotture trasversali dell'abete, cosa ritenuta quasi impossibile da tutti. Tale strumento esaminato da insigni liutai stranieri, come Hill di Londra e Pinot di Parigi, destò dapprima assoluta incredulità poi la più alta meraviglia e una profusione di sinceri elogi per l'esecutore del restauro.[11]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Durante la permanenza a Spoleto Tomassucci collaborò in campo editoriale con Claudio Argentieri nella realizzazione di una edizione di lusso de "I Fioretti di Sancto Francesco".[13] Tuttavia la sua unica pubblicazione ufficiale, avvenuta postuma nel 2011, è La Sublime Tragedia, una raccolta di esperienze vissute al fronte durante la prima guerra mondiale, con l'intento di "rinverdire la gloria di quei quattr'anni di triboli" da lui stesso vissuti appena ventenne coi Fanti d'Italia sul Carso, sull'Altipiano, sul Piave[3]. Si impegnò quindi a fissare quelle "impressioni riportate da un giovane fante sulla linea di fuoco", "appena ne davano la possibilità gli ozi di trincea o i "turni di riposo", sempre prima, però, che dall'animo svanisse il pathos generato dalla commozione e dallo stupore"[14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Riferimenti biografici tratti da La Sublime Tragedia
  2. ^ Erroneamente citato come Giasone Tomasucci, Massimo de Bonfils, Vademecum del violinista (PDF), IV, Roma, Musica Nova, 2014, p. 28. URL consultato il 6 settembre 2021.
  3. ^ a b Un Liutaio Poeta.
  4. ^ Foglio matricolare di Tomassucci Giasone cl. 1896, n. matricola 4687bis, registro 344 (ex Distretto militare di Orvieto) - Archivio di Stato di Viterbo.
  5. ^ La Sublime Tragedia,  p. 189.
  6. ^ "He was a pupil of Eleuterio Leonardi in Spoleto [...]. Tomassucci Giasone became established in Rome in 1926. He made Stradivari, Amati, and personal models. He generously applied golden-orange varnish." (EN) Cellos: 1943 Tomassucci Giasone, su finefretted.com. URL consultato il 17 settembre 2021.
  7. ^ "Et facciam dolçi canti": studi in onore di Agostino Ziino in occasione del suo 65º compleanno.
  8. ^ Vannes.
  9. ^ La Sublime Tragedia,  p. 189.
  10. ^ Nel 1961 la rivista "Arti" a firma di Lorenzo Sabbatucci scriveva: "Il Tomassucci, Consigliere e Membro del Collegio Peritale della ANLAI, è ben noto ai liutologi, collezionisti, e virtuosi di fama internazionale per la meticolosa precisione, in tutti i particolari, dei suoi strumenti nuovi; per la sua competenza nella correzione e "messa a punto" di strumenti riottosi; per la quasi miracolosa perizia nell'eseguire difficoltosi lavori di restauro, in cui eccelle per gli invisibili innesti lignei e i perfetti, irriconoscibili ritocchi di vernice per i quali è un vero specialista." Guidato soprattutto dalla "perfezione dell'opera in sè, cui mira sopra ogni cosa, per educazione morale e vocazione artistica". Un Liutaio Poeta
  11. ^ a b Riconoscimento straniero ad un artista italiano.
  12. ^ Un corrispondente straniero segnalò la vicenda a Gioacchino Pasqualini, presidente dell'Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana con i più ampi elogi per il lavoro "più unico che raro" del Liutaio Tomassucci e per "l'esattezza e rapidità di esecuzione", con la preghiera di svolgere accertamenti sulla veridicità del fatto, e se affermativo, consegnare una somma di denaro da lui messa a disposizione anonimamente come gesto simbolico, cosa che puntualmente avvenne.Riconoscimento straniero ad un artista italiano
  13. ^ La Sublime Tragedia,  p. 189.
  14. ^ La Sublime Tragedia,  p. 41.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renè Vannes, Dictionnaire universel des luthiers, Les Amis de la musique, 1951, p. 320.
  • Karel Jalovec, Italian Violin Makers, Crown Publishers, 1958, p. 395.
  • M. Brinser, Dictionary of Twentieth Century Italian Violin Makers, American Graphic, 1978, p. 65, ISBN 9780960229819.
  • Luigi Forino, Il violoncello, il violoncellista ed i violoncellisti, Cisalpino-Goliardica, 1989, p. 471, ISBN 9788820506223.
  • Gualtiero Nicolini, Liutai italiani di ieri e di oggi, Stradivari, 1982, p. 466.
  • Ziino De Angelis, "Et facciam dolçi canti": studi in onore di Agostino Ziino in occasione del suo 65º compleanno, Libreria Musicale Italiana, 2003, p. 1305, ISBN 88-7096-321-7.
  • Giasone Tomassucci, La Sublime Tragedia, Terni, Tipolitografia Visconti, 2011.
  • Lorenzo Sabbatucci, Un Liutaio Poeta: Giasone Tomassucci, in Arti - periodico di azione e di cultura artistica, n. 9-19, 10 maggio 1961.
  • Gioacchino Pasqualini, Riconoscimento straniero ad un artista italiano, in Arti - periodico di azione e di cultura artistica, 1961.