Fusion

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Fusion
Origini stilistiche Jazz
Rock
Funk
Origini culturali Stati Uniti, fine anni sessanta
Strumenti tipici chitarra elettrica, sintetizzatore, Fender Rhodes, tastiera, batteria, basso, sassofono, tromba, trombone, clarinetto, contrabbasso, sequencer
Popolarità Molto popolare negli anni settanta
Sottogeneri
Smooth jazz - Crossover jazz
Generi derivati
Nu jazz
Generi correlati
Latin jazz - Soul jazz - Jazz-funk
Categorie correlate

Gruppi musicali fusion · Musicisti fusion · Album fusion · EP fusion · Singoli fusion · Album video fusion

La fusion (chiamata anche jazz rock fusion o jazz rock o ancora rock jazz) è un genere musicale emerso alla fine degli anni sessanta e primi settanta che combina elementi di jazz, rock e funk[1].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Lo stile fonde stilemi tipici del jazz a una strumentazione tipicamente rock dove gli strumenti elettrici, le tastiere e la strumentazione elettronica in generale hanno un ruolo predominante nel determinare il suono. La contaminazione avviene anche a livello stilistico, sia nell'accompagnamento, dove linee tipicamente funk tendono a sostituirsi ai più tradizionali accompagnamenti jazz, sia, più in generale, nella struttura del pezzo.

La fusion è comunque caratterizzata da sonorità morbide e leggere, spesso considerate easy listening (di facile ascolto), in quanto più vicine alla struttura armonica di un brano pop piuttosto che jazz.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Molti critici ritengono che le prime incisioni fusion siano Hot Rats di Frank Zappa (1969) e i due dischi In a Silent Way (1969) ed il doppio album Bitches Brew (1970) di Miles Davis.

Tra i protagonisti che seguirono, uno dei gruppi più rappresentativi di questo genere sono i Weather Report di Wayne Shorter e del tastierista austriaco Joe Zawinul, band fondata in Australia nel 1969 anche se è ancora caratterizzata da un jazz-rock ibrido. Ma a definire nel modo migliore il termine "fusion" è il celebre Spectrum di Billy Cobham considerato pioniere poiché è il primo album fusion con un chitarrista rock, il giovane Tommy Bolin.[senza fonte]

Miles Davis dal vivo nel 1989

Popolarità[modifica | modifica wikitesto]

A metà degli anni settanta il genere, ancora in forma prevalente di jazz rock, raggiunge una maturità e diffusione ormai planetaria: accanto ai mostri sacri d'oltre oceano spiccano anche musicisti europei quali il violinista francese Jean Luc Ponty (in realtà di formazione Davisiana), il suo connazionale e batterista Pierre Moerlen (Pierre Moerlen's Gong), gli inglesi ex canterburiani Soft Machine e i giapponesi Casiopea; in questa fase di transito, iniziano a farsi strada artisti che, intuendo le potenzialità commerciali del genere, propongono composizioni via via più semplici o quanto meno più orecchiabili, in grado di arrivare anche ad un pubblico non necessariamente di estrazione jazz.

Il chitarrista californiano Lee Ritenour, i The Crusaders, il tastierista brasiliano Eumir Deodato e lo statunitense Jeff Lorber influenzeranno ulteriormente lo scenario futuro. A quest'ultimo si deve, probabilmente, l'adozione ufficiale del termine fusion, inserendolo, nel 1977, nel nome della sua band, "The Jeff Lorber Fusion".[senza fonte] Anche il cantante italo canadese Gino Vannelli e il celebre chitarrista Carlos Santana con alcuni suoi lavori contribuiranno non poco alla diffusione della fusion tra il grande pubblico.

All'inizio degli anni ottanta nasce la GRP Records, casa discografica newyorkese che ben presto diventa la maggiore scuderia di musicisti fusion in circolazione, tutti artisti di grande talento che danno vita ad una produzione caratterizzata da lavori tecnicamente di grande pregio anche se spesso piegati ad un consenso commerciale che vuole essere il più vasto possibile.

La Turin Jazz Rock School è una delle etichette italiane di artisti appartenenti al genere che ha avuto negli ultimi anni significativi riscontri a livello internazionale.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Libro Metal, Rock, and Jazz di Harris M. Berger

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Julie Coryell e Laura Friedman, Jazz Rock Fusion " The People, The Music ", Ed. Hal Leonard. ISBN 0-440-54409-2
  • Birds of Fire: Jazz, Rock, Funk, and the Creation of Fusion (Refiguring American Music), Fellezs, Kevin; Ronald Radano, Josh Kun, Duke University Press Books, 2011, ISBN 978-0-8223-5047-7
  • R. Unterberger, Unknown Legends of Rock 'n' Roll: Psychedelic Unknowns, Mad Geniuses, Punk Pioneers, Lo-fi Mavericks & More, Backbeat Books,1998 ,ISBN 978-0-87930-534-5
  • Jazz Rock A History, Stuart Nicholson, Éd. Canongate
  • Jazz Hot Encyclopédie " Fusion ", Guy Reynard, Éd. de L'instant

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]