Fortezza di Akershus

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Fortezza di Akershus
Akershus Festning
OSLO-NO-02 05 ubt.jpeg
Castello e fortezza di Akershus
Ubicazione
StatoNorvegia Norvegia
CittàOslo
Coordinate59°54′24″N 10°44′10″E / 59.906667°N 10.736111°E59.906667; 10.736111Coordinate: 59°54′24″N 10°44′10″E / 59.906667°N 10.736111°E59.906667; 10.736111
Informazioni generali
TipoCastello
Inizio costruzionefine XIII secolo
Materialepietra
Primo proprietarioHaakon V di Norvegia
Condizione attuale
  • Uffici del Ministero della difesa
  • Quartier generale dello Stato Maggiore della Difesa
  • Museo delle Forze armate norvegesi
  • Museo della Resistenza norvegese
Proprietario attualeStato della Norvegia
Visitabile
Informazioni militari
Funzione strategicaProtezione della città di Oslo
Termine funzione strategicaseconda guerra mondiale
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La fortezza (o castello) di Akershus (Akershus slott og festning) è un castello, costruito per proteggere Oslo.

Posizione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Si trova in una posizione strategica sul lato orientale del porto, dominante rispetto al fronte del porto, ed è in effetti la principale attrattiva architettonica della città.

Accanto al monumento alla memoria ai combattenti per la resistenza, giustiziati sul posto durante la seconda guerra mondiale, si trova il Museo Norvegese della Resistenza Norges Hjemmefront Museet.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Resa dei tedeschi presso il membro della resistenza Terje Rollem (11 maggio 1945)

Il castello fu edificato dal re Haakon V verso la fine del XIII secolo. La fortezza ha resistito a diversi assedi, il primo dei quali fu posto dal duca Erik di Södermanland nel 1308; nessun assediante ha mai preso il castello in battaglia, sebbene i difensori si siano arresi senza combattimento ai tedeschi nel 1940 nel corso dell'Operazione Weserübung, ovvero l'invasione di Danimarca e Norvegia.

Durante la seconda guerra mondiale, diversi membri della resistenza norvegese vennero uccisi nella fortezza.[2]

I nazisti abbandonarono la fortezza l'11 maggio 1945, cedendola al membro della resistenza Terje Rollem e, nel dopoguerra, 8 dei 37 "traditori della patria" filo-nazisti condannati a morte vennero uccisi nella fortezza, tra cui Vidkun Quisling.[3]

Nella fortezza sono stati sepolti anche diversi monarchi norvegesi, tra cui:

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lonely Planet, su lonelyplanetitalia.it. URL consultato il 12 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  2. ^ (NO) I skyggen av tungtvannet, su www.dagsavisen.no. URL consultato il 10 giugno 2020.
  3. ^ Justice-I, Time Magazine, 5 novembre 1945, su time.com.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN3963148997597159870009 · GND (DE4426499-9 · WorldCat Identities (ENviaf-3963148997597159870009