Filone di Bisanzio

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Filone di Bisanzio (fl. III secolo a.C.; 280 a.C. circa – 220 a.C. circa) è stato uno scienziato greco antico, successore e discepolo di Ctesibio.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ricostruzione di un lavabo automatizzato descritto da Filone, con la prima attestazione nota di un meccanismo di scappamento meccanico

Filone è certamente successivo a Ctesibio, che cita più volte, e precede Vitruvio, che lo cita. Un passo in cui descrive un esperimento di Ctesibio come testimone oculare[1] lo fa ritenere suo allievo diretto e su questa base la sua attività è in genere datata intorno alla fine del III secolo a.C. Non si può però escludere che la descrizione di Filone dell'esperimento fosse tratta da una fonte intermedia[2].

I soli dati biografici noti sono la sua nascita a Bisanzio, il suo trasferimento ad Alessandria e la permanenza, per alcuni anni, a Rodi. È plausibile che il lavoro ad Alessandria fosse svolto nell'ambito del Museo.

Il Trattato di meccanica[modifica | modifica sorgente]

Filone fu autore di un vasto Trattato di meccanica (Μηχανικὴ Σύνταξις), che in larga parte è perduto. Dalle sezioni conservate sappiamo che esso conteneva almeno:

  • Una Introduzione (εἰσαγωγή), perduta, con i preliminari matematici dell'opera. Essa conteneva, tra l'altro, la soluzione proposta da Filone al problema della duplicazione del cubo, che ci è stata conservata da Eutocio[3], [4] e probabilmente prove di alcune proposizioni degli Elementi alternative a quelle di Euclide[5].
  • Un libro Sulle leve ( μοχλικά), anch'esso perduto, che forse includeva una trattazione teorica della meccanica.
  • Un libro Sulla costruzione di porti ( λιμενοποιικά), anche perduto.
  • Belopoeica (βελοποιικά) - sulla costruzione di armi da getto. Il libro si è conservato nel testo greco originale e costituisce una delle principali fonti sull'artiglieria ellenistica e in particolare sullo sviluppo delle catapulte a torsione, che sfruttavano l'elasticità di torsione prodotta da fasci di fibre elastiche. Filone descrive tra l'altro il lavoro sperimentale che aveva portato a riconoscere che il diametro del fascio di fibre era proporzionale alla radice cubica del peso del proiettile lanciato a una distanza data. Questa relazione è probabilmente all'origine dell'interesse di Filone per il problema della duplicazione del cubo (ossia per le estrazioni di radice cubica).
  • Pneumatica (πνευματικά). Ne abbiamo un testo arabo contenente sessantacinque capitoli, che descrivono altrettanti apparecchi. I primi ventuno capitoli sono trasmessi anche da manoscritti latini e sembrano meno corrotti dei successivi. Essi descrivono soprattutto apparati sperimentali dimostrativi utili a illustrare vari fenomeni, tra i quali quelli relativi al principio del sifone. Per illustrare la dilatazione termica dell'aria si introduce l'apparecchio che in età moderna sarà detto termoscopio, ossia un rudimentale termometro ad aria[6]. L'ultima parte del testo arabo è dedicata ad applicazioni economicamente utili, come ruote idrauliche e macchine per il sollevamento dell'acqua.
  • Automatopoeica ( αὐτοματοποιητικά) - sulla costruzione di automi. L'opera è perduta, ma un suo frammento molto interessante è trasmesso dall'opera dello stesso titolo di Erone di Alessandria[7]. In esso si descrive uno spettacolo teatrale recitato da automi. Durante lo spettacolo si vedevano tra l'altro delfini nuotanti nel mare, il naufragio di una nave e un fulmine che colpendo il personaggio di Aiace ne procurava la sparizione.
  • Paraskeuastica (παρασκευαστικά) - sulle opere di difesa.
  • Poliorcetica (πολιορκητικά) - sulla conduzione degli assedi.

Dei due ultimi libri si sono conservate ampie sezioni.

Altre opere[modifica | modifica sorgente]

Filone, nel terzo capitolo della Pneumatica rimanda a una sua opera teorica sul moto degli atomi nel vuoto[8] il cui titolo nei manoscritti latini è De arbitriis mirabilibus.

Athanasius Kircher cita un libro di Filone Sulle cinque potenze statiche[9]. Potrebbe essere un'opera diversa o anche il libro Sulle leve già citato. In ogni caso Kircher sembra testimoniare che nel XVII secolo fossero ancora disponibili opere di Filone successivamente perdute.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

  • H. Diels and E. Schramm, Philons Belopoiika (Abhandlungen der preussischen Akademie der Wissenschaften, Philosoph.-hist. Kl. 16. Berlin: Reimer, 1919).
  • H. Diels and E. Schramm, Exzerpte aus Philons Mechanik B. VII und VIII (Abhandlungen der preussischen Akademie der Wissenschaften, Philosoph.-hist. Kl. 12. Berlin: Reimer, 1920) (paraskeuastica e poliorcetica).
  • Philo of Byzantium, Pneumatica ... with notes ... Historical Introduction, and Technical Commentary by Frank David Prager, Wiesbaden 1974, Dr. Ludwig Reichert Verlag.
  • E. W. Marsden, Greek and Roman Artillery. Technical Treatises, Oxford, at the Clarendon Press, 1971, pp. 105-184. Contiene la Belopoeica (testo greco, traduzione inglese e note tecniche).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. G. Drachmann, Ktesibios, Philon and Heron: A Study in Ancient Pneumatics, Copenhagen. Ejnar Munksgaard, 1948.
  • E. W. Marsden, Greek and Roman Artillery. Historical Development, Oxford, at the Clarendon Press, 1969, pp.13-16.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • (GR) (DE) Belopoeica: Griechische Kriegsschriftsteller. Griechisch und Deutsch mit kritischen und erklärenden Anmerkungen, vol. I. Philon vom Geschüßbau. Leipzig, Verlag von Wilhelm Elgelmann, 1853, pagg. 240-317.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Filone, Belopoeica, 77 sgg.
  2. ^ È questa la convinzione di Drachmann (op. cit., p.41).
  3. ^ Eutocio, Commentario al trattato di Archimede Sulla sfera e sul cilindro, pp. 48-50 (ed. Mugler).
  4. ^ Filone stesso, nel cap. 7 della Belopoeica, si riferisce alla sua soluzione contenuta nel primo libro del trattato.
  5. ^ Una prova alternativa della proposizione I, 8 degli Elementi, dovuta a Filone, è riportata da Proclo (Commentario al primo libro degli Elementi di Euclide, 266-68).
  6. ^ Filone, Pneumatica, cap. 7 (p.85 ed. Prager).
  7. ^ Erone di Alessandria, Automatopoeica, 412, 18 - sgg.
  8. ^ Filone di Bisanzio, Pneumatica, p. 81 (ed. Prager).
  9. ^ A. Kircher, Oedipus Aegyptiacus, Roma 1664, pp. 312-325.

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