Fibroblasto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Fibroblasti di embrione di topo visti in microscopia ottica

I fibroblasti sono cellule tipiche (e più numerose) del tessuto connettivo, in grado di produrre le componenti della matrice extracellulare[1]. Hanno un citoplasma vacuolizzato che circonda un nucleo ellittico e colorato con uno o due nucleoli. I fibroblasti attivi si riconoscono dall'abbondante reticolo endoplasmatico. I fibroblasti inattivi, chiamati anche fibrociti, sono più piccoli ed allungati, inoltre hanno un reticolo endoplasmatico ridotto.

I fibroblasti producono collagene, glicosaminoglicano, fibre elastiche e reticolari e le glicoproteine che si trovano nella materia extracellulare. Durante la crescita i fibroblasti si dividono e sintetizzano le sostanze di base. Un danno ai tessuti stimola i fibroblasti e ne induce la mitosi.

I fibroblasti possono dare origine ad altre cellule come le cellule ossee, gli adipociti e cellule muscolari, tutte di origine mesodermica. Si trovano anche nel tessuto cicatriziale, possiedono una modesta capacità migrante e possono intervenire nella cicatrizzazione. I fibroblasti si muovono più lentamente e depongono meno collagene con il buio per cui i tempi di guarigione sono più lunghi se una ferita avviene di notte.

Il TGFβ stimola i fibroblasti a produrre sostanze della matrice extracellulare (come il collagene) e decrementa la produzione di enzimi che degradano la ECM come le metalloproteasi.

Come nel tessuto connettivo a produrre la matrice extracellulare abbiamo i fibroblasti, così nel tessuto osseo abbiamo gli osteoblasti e in quello cartilagineo i condroblasti.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Valerio Monesi, Istologia, sesta edizione, Piccin, pp. 220-221.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Biologia Portale Biologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Biologia