Fernando Soleti

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Fernando Soleti (18911978) è stato un generale italiano. Ufficiale del Piemonte cavalleria durante la prima guerra mondiale fu decorato con due medaglie d'argento al valore militare. Nel 1943 era generale di Polizia, Ispettore del Corpo dei Metropolitani di Roma.

Il 25 luglio 1943 collaborò al colpo di Stato contro Mussolini voluto dal re. Successivamente, dopo essere stato arrestato dalle SS, tentò invano di suicidarsi, ed il 12 settembre 1943 fu quindi costretto a forza dalle SS del capitano Otto Skorzeny ad imbarcarsi sugli alianti dei paracadutisti tedeschi che andavano a liberare Mussolini sul Gran Sasso. Fu di Karl Radl, un giovane sottufficiale tedesco, la brillante intuizione del coinvolgimento del Generale Soleti al fine della buona riuscita dell'operazione Quercia.[1] All'arrivo nei pressi dell'albergo dove era custodito Mussolini ebbe un ruolo attivo nella liberazione incruenta attirando su di sé l'attenzione delle guardie e dei carabinieri e intimando loro di non sparare.

Rilasciato dai tedeschi dopo la liberazione di Mussolini, rimase in clandestinità fino all'arrivo a Roma degli alleati. Dopo la guerra restò in servizio fino alla pensione nel 1956.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vincenzo Di Michele, Mussolini, finto prigioniero al Gran Sasso, Curiosando Editore, 2011

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Patricelli, Settembre 1943, Laterza, 2009, ISBN 978-88-420-8827-1.
  • Giuseppe Quilichini, Campo imperatore 1943: la versione della polizia. I documenti e il memoriale completo del generale della polizia Fernando Soleti, Italia Editrice New, 2010, ISBN 88-95038-33-9.
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