Federico Vercellone

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Federico Vercellone (Torino, 7 settembre 1955) è un filosofo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Federico Vercellone studia a Torino e consegue un dottorato in Estetica nel 1987; la sua tesi tratta del ruolo dell’ermeneutica nella cultura tedesca alla fine del XVIII secolo e nel XIX secolo. Questo lavoro porterà al libro Identità dell’antico (Rosenberg & Sellier, 1988). Nel 1992 diventa Professore Associato di Estetica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Udine, e nel 2000 Professore Ordinario. Dal 2008 insegna Estetica presso l’Università di Torino.

Interessi di ricerca e attività scientifica[modifica | modifica wikitesto]

La ricerca di Vercellone si svolge inizialmente intorno ai temi dell’ermeneutica dell’antico nel primo Romanticismo tedesco, dell’ermeneutica filologica e dell’idea di classicità nella cultura romantica tedesca[1]. A queste tematiche si aggiunge, attraverso la decisiva frequentazione del pensiero nietzscheano, un’importante lettura del nichilismo tardo-moderno (del 1992 è la Introduzione al nichilismo).

A partire da Morfologie del moderno (2002), Vercellone imprime al proprio pensiero una svolta in direzione della morfologia filosofica e della teoria dell’immagine[2]. È così che una riflessione sul rapporto tra modernità e coscienza estetica[3] approda all’idea di un nuovo radicamento simbolico del nostro tempo[4], che includa sia le forme espressive più “alte” che quelle più low, dal tatuaggio al cibo.

Vercellone è direttore del CIM (Centro Interuniversitario di Ricerca sulla Morfologia “Francesco Moiso”). Membro del comitato scientifico di numerose riviste e collane internazionali, dirige la collana Morphé (edita da Mimesis) e collabora con La Stampa. È stato Presidente dell’Associazione Italiana degli Studiosi di Estetica dal 2008 al 2011 e Vicepresidente della Società Italiana di Estetica fino al 2015. È inoltre membro dell'Executive committee dell'IAA (International Association for Aesthetics). Dal luglio 2017 è Presidente del Centro Culturale Protestante di Torino.

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Identità dell'antico: l'idea del classico nella cultura tedesca del primo Ottocento, Torino, Rosenberg & Sellier, 1981, OCLC 964102136.
  • Apparenza e interpretazione, Milano, Guerini e Associati 1989.
  • Pervasività dell’arte. Ermeneutica ed estetizzazione del mondo della vita, Milano, Guerini e Associati 1990.
  • Introduzione al nichilismo (1992), Roma-Bari, Laterza 2009. Trad. tedesca: Einführung zum Nihilismus, München, Fink 1998.
  • Nature del tempo. Novalis e la forma poetica del romanticismo tedesco, Milano, Guerini e Associati 1998.
  • Estetica dell’Ottocento, Bologna, Il Mulino 1999. Trad. portoghese: A estética do século XIX, Lisboa, Editorial Estampa 2000. Trad. spagnola: Estetica del siglo XIX, Madrid, Machado 2004.
  • Storia dell’estetica moderna e contemporanea, con A. Bertinetto e G. Garelli (2003), Bologna, Il Mulino 2007.
  • Morfologie del Moderno (2002), Genova, Il Melangolo 2006.
  • Lineamenti di storia dell’estetica. La filosofia dell’arte da Kant al XXI secolo, con A. Bertinetto e G. Garelli, Bologna, Il Mulino 2008.
  • Oltre la bellezza, Bologna, Il Mulino 2008. Trad. spagnola: Más allá de la belleza, Madrid, Biblioteca Nueva 2013. Trad. inglese: Beyond Beauty, New York, SUNY Press 2017.
  • Pensare per immagini. Tra scienza e arte, con O. Breidbach, Milano, Bruno Mondadori 2008. Nuova ed. tedesca: Anschauung Denken. Zum Ansatz einer Morphologie des Unmittelbaren, München, Fink 2011. Trad. inglese: Thinking and Imagination: Between Science and Art, Aurora, Davies Group 2014.
  • Le ragioni della forma, Milano-Udine, Mimesis 2011.
  • Dopo la morte dell'arte, Bologna, Il Mulino 2013.
  • Il futuro dell'immagine, Bologna, Il Mulino 2017.
  • Simboli della fine, Bologna, Il Mulino 2018.
  • Con S. Tedesco (a cura di), Glossary of Morphology, Springer, Cham 2020.
  • L'archetipo cieco. Variazioni sull'individuo moderno, Torino, Rosenberg & Sellier 2021.
  • Con L. Follesa (a cura di), Bilddenken und Morphologie. Interdisziplinäre Studien über Form und Bilder im philosophischen und wissenschaftlichen Denken, Berlin/Boston, De Gruyter 2021, https://doi.org/10.1515/9783110674194.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Bertinetto, G. Garelli (a cura di), Morte dell'arte e rinascita dell'immagine. Saggi in onore di Federico Vercellone, Roma, Aracne 2017.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M. Perniola, Estetica italiana contemporanea, Bompiani 2017, p. 16; P. D’Angelo, L’estetica italiana del Novecento. Dal neoidealismo a oggi, Laterza 2007, p. 277
  2. ^ R. Bodei, Salto nel vuoto dell'immagine, Il Sole 24 Ore, 14/05/2007; E. Franzini, Immagini del moderno, in A. Bertinetto, G. Garelli (a cura di), Morte dell'arte e rinascita dell'immagine. Saggi in onore di Federico Vercellone, Roma, Aracne 2017.
  3. ^ G. Vattimo, L'arte è morta, anzi no: è "dopo", Repubblica, 20/04/2013; G.W. Bertram, Why does the end of art matter in general?, in A. Bertinetto, G. Garelli (a cura di), Morte dell'arte e rinascita dell'immagine. Saggi in onore di Federico Vercellone; M. Belpoliti, Tra bello e brutto non c'è più differenza, La Stampa, 12/12/2008; R. Bodei, Là dove rinasce il Bello, Il Sole 24 Ore, 12/07/2009
  4. ^ I. Mattazzi, Aprire lo sguardo. Stili della visione in grado di agire sul reale, Il Manifesto, 08/03/2011; M. Vallora, Nelle torri di Kiefer per trovare un senso in mezzo alle rovine, La Stampa, 14/01/2019.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

VERCELLONE Federico, su unito.it, Università degli Studi di Torino. URL consultato il 29 aprile 2019.

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