Esperiano

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L’Hesperia Planum è la zona in alto a destra circolare di color arancione vivo.

L’Esperiano è il secondo periodo che ha caratterizzato la storia geologia di Marte e corrisponde al lasso temporale che va dai 3,7 a 3 miliardi di anni fa. L'Esperiano rappresenta un periodo intermedio della vita del pianeta. Generalmente si osservano processi diversi rispetto al Noachiano, a causa del minore tasso cumulativo degli impatti meteorici e per la riduzione dei tassi medi di erosione.[1][2] L'attività geologica dell'Esperiano viene dominata da un vasto vulcanismo, tettonica, creazione dei canale di deflusso, formazione delle pianure settentrionali e degli accumuli polari e la deposizione di frane e di spostamenti di materiale lungo la zona di transizione tra altopiano e pianura.[3]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva dalla Hesperia Planum, formazione geologica databile a quell’epoca.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L’Alba Mons, vulcano formatosi dirante questo periodo.

Il periodo Esperiano è stato caratterizzata da una massiccia attività vulcanica. Come sulla Terra, i vulcani marziani rientrano in due macro-categorie: effusivi ed esplosivi. I primi sono di natura basaltica e formano i giganteschi vulcani a scudo caratteristici del pianeta (come Alba Mons e Olympus Mons, e il rigonfiamento di Tharsis, costituendo le più grandi strutture di questo tipo nel sistema solare), mentre i secondi sono caratterizzati da lava molto più acide e viscose dei primi, le cui eruzioni rilasciano grandi quantità di cenere che si accumula formando alte colonne (vulcano di questo genere è l’Alba Mons, la cui cima è collassata dopo un'eruzione Pliniana, formando un’ampia caldera, sorprendentemente in maniera molto simile a quello che accadde con il Vesuvio nel 79 d.C.

Vi furono anche vulcani lineari, come Major Planum e soprattutto Hesperia Planum, con pendenze particolarmente basse e un ampio sistema di caldere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hartmann W. K e Neukum G., Cratering chronology and the evolution of Mars:, in Space Science Reviews, vol. 96, 2001, pp. 165–194.
  2. ^ (EN) M. P. Golombek, J. A. Grant e L. S. Crumpler, Erosion rates at the Mars Exploration Rover landing sites and long-term climate change on Mars: CLIMATE CHANGE FROM THE MARS ROVERS, in Journal of Geophysical Research: Planets, vol. 111, E12, 2006-12-XX, pp. n/a–n/a, DOI:10.1029/2006JE002754. URL consultato il 3 maggio 2021.
  3. ^ Tanaka K. L., Skinner J. A.. Jr., Dohm J. M., Irwin R. P. III, Kolb E. J., Fortezzo C. M., Platz T., Michael G. G., Hare T. M., Geologic map of Mars: U.S. Geological Survey Scientific Investigations Map 3292, scale 1:20,000,000, pamphlet 43 p., https://dx.doi.org/10.3133/sim3292, 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Tanaka K. L. et al., Geologic map of Mars: U.S. Geological Survey Scientific Investigations Map 3292, scale 1:20,000,000, 2014, http://dx.doi.org/10.3133/sim3292.
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