Epistocrazia

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Epistocrazia (dal greco antico ἐπιστήμη, epistème, "conoscenza” e dal suffisso κράτος, krátos, “potere, governo”) è un neologismo che indica una forma di governo in cui il diritto di voto è subordinato alla conoscenza degli argomenti.[1]

Il termine, coniato da David Estlund e teorizzato da Jason Brennan nel libro Against Democacy, ha il compito di definire un'alternativa alla democrazia considerata ormai compromessa dalla indiscriminata estensione dei diritti di voto, attivo e passivo, promossa dal suffragio universale[2] e di porsi in netta contrapposizione con  i concetti più elitari di aristocrazia e tecnocrazia. [3] Difatti l'epistocrazia, con queste ultime forme di governo, non condivide né la natura oligarchiga del potete nelle mani di pochi né tantomeno quella elitaria dettata nel caso dell’aristocrazia da un diritto di nascita e nel caso della tecnocrazia dall’esperienza comprovata nella scienza e nella tecnica.

La forma di governo epistocratica piuttosto invoca il potere di quanti invece si pongono il problema della conoscenza e del riuscire ad acquisire gli strumenti e i mezzi intellettuali per comprendere e scegliere e decidere il destino proprio e di tutti gli altri non ponendo nessun limite di censo o di titolo.[4]

La critica alla democrazia[modifica | modifica wikitesto]

Il concetto nell'antichità[modifica | modifica wikitesto]

Nel tempo varie tesi si sono avvicendate su potenziali aspetti problematici della democrazia così come era attuata. Nella storia della filosofia, il testo che pone le basi ad una profonda critica del concetto di democrazia è la Repubblica di Platone.

The Relation of the Individual to the State (1905), John La Farge. Socrates and His Friends Discuss "The Republic," as in Plato's Account.

La critica del filosofo, al  potere nelle mani popolo, viene teorizzata partendo dalla suddivisione in classi dei cittadini, governanti guerrieri e lavoratori, affidando inoltre a ciascuna di queste classi caratteristiche  dell’anima umana.[5]

In questo modo affiderà ai governanti una natura razionale, al guerriero una natura irascibile, e al popolo una natura “concupiscibile”; saranno quindi queste caratteristiche  a definire in modo deterministico il ruolo nella società di ciascun individuo. Per Platone l’equilibrio e la giustizia si raggiungono nel momento in cui ogni parte del corpo svolge la sua funzione senza pretendere di svolgerne altre, e quindi quando un cittadino fa il suo dovere, quello per il quale è inquadrato come lavoratore, o come soldato o come governante.

Attribuire il potere al popolo sarebbe, quindi, come legittimare gli impulsi del corpo nel decidere le sorti di una città.[6]


L'idea di uguaglianza degli illuministi[modifica | modifica wikitesto]

La questione delle pulsioni legate al ceto sociale di appartenenza attraverserà i secoli giungendo quasi intatta anche nel periodo storico in cui si è affermata la filosofia che ha fatto dell’uguaglianza uno dei sui cardini.

Montesquieu – De l'esprit des loix, 1749 – BEIC 6817234.jpg

Gli Illuministi, teorizzatori dell’uguaglianza naturale dell’uomo, definirono anche la differenza sostanziale tra questa e l’uguaglianza morale.

«Poiché la natura è la stessa in tutti gli uomini, è chiaro che secondo il diritto naturale, ognuno deve stimare e trattare gli altri come esseri che gli sono naturalmente uguali, cioè che sono uomini esattamente come lui...Tuttavia non mi si faccia il torto di supporre che per spirito di fanatismo io approvi in uno stato la chimera dell'uguaglianza assoluta che potrebbe appena nascere in una repubblica ideale; conosco troppo la necessità delle differenze di condizioni, di gradi, di onori, di distinzioni, di prerogative, di subordinazioni che devono regnare in tutte le formazioni sociali, e aggiungo anzi che non esiste incompatibilità tra queste differenze e l'uguaglianza naturale o morale.[7]»

Per tale motivo il concetto di uguaglianza naturale si scontra con il concetto di uguaglianza sociale poiché se è vero che ogni uomo per natura è uguale agli altri è anche vero che questo non comporta la parità tra i cittadini o per riprendere le parole di Montesquieu:

«come il cielo è distante dalla terra, così l'autentico spirito di uguaglianza è lontano dallo spirito di uguaglianza spinto all'estremo [8]»


L’utilizzo moderno[modifica | modifica wikitesto]

Differenze tra democrazia procedurale e strumentale[modifica | modifica wikitesto]

Con David Estlund e la moderna critica ai processi democratici si assiste ad un cambio dirotta, la democrazia non è più messa in discussione in quanto espressione del popolo ma viene messo in discussione il valore stesso delle procedure. Secondo Estlund esiste un criterio indipendente dalla procedura che giustifica la presa di decisione democratica sulla base di qualche altro valore, che costituisce il vero obiettivo. In questo modo si afferma che il valore della democrazia non è insito nella sua procedura ma il suo valore dipende dall’esito che la procedura consente di ottenere. La democrazia dovrebbe così “essere considerata un semplice mezzo artificiale efficace al raggiungimento di qualche altro valore, che pertiene ai suoi esiti o agli effetti collaterali che la democrazia produce. Ed è proprio tra questi effetti che emergono le virtù morali o epistemiche che la partecipazione al processo democratico aiuta i cittadini a sviluppare“. [9]

Against democracy[modifica | modifica wikitesto]

Jason Brennan portrait.jpg

Con Brennan si assiste ad un ritorno al passato, infatti il testo rappresenta, ad oggi, la tesi più accurata e argomentata su cui si fonda una profonda critica al sistema democratico basata sul "principio di competenza" ovvero l' importanza di non consentire ad alcuno di prendere importanti decisioni per tutti gli altri, a meno che questi non abbia almeno un ragionevole grado di competenza per farlo. Si ritorna così a mettere in dubbio il valore del suffragio universale e del potere al popolo.

Quasi ripercorrendo la divisione platonica degli individui, Brennan individua tre categorie per definire i cittadini: Hobbit, Hooligan e Vulcaniani. Attribuisce ai primi sia un totale disinteresse che livelli molto bassi di conoscenza delle questioni politiche, ai secondi un livello di poco superiore ai primi in termini di conoscenza ma una grado molto alto di distorsione della realtà dovuto all' impossibilità di valutare attraverso paramenti oggettivi tesi opposte alle loro, agli ultimi attribuisce invece considerati il maggior grado di conoscenza e raffinatezza analitica.

Per muovere la sua critica afferma quindi che sono molto pochi i vulcaniani e che la maggior parte degli elettori ha caratteristiche più simili agli Hobbit e agli Hoolignas, ovvero un misto tra totale disinteresse e tifo politico che non consente loro di eleggere rappresentanti degni.

L'autore propone quindi un sistema di "merito" per il diritto di voto che potrebbe consistere in questo:

«el dimostrare di sapere almeno chi abbia ricoperto ruoli elettivi di potere nel suo precedente mandato, quali fossero i mezzi reali a sua disposizione, quali le possibili opzioni politiche e di governo, a quali risultati avrebbero portato scelte diverse [10]»


Epistocrazia in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Sabino Cassese - Festival Economia 2014.JPG

Tra i primi sostenitori in Italia troviamo Sabino Cassese, curatore della prefazione del testo di Brennan nonché famoso giurista e prolifico autore di testi di diritto amministrativo, di diritto pubblico e di diritto pubblico dell'economia.[11]

Cassese ritorna proprio sulla questione Platonica dell’esercizio democratico in mano alle elitè sottolineando e condividendo la proposta di Brennan di sperimentare una forma di governo “epistocratica” che sia compatibile con parlamenti, elezioni e libertà di parola, ma distribuisca il potere politico in proporzione a conoscenza e competenza. [12] La figura di Cassese apre così la strada a una folta schiera di sostenitori italiani tra cui anche figure che hanno partecipato attivamente alla politica del paese tra cui Negri.

Negri, ex deputato della repubblica Italiana, stravolge ancora una volta la critica alla democrazia preoccupandosi di delineare non solo il profilo dell’elettore ma anche quello del candidato. Nei suoi scritti, l’ elettorato passivo e attivo vengono messi sullo stesso piano poiché ad entrambi vengono chieste preparazione fin dalle scuole dell’obbligo per i primi[13] , e superamento di un esame di idoneità per i secondi.[14]

Per promuovere iniziative a a favore e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema Luigi Negri alla fine del 2019 dà vita all'associazione politico-culturale "Epistocrazia" insieme a Nicolò Gallinari, Simone Bonatelli, Francesco Di Preta e Giuseppe Bellissimo. [15] L’associazione, muovendo i passi dalla critica storica alla democrazia, propone un modello democratico che non intacchi “i principi fondamentali, quali: tutela dei diritti dell’uomo e delle minoranze, principi di cooperazione, libertà di espressione ed uguaglianza sostanziale.” Riprendendo in parte quanto teorizzato da Estlund circa le virtù morali ed epistocratiche coltivate durante l’esercizio democratico, l’associazione promuove “la ricerca del bene comune, verso l’inclusività e il coinvolgimento di ogni singolo cittadino che abbia e dimostri la volontà di migliorarsi, per cambiare se stesso, ma soprattutto per cambiare il futuro di tutti noi.” [16]

Per citare John Fitgerald Kennedy: “L’ignoranza di un elettore in una democrazia compromette la sicurezza di tutti” [17] così, con una forma di governo epistocratico, si vuole dare nuovo valore all’esercizio democratico consentendo di accedere alle diverse cariche istituzionali elettive tutti i cittadini che si dimostrino preparati e idonei a ricoprire le cariche medesime.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L’alternativa alla democrazia, su iltascabile.com, Treccani.
  2. ^ Jason Brennan, Against Democracy, Princeton University Press, 2016.
  3. ^ Favorire i competenti in democrazia, senza sfociare nella tecnocrazia dei saggi? È possibile. Ecco come, su open.luiss.it.
  4. ^ Gilberto Corbellini, Democrazia o epistocrazia?, su archivio.almanacco.cnr.it.
  5. ^ Platone, Repubblica.
  6. ^ La critica platonica alla democrazia, su privatebanking.bnpparibas.it.
  7. ^ Enciclopedia, voce Uguaglianza naturale
  8. ^ Montesquieu, Lo spirito delle leggi
  9. ^ Chiara Destri, Una giustificazione prudenziale della democrazia (PDF), su centroeinaudi.it, Centro Einaudi, 2017.
  10. ^ Jason Brennan, Against Democracy
  11. ^ Cassése, Sabino, su treccani.it, Treccani.
  12. ^ Jason Brennan, Contro la democrazia, Prefazione, LUISS, 2018.
  13. ^ Luigi Negri, Negri, il bipolarismo del futuro? Conoscenza contro ignoranza, politici preparati contro politici incompetenti, su lanuovapadania.it, 5 Dicembre 2021.
  14. ^ Luigi Negri, Epistocrazia: facciamo esami per qualsiasi cosa. Perché chi si candida a governarci non deve avere competenza e superare un esame?, su lanuovapadania.it, 7 Gennaio 2021.
  15. ^ epistocrazia.it, https://epistocrazia.it/chi-siamo/.
  16. ^ Epistocrazia erede della moderna democrazia, su epistocrazia.it, 27 Dicembre 2020.
  17. ^ Stefania Piazzo, Clicco ergo sono. John Kennedy contro il diritto di voto negli infatuati del web, su lanuovapadania.it, 26 Aprile 2020.
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