Enactment

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In psicoanalisi con enactment si definisce il mettere in scena da parte del paziente durante la seduta quello che è un suo tipico schema relazionale patologico, utilizzando l'analista come "attore" nell'interazione stessa[1][2][3].

Il termine è stato introdotto nella letteratura psicoanalitica alla fine del secolo scorso da Theodore Jacobs (1986), suscitando ben presto un considerevole interesse[4]. Jacobs asserisce che l'enactment vada distinto dall'acting out, sostenendo che mentre il primo si riferisce all'elusiva attività interpersonale, appunto quella tra paziente e terapeuta all'interno del setting analitico, il secondo, invece, è riservato ad un comportamento più impulsivo. L'enactment viene anche concettualizzato come una mutua partecipazione a doppio senso, tra analista e analizzando; è visto infatti come la dimensione di un'esperienza che esterna e attualizza la vita interiore di conflitto e relazione del paziente con gli oggetti.

In psicoanalisi relazionale è consuetudine utilizzare la parola enactment per spiegare la riesperienza di un ruolo assunto nell'infanzia, che viene recitato sul palco dello studio dell'analista: a quest'ultimo è data una parte che dovrà recitare; entrambe le parti in questa situazione perdono il loro senso di distanza, interagendo in modo verbale e non verbale, portando all'interno del setting delle dinamiche intrapsichiche sotto forma di interazioni. Secondo i teorici relazionali anche se gli enactment sono pattern inconsci di interazioni diadiche ai quali sia l'analista sia il paziente contribuiscono; essi vengono generalmente considerati come iniziati dal paziente. Nella prospettiva della psicoanalisi relazionale, l'aspetto centrale del cambiamento terapeutico è dato dal districarsi del paziente e dell'analista dai pattern inconsci ripetitivi grazie all'acquisizione della consapevolezza riflessiva dell'interscambio relazionale e del contributo di ciascuno.

I pazienti traumatizzati tendono a legarsi ai loro terapeuti non tanto per mezzo delle parole, ma attraverso degli enactment, esprimendo inconsciamente, tramite l'azione, gli aspetti dissociati del sé e la rappresentazione dell'oggetto[5]. Secondo Bromberg "I processi dissociativi che mantengono l'affetto inconscio hanno una vita propria, una vita che è sia interpersonale sia intrapsichica, una vita che è inscenata tra paziente e analista nel fenomeno dissociativo diadico che chiamiamo enactment"[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruno G. Bara, Il terapeuta relazionale. Tecnica dell'atto terapeutico, Bollati Boringhieri, 2018, pp. 71–72, ISBN 978-88-339-5903-0.
  2. ^ Filippini S., Ponsi M. (1993): Enactment, Riv. Psicoanal., 39 (3): pp. 501-516.
  3. ^ Ponsi M. (2012): Evoluzione del pensiero psicoanalitico. Acting out, agire, enactment, Riv. Psicoanal., 58 (3): pp. 653-670.
  4. ^ Jacobs Th. (1986), On contertransference enactments, Journ. of Am. Psychoan. Ass., 34, pp. 289-307.
  5. ^ Cesare Albasi (2006), Attaccamenti traumatici. UTET Università, Novara. ISBN 978-88-6008-050-9
  6. ^ Philip M. Bromberg (2012), pag. 22.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cesare Albasi, Attaccamenti traumatici, Novara, UTET Università, 2006, ISBN 978-88-6008-050-9.
  • Philip M. Bromberg, Clinica del trauma e della dissociazione. Standing in the Spaces, Milano, Raffaello Cortina, 2007, ISBN 978-88-6030-102-4.
  • Philip M. Bromberg, Destare il sognatore. Percorsi clinici, Milano, Raffaello Cortina, 2009, ISBN 978-88-6030-263-2.
  • Philip M. Bromberg, L'ombra dello tsunami. La crescita della mente relazionale, Milano, Raffaello Cortina, 2012, ISBN 978-88-6030-482-7.
  • D. Kalsched, Il Mondo Interiore del Trauma, Genova, Moretti e Vitali, 2001.
  • G. Liotti e B. Farina, Sviluppi traumatici. Eziopatologia, clinica e terapia della dimensione dissociativa, Milano, Raffaello Cortina, 2011, ISBN 978-88-6030-397-4.
  • (a cura di) V. Caretti, G. Craparo, A. Schimmenti, Memorie traumatiche e mentalizzazione. Teoria, ricerca e clinica, Roma, Casa Editrice Astrolabio, 2013, ISBN 978-88-340-1640-4.
  • G. Craparo, Inconsci, coscienza e desiderio. L'incertezza in psicoanalisi, Roma, Carocci Editore, 2015, ISBN 978-88-430-7796-0.
  • G. Craparo, L'enactment nella relazione terapeutica. Caratteristiche e funzioni, Milano, Raffaello Cortina, 2017, ISBN 978-88-6030-882-5.
  • Bruno G. Bara, Il terapeuta relazionale. Tecnica dell'atto terapeutico, Bollati Boringhieri, 2018, ISBN 978-88-339-5903-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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