Elmo di Oppeano

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L'elmo di Oppeano (museo archeologico di Firenze)

L'elmo di Oppeano è un manufatto archeologico ritrovato alla fine dell'Ottocento a Montara, una località di campagna nel comune di Oppeano in provincia di Verona. È stato a lungo esposto nelle sale del Museo di Castelvecchio in Verona, fino a quando l'archeologo e politico italiano Luigi Pigorini l'ha voluto trasferire a Firenze dove tutt'ora si trova esposto nel Museo Archeologico Nazionale del capoluogo toscano.[1]

(Veramente l'elmo fu rinvenuto tra il 1876 e il 1878 in un contesto probabilmente rimaneggiato nei terreni della signora Elena Venier-Martinati, che già nel 1880 lo VENDETTE al veronese Luigi Adriano Milani, all'epoca nella direzione del Regio Museo Archeologico di Firenze, e DONO' tutti gli altri reperti recuperati nella stessa area al Museo Pigorini di Roma, appena fondato, il 4 marzo 1876 --- M.I.).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un antico copricapo bronzeo di pregiatissima fattura, nella cui manifattura si riconosce l'influsso di ben tre culture: è un reperto molto raffinato, in particolare per le incisioni a bulino di stile celtico; le raffigurazioni iconografiche sono proprie del mondo etrusco; è legato a un uso probabilmente sacerdotale di ambiente paleoveneto.

Si tratta di un raro e prezioso pileo sacro di uso rituale, il cui simbolismo concerne il tema centrale dell'esperienza umana: l'ineluttabilità della morte, a cui gli esseri umani hanno da sempre contrapposto la ricerca di una magica via salvifica, la via sacra verso l'immortalità, ovvero la discesa agli inferi in vita[2].

L'elmo di Oppeano. La lavorazione a bulino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Pellini, Il cappello dei Magi, Aurora Edizioni, Verona, 2002
  2. ^ Elmo di Oppeano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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