Eclisse della ragione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Eclisse della ragione (Eclipse of reason) è un'opera scritta in lingua inglese da Max Horkheimer, filosofo tedesco della Scuola di Francoforte. Fu pubblicata nel 1947 dall'Oxford University Press di New York, vi viene effettuata una lucida analisi della definizione di "ragione" nella modernità alla luce della tragedia della seconda guerra mondiale.

Mezzi e fini[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo capitolo Horkheimer espone la dicotomia tra ragione soggettiva e ragione oggettiva. La ragione soggettiva è interessata al rapporto tra mezzi e fini e risponde unicamente al cieco principio di autoconservazione, mentre la ragione oggettiva rappresenta quel più ampio contesto razionale dei sistemi filosofici di Platone, Aristotele ed Hegel.

La crisi odierna è dovuta al fatto che la ragione è incapace di cogliere quest'oggettività, il pensiero può servire a qualunque scopo, sia esso buono o cattivo. Il linguaggio viene così ridotto ad uno strumento come gli altri, che serve a garantire la funzionalità, per calcolare le probabilità ed i fini pratici. Gli ideali filosofici hanno così perduto il loro contenuto.

Contrastanti panacee[modifica | modifica wikitesto]

Di fronte a questa situazione anche i tentativi della nuova ontologia e della metafisica sono giudicati da Horkheimer falsi e funzionali all'autorità. Horkheimer critica anche il neotomismo accusato di propagare il dogmatismo e la scienza moderna che si basa sulla petitio principi.

La rivolta della natura[modifica | modifica wikitesto]

In questo capitolo Horkheimer critica il nichilismo della moderna società industriale, che ha svuotato la natura di qualsiasi significato. La natura viene repressa oggettivamente attraverso lo sfruttamento delle materie prime della terra, sia soggettivamente ovvero attraverso la repressione del Sé, come ad esempio l'auto controllo delle pulsioni sessuali. La razionalità sfrutta la natura e la natura esaltata quale principio supremo diventa l'arma del pensiero contro il pensiero stesso e contro la civiltà.

Trionfo e decadenza dell'individuo[modifica | modifica wikitesto]

Al culmine del processo di razionalizzazione la ragione è diventata irrazionale poiché il Sé da conservare ha perso qualsiasi contenuto. L'uomo contemporaneo è pieno di possibilità ma le sue aspettative concrete sono limitate, il soggetto non sa più come far uso delle sue funzionalità intellettuali perché queste funzioni vengono svolte dalle grandi potenze economico-sociali.

Sul concetto di filosofia[modifica | modifica wikitesto]

Non esistono formule in filosofia. Il compito del filosofo oggi è quello di dare descrizioni adeguate, illuminando le sfumature. Da questo punto di vista il linguaggio riveste un'importanza fondamentale, poiché il linguaggio riflette i desideri degli oppressi e la natura. La filosofia aiuta il linguaggio a svolgere la sua funzione fondamentale che è quella mimetica, come avviene nell'arte. La filosofia è lo sforzo di fondere tutto ciò che sappiamo per esperienza in una struttura linguistica in cui tutte le cose saranno chiamate col loro giusto nome. Il filosofo deve evitare di ipostatizzare sia lo spirito che la natura, quindi Horkheimer critica l'idealismo ed il naturalismo, colpevoli di avere glorificato il reale e l'esistente.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Horkheimer, Eclisse della ragione, Einaudi, Torino 2000.
  • M. Horkheimer, T. W. Adorno, Dialettica dell'illuminismo, Einaudi, Torino 2010.