E-residency estone

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Il primo "e-residente" d'Estonia, il giornalista inglese Edward Lucas

La e-residency estone (o residenza virtuale estone) è un titolo secondo il quale cittadini non residenti possono ottenere una identità digitale emessa dall'Estonia, simile a quella fornita ai cittadini residenti estoni sul loro documento d'identità. Ciò li autorizza ad utilizzare i servizi forniti sia dall'Agenzia di Stato estone che dal settore privato collegati solitamente al documento d'identità.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Estonia ha introdotto la e-residency dal 1º dicembre 2014. Il primo e-resident d'Estonia è stato il giornalista inglese Edward Lucas dell'Economist; il primo ad ottenere la e-residency attraverso il processo standard è stato lo statunitense Hamid Tahsildoost .[1][2][3][4]

Dalla fine del mese di gennaio 2014, gli e-residents possono utilizzare la firma digitale, criptare documenti, utilizzare il portale governativo Eesti.ee, trovare ditte in Estonia, fornire documentazione all'ufficio delle tasse estone, all'ufficio di frontiera e all'ufficio di registro delle imprese digitali. Possono dichiarare le tasse in Estonia attraverso internet, ed utilizzare il sistema bancario estone online. Si ritiene che la e-residency sia molto utile agli imprenditori, in quanto l'Estonia è un paese fortemente digitalizzato in cui i documenti vengono forniti online e l'apertura di una nuova impresa può essere fatta velocemente online e non ci sono tasse sugli utili per le imprese.[4][5][6][7]

La e-residency non fornisce però gli stessi diritti della cittadinanza o del permesso di residenza. Non dà diritto di partecipazione alle elezioni, né consente di entrare in Estonia o nell'Unione europea senza visto. Inoltre è stato stabilito che la e-residency è un privilegio, non un diritto, e quindi l'Estonia effettuerà una selezione e si riserva il diritto di rifiutare la domanda di ammissione.[5][8]

Gli e-residents ottengono un documento di identità digitale emesso dalla Polizia estone e dalla Polizia di frontiera. Attualmente (nel febbraio 2015), si richiede ai facenti domanda di recarsi in un ufficio della Polizia di frontiera in Estonia dove possono essere identificati; a breve, dovrebbe essere possibile fare domanda all'Ambasciata estone. Non essendo il documento d'identità digitale valido per la circolazione, non reca nessuna foto del proprietario.[9][10]

Il progetto della e-residency è condotto da Taavi Kotka, il vice cancelliere delle telecomunicazioni presso il Ministero dell'Economia e delle Comunicazioni, uno dei fondatori di Skype.[11] Anche se l'idea della concessione di un documento d'identità digitale ai non-residenti è stato discusso tra il 2007 e il 2008[5][12] e proposto di nuovo del 2012 dall'esperto di sicurezza informatica Anto Veldre,[13] la proposta concreta ("10 milioni di e-residents entro il 2025") è stata presentata da Taavi Kotka, Ruth Annus, e Siim Sikkut durante un concorso dell'Estonian Development Foundation nel 2014. Il progetto è stato iniziato con i fondi messi a disposizione dalla vincita di quel concorso. È sviluppato da una fondazione governativa, la Enterprise Estonia..[14][15]

Il leader del progetto, Taavi Kotka ha dichiarato che il progetto futuro è quello di ottenere milioni di e-residents e aumentare il numero delle imprese in Estonia. Per tale motivo, sarà importante che il settore privato sviluppi servizi concreti sulla piattaforma legale e tecnica fornita dalla e-residency, mentre il Governo continuerà a sviluppare la struttura legale a seconda delle necessità delle aziende.[5][16] È stato anche affermato dai media estoni che la e-residency possa favorire la divulgazione della cultura estone online e sviluppare una esportazione culturale.[17] Alla data del 18 gennaio 2015 ci sono state applicazioni provenienti da 225 paesi, per la maggior parte dalla Finlandia (224), ma anche dalla Russia (109), dalla Lettonia (38), dagli Stati Uniti d'America (34) e dalla Gran Bretagna (22).[18]

In generale il progetto di e-residency ha guadagnato consensi da parte dei media, che ne hanno riconosciuto il potenziale innovativo.[19][20] L'ex Ministro delle Finanze estone Jürgen Ligi ha sostenuto che non è chiaro come la e-residency possa portare capitali in Estonia[21]

Gli esperti legali hanno inoltre avvisato che la e-residency potrebbe creare il rischio di una doppia tassazione, in quanto fornisce un profilo legale completamente nuovo, che non considera la struttura di accordi internazionali esistenti per evitare la doppia tassazione.[22]

Ci sono stati interessi internazionali da parte di diverse nazioni, con la conseguente copertura da parte dei media negli Stati Uniti (The Atlantic[23], The Wall Street Journal)[24], Regno Unito (The Guardian[25][26]), Finlandia (Helsinki Times[27]), Australia (ABC[28]), Italia (Wired.it[29]) ecc. Nella vicina Finlandia, si riscontra qualche paura nei riguardi della e-residency in quanto si crede che ci possa essere una fuga verso l'Estonia.[27]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ President Ilves annab täna üle esimese e-residendi kaardi Archiviato il 6 febbraio 2015 in Internet Archive. Estonian Development Foundation, 1 Dec 2014 (in Estonian) (accesso 6 febbraio 2015)
  2. ^ Eesti avab 2014. aasta lõpus oma e-teenused ülejäänud maailmale Majandus- ja kommunikatsiooniministeerium (in estone) (accesso 6 febbraio 2015)
  3. ^ Milliste hüvede osaliseks saab Eesti esimene e-resident Edward Lucas?
  4. ^ a b E-residency – up against great expectations Archiviato il 6 febbraio 2015 in Internet Archive. E-Estonia.com, 13.01.2015 (accesso 6 febbraio 2015)
  5. ^ a b c d Hans Lõugas Taavi Kotka: e-residentsus on üksnes vahend, vaja on paremat majanduskeskkonda Eesti Päevaleht, 14 Oct 2014 (in Estonian) (accesso 6 febbraio 2015)
  6. ^ Rein Lang E-residentsus kui uus võimalus arendada ettevõtlust Archiviato il 14 maggio 2015 in Internet Archive. MTÜ Liberalismi Akadeemia, 28 Jan 2015 (in estone) (accesso 6 febbraio 2015)
  7. ^ Which services can I use as an e-Resident?, su e-estonia.com. URL consultato il 7 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 5 giugno 2016).
  8. ^ Isikut tõendavad dokumendid ja nende taotlemine Eesti.ee (in estone) (accesso 6 febbraio 2015)
  9. ^ How do I apply? Archiviato il 6 febbraio 2015 in Internet Archive.
  10. ^ Heikki Aasaru Taavi Kotka: e-residentsus on hüve, mitte õigus ERR, 26.11.2014 (in estone) (accesso 6 febbraio 2015)
  11. ^ "Eesti infoühiskonna arengukava 2020", pp. 2, 15, 22 (in estone) (accesso 6 febbraio 2015)
  12. ^ Kalev Kallemets E-residentsus aitab välisinvestoreid Eestisse Archiviato il 6 febbraio 2015 in Internet Archive. Läänlane, 18 Sept 2014 (in estone) (accesso 6 febbraio 2015)
  13. ^ Anto Veldre Infoühiskonnast hereetiliselt Postimees, 9 Nov 2012 (in estone) (accesso 6 febbraio 2015)
  14. ^ Indrek Kald Arengufondi ideekonkursil kolm võitjat" Äripäev, 12 June 2014 (in estone) (accesso 6 febbraio 2015)
  15. ^ "10 miljoni eestlase" idee pääses Arengufondi konkursi kolme võitja sekka ERR, 12 June 2014 (in estone) (accesso 6 febbraio 2015)
  16. ^ Taavi Kotka Kui seda ei tee Eesti, siis teeb seda keegi teine Memokraat, 13 Oct 2014 (in estone) (accesso 6 febbraio 2015)
  17. ^ Ülo Pikkov E-residentsus ja Eesti virtuaalne kultuuriruum Sirp, 16 Jan 2015 (in estone) (accesso 6 febbraio 2015)
  18. ^ Kas e-residentsus toob rohkem venelasi Eestisse kinnisvara ostma? Äripäev (in estone), 06.02.2015 (accesso 6 febbraio 2015)
  19. ^ Kaupo Kask Mida kujutab endast e-residentsus?
  20. ^ Üks küsimus Äripäev, 15 Dec 2014 (in estone) (accesso 6 febbraio 2015)
  21. ^ Ligi: on ebaselge, kuidas e-residentsus raha sisse toob Postimees, 6 Dec 2014 (in estone) (accesso 6 febbraio 2015)
  22. ^ Kärt Anna Maire Kelder E-residentsuse varjatud karid ehk mis juhtub teisest riigist juhitud äriühinguga Eesti Päevaleht, 29 Nov 2014 (in estone) (accesso 6 febbraio 2015)
  23. ^ Uri Friedman The World Now Has Its First E-Resident The Atlantic, Dec 1 2014 (accesso 6 febbraio 2015)
  24. ^ Liis Kängsepp Estonia to Offer ‘E-Residency’ to Foreigners The Wall Street Journal, Oct. 21, 2014 (accesso 6 febbraio 2015)
  25. ^ Nabeelah Shabbir Estonia offers e-residency to foreigners The Guardian, 26 December 2014 (accesso 6 febbraio 2015)
  26. ^ Anthony Cuthbertson Estonia First Country to Offer E-Residency Digital Citizenship International Business Times, October 7, 2014 (accesso 6 febbraio 2015)
  27. ^ a b Merle Must Estonian e-residency attracts Finnish businessmen Helsinki Times, 12 Dec 2014 (accesso 6 febbraio 2015)
  28. ^ Kirsten Drysdale Estonia offers e-residency to allow non-citizens access to government services and business online ABC, 25 Nov 2014 (accesso 6 febbraio 2015)
  29. ^ Mila Ligugnana e-residency: residenza virtuale e digitale, in Estonia è già realtà Wired.it, ottobre 17, 2014 (accesso 6 febbraio 2015)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]