Dossena

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Dossena
comune
Dossena – Stemma Dossena – Bandiera
Dossena – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Fabio Bonzi (lista civica Impegno e servizio) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 45°53′N 9°42′E / 45.883333°N 9.7°E45.883333; 9.7 (Dossena)Coordinate: 45°53′N 9°42′E / 45.883333°N 9.7°E45.883333; 9.7 (Dossena)
Altitudine 986 m s.l.m.
Superficie 19,56 km²
Abitanti 933[1] (30-11-2016)
Densità 47,7 ab./km²
Frazioni Nessuna
Comuni confinanti Lenna, Roncobello, San Giovanni Bianco, San Pellegrino Terme, Serina
Altre informazioni
Cod. postale 24010
Prefisso 0345
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016092
Cod. catastale D352
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti dossenesi
Patrono san Giovanni Decollato
Giorno festivo 29 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Dossena
Dossena
Dossena – Mappa
Posizione del comune di Dossena nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Dossena (Doséna in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 933 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato a cavallo tra la val Serina e la val Brembana, dista circa 35 chilometri a nord dal capoluogo orobico.

Da gennaio 2015 il Comune di Dossena fa parte del Polo Culturale "Mercatorum e Priula / vie di migranti, artisti, dei Tasso e di Arlecchino", nato da una convenzione firmata con i Comuni di Camerata Cornello e San Giovanni Bianco per valorizzare i beni artistici, architettonici, storici, ambientali del territorio e promuoverne gli eventi culturali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti presenti sul territorio paiono risalire addirittura all'età del bronzo, quando furono scoperte miniere di ferro, di calamina e di galena, presenti nella zona del monte Vaccareggio. Queste hanno fatto sì che Dossena fosse il primo insediamento stabile della valle Brembana.

Il loro sfruttamento durò anche in periodi successivi, tanto da rendere il luogo un importante centro nell'epoca etrusca prima, e romana poi. A tal riguardo sono stati rinvenuti dei cunicoli di estrazione comprensivi di attrezzi ed utensili risalenti a tale epoca, nonché citazioni di Plinio il Vecchio in alcuni suoi racconti.

Questa condizione permise la costruzione di mulattiere di collegamento con la val Seriana e la val Brembana, che favorirono un ulteriore sviluppo dei commerci.

In tale periodo a Dossena era presente un vicus, ovvero un agglomerato urbano, ritenuto il centro principale dell'intero pagus della valle Brembana.

Anche il toponimo è di origine latina: Dorsum sta ad indicare il dosso su cui si è sviluppato il nucleo abitativo.

Tuttavia i primi documenti scritti che menzionano Dossena risalgono all'anno 920, quando in un atto viene citato un monaco del paese.

Con il passare del tempo, e la conseguente perdita di prestigio dell'impero romano, anche le miniere cominciarono a subire un lento ma inesorabile declino.

Comunque anche in epoca medievale il paese visse un periodo di relativo splendore, grazie ai commerci garantiti dalla presenza della via Mercatorum, sulla quale transitavano grandi quantità di merci e di trafficanti. Recentemente recuperata[quando?], questa antica via è tuttora percorribile, ed alcuni tratti sono inglobati all'interno della moderna viabilità.

Si narra inoltre che in questo tranquillo paese soggiornò Leonardo da Vinci, il quale si dilettò in studi per migliorare le capacità delle miniere e rendere possibile un loro recupero.

Un altro segno dell'importanza di Dossena è dato dal fatto che la pieve era posta a capo di ben 23 chiese site nei borghi limitrofi. Ancor oggi è presente un edificio, situato a fianco della parrocchiale, dove era posta la residenza arcipresbiteriale plebana.

Durante il XV secolo l'intera provincia di Bergamo passò sotto la dominazione veneziana. Il podestà veneto Alvise Priuli decise, al fine di favorire i commerci con i Grigioni, di costruire un nuovo collegamento viario che passasse dalla bassa valle Brembana. Questa nuova strada carrozzabile, denominata via Priula, fece cadere in disuso la via Mercatorum, isolando di fatto il paese di Dossena.

Cominciò quindi una nuova epoca per gli abitanti, che dovettero procurarsi la propria sussistenza con attività come l'allevamento e l'agricoltura, oppure emigrando, specialmente verso Venezia. Seguirono anni difficili, anche a causa di epidemie e carestie, che misero a dura prova l'intera popolazione.

A tal proposito si narra un fatto, ricordato anche da un'epigrafe posta all'esterno della residenza arcipresbiteriale plebana, in cui agli abitanti venne offerta, durante una grave carestia, un'ingente quantità di frumento in cambio dei quadri custoditi nella chiesa parrocchiale del paese. Il rifiuto di questi è ricordato anche da una poesia raccolta dallo storico Bortolo Belotti.

« In tempi di dura carestia, al popolo di Dossena qui adunato a suono di campana, venne offerto frumento in cambio dei suoi quadri; ma la forte gente di questa terra ad una voce il baratto rifiuto', e i suoi quadri prescelse e la sua fame »
(epigrafe posta sulla residenza arcipresbiteriale.)

In tempi recenti il borgo, dopo un continuo spopolamento dovuto all'emigrazione, sta vivendo una nuova fase di crescita, dovuta anche al forte aumento del turismo.

Dossena è famosa per le sue miniere di Fluorite.

Monumenti, luoghi d'interesse ed eventi[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio più importante è la sopraccitata chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista.

Edificata nel corso del XV secolo, custodisce un numero impressionante di quadri, arredi e paramenti provenienti da Venezia, donati dagli emigranti del paese recatisi nel capoluogo veneto, dove svolgevano attività molto redditizie. Tra i quadri di maggior valore troviamo quelli di Paolo Veronese, raffiguranti immagini del santo patrono.

Tra il 1981 e il 1984 vari artisti hanno concorso alla decorazione murale del paese con molte scene di soggetto sacro o profano.

Il paese è meta di villeggiatura grazie ad un'invidiabile posizione che garantisce tranquillità, aria pulita, nonché un tuffo in mezzo al verde, grazie ad itinerari naturalistici che permettono di compiere escursioni adatte ad ogni utenza.

Sono difatti presenti sia vie per i più esperti che sentieri alla portata di chiunque. Tra queste vi è la via Mercatorum, che risulta essere una delle principali attrattive presenti sul territorio. Recentemente restaurata[quando?] con il contributo della comunità montana e portata agli antichi splendori, è comodamente percorribile e dotata di pannelli integrativi che ne raccontano la storia, nonché le ricchezze naturalistiche di cui è ricco il territorio circostante.

Recentemente[quando?] è stato recuperato e reso visitabile solo con visite guidate un tratto delle miniere di Florite di Paglio-Pignolino, la presenza di ampi vuoti e spazi incantevoli le rendono un esempio di reperto industriali di inizio secolo unico nel suo genere.

Da vedere è anche la cosiddetta Mascherada de Dosséna. Si tratta di una festa che si svolge a carnevale e celebra il termine dell'inverno, stagione fredda e poco favorevole alle pratiche contadine, ed il conseguente arrivo della primavera. Si svolge con maschere caratteristiche e costumi tipici (ad esempio uomini che portano lampade da minatori che illuminano la strada), con un accompagnamento musicale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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