Dolopo (Iliade)

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Nella mitologia greca, Dolopo è un eroe troiano, figlio di Lampo, citato nell'Iliade relativamente ai fatti bellici della guerra di Troia.

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Dolopo apparteneva alla dinastia regale della città di Troia; suo padre Lampo (da cui deriva il patronimico di Lampetide) era consaguineo di Priamo e figlio di Laomedonte, da cui si diceva che avesse ereditato il valore paterno. Laomedonte, che durante il suo regno si era unito in matrimonio a Strimo, aveva infatti generato cinque figli maschi: Titone, Lampo, Clizio, Icetaone e lo stesso Priamo; Dolopo, per l'appunto, era nipote di Priamo e cugino di primo grado dei suoi figli, tra cui Ettore e Paride.

Il Lampetide eccelleva in ambito militare e tra i Troiani era impareggiabile nell'uso della lancia; Omero rivela che questa sua abilità proveniva dal padre Lampo. Ettore nutriva un particolare affetto per il cugino, come rivela il suo desiderio di vendicarne la morte.

Nella guerra di Troia[modifica | modifica wikitesto]

Dolopo si arruolò nell'esercito troiano per aiutare lo zio a respingere l'invasione achea che da dieci anni affliggeva la Troade; per la sua fama di valoroso guerriero, riportò sicuramente diverse vittorie sul campo di battaglia, non esplicitate nell'Iliade, in cui le maggiori attenzioni vanno riservate ad Ettore e ad altri eroi più conosciuti. La tragica fine di Dolopo è raccontata da Omero nel libro XV del poema con dettagli cupi e realistici. Osservando il capitano Megete spogliare delle armi il troiano Cresmo, Dolopo s'infiammò d'ira e balzò sull'avversario, conficcandogli l'asta di bronzo nel suo scudo che trapassò da parte a parte; la lama del Lampetide, tuttavia, non riuscì a scalfire la solida corazza di Megete, che questi aveva ricevuto dal padre.

Salvo per miracolo (anche allora dal corpo del figlio tenne lontana la morte, v. 534, riferito alla corazza di Megete, dono che il padre aveva a sua volta ricevuto dal re d'Epiro Eufete), Megete piantò la sua asta nell'elmo dell'avversario, tranciandone la chioma equina. Ma Dolopo si salvò a sua volta, perché il colpo del nemico non si era rivelato fatale. Tuttavia, mentre accanito lottava contro Dolopo, e quello sempre sperava di avere la meglio sull'acheo, Menelao, alla vista del nemico infuriare sul compagno, si scagliò contro lo stesso Dolopo, gli piantò vigliaccamente la lancia nella schiena, la punta uscì per il petto, e Dolopo si accasciò a terra, inerte. Morì dopo poco tempo, lasciando il padre Lampo nello sconforto, perché sperava che un giorno avrebbe rivisto suo figlio ritornare a casa dalla famigerata guerra di Troia.

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