Dismorfismo

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Il dismorfismo è un'alterazione morfologica cronicizzata a carico dello scheletro e che, quindi, non recede facilmente ma tende a peggiorare. Possono essere classificati in simmetrici e asimmetrici. Sono simmetrici quei dismorfismi che provocano un dislivello sul piano sagittale, sono asimmetrici, invece, quelli che lo provocano sul piano frontale. Un esempio di dismorfismo potrebbe essere la scoliosi. I dismorfismi portano a delle modificazioni strutturali della normale morfologia corporea. I paramorfismi sono delle degenerazioni composte.

In psicologia e psichiatria il dismorfismo corporeo è un disturbo ossessivo-compulsivo (DSM-5, APA 2013) caratterizzato da preoccupazione per uno o più difetti o imperfezioni percepiti dell'aspetto fisico, che non sono osservabili o appaiono agli altri in modo lieve che causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti. La preoccupazione per presunti difetti porta la persona a mettere in atto comportamenti ripetitivi come guardarsi allo specchio (o evitare gli specchi), curarsi eccessivamente del proprio aspetto, stuzzicarsi la pelle, ricercare rassicurazione, confrontare il proprio aspetto con quello degli altri o con propri modelli di riferimento, ecc. In alcuni casi si presenta dismorfia muscolare che consiste nell'essere preoccupati dall'idea che la propria costituzione corporea sia troppo piccola o insufficientemente muscolosa e può riguardare anche altre aree del corpo.

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

I dismorfismi possono essere curati attraverso busti ortopedici e nei casi più gravi con degli interventi chirurgici, mentre invece i paramorfismi sono delle modificazioni composte e possono essere curati con della ginnastica specifica.

In psicologia il dismorfismo corporeo (disturbo mentale non dovuto a cause mediche o effetti fisiologici di sostanze) viene trattato in modi diversi in relazione all'orientamento teorico utilizzato. Per citare due opposti, ricordando che esistono centinaia di scuole di pensiero diverse, sinteticamente diremo che per le teorie psicodinamiche occorre andare alla radice del problema attraverso un'analisi dei vissuti ricostruendo la linea psicogenetica che ha portato allo sviluppo del problema mentre all'opposto le teorie emotocognitive ritengono che la causa di un disturbo sia agente nel qui-e-ora della manifestazione sintomatologica ed è necessario scardinare il "loop disfunzionale" (Baranello, 2006).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

APA (2013) Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quinta edizione (DSM-5). Raffaello Cortina Editore, 2014.

Comerci, L., Baranello, M. (2007) Terapia in psicologia emotocognitiva del dismorfismo corporeo. Psyreview.org, Roma 6 agosto 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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