Discussione:Eccidio del Castello dell'Imperatore

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Contesto[modifica wikitesto]

Il 6 settembre 1944 a Prato, località Figline, vengono impiccati 29 partigiani. Il 7 di settembre 1944 cominciano le esecuzioni del Castello, e non c'è traccia del più importante evento di sangue sia mai avvenuto in questa città. Un evento del giorno prima, di segno opposto e probabilmente più grosso, viene bucato come irrilevante. Mi chiedo cosa sappia chi ha scritto questa voce della storia di Prato in guerra.


Paolofalcone (msg) 01:10, 11 set 2018 (CEST)

Esecuzione[modifica wikitesto]

Il giorno prima l'eccidio vennero impiccati 29 partigiani pratesi ad opera dei tedeschi. Non se parla nemmeno, però si trova spazio per dire che americani, avvisati, non impediscono l'eccidio del Castello. Non si immagina neppure lontanamente che vi sia stato un nesso tra i 29 impiccati, l'eccidio del Castello, il comportamento degli americani. La deportazione in Germania degli operai pratesi, fu un fatto che segno profondamente la città. Furono i fascisti del Castello i protagonisti materiali dell'operazione. Il fatto è citato, ma senza spiegare all'ignaro lettore che la cosa ebbe un peso così enorme, tale da segnare tuttora la memoria cittadina. Si parla del sequestro del Podesta descrivendolo come quello di un semplice funzionario dello stato in una situazione di normale vita pubblica, come se fosse stato un episodio gratuito. Il comportamento dei tedeschi fu quello degli occupanti più che quello degli alleati della RSI. I fascisti si misero a disposizione in tal senso. Lo storico tedesco Lutz Klinkammer, spiega bene la cosa. Descrive i lavori forzati, i prelievi di beni, viveri, l'inesistente autonomia della RSI, il suo servilismo nei confronti degli occupanti tedeschi. Questo è il clima della vendetta. È strumentale far risalire l'eccidio semplicemente alla vendetta personale di un capo partigino. Per il conteggio degli uccisi, è strumentale dare il solito peso ai calcoli fatti da uno che fa ricerca storica, con quelli fatti da qualcuno di cui si cita solo il cognome. Paolofalcone (msg) 09:20, 14 set 2018 (CEST)


[@ Paolofalcone] Potresti correggere tu e ampliare completando il testo della voce, con le vicende dei gironi precedenti, usando e citando le fonti che conosci. Ciao--Bramfab Discorriamo 09:27, 14 set 2018 (CEST)

Ho visto adesso che viene citato anche il nome e che ha scritto un libro. Rimane la sostanza della critica al peso delle fonti, alla descrizione del clima di occupazione tedesca, al peso avuto dalla collaborazione fascista in quell'occupazione. Questa voce fa capire che un capo partigiano ha fatto una strage per vendicarsi di nemici di famiglia. I suoi sodali l'hanno aiutato, e per pigrizia gli americani non hanno fatto niente. La storia serve a capire, non è questa roba. Paolofalcone (msg) 09:42, 14 set 2018 (CEST)

Non credo di avere molto materiale in casa. Sono andato a memoria. Devo vedere. Dovrei fare un salto in biblioteca. Paolofalcone (msg) 09:48, 14 set 2018 (CEST)

Sì dice che l'obiettivo erano i monarchici, ma poi non si spiega perché. Se le motivazioni erano quelle di una vendetta familiare, i monarchici non potevano entrarci nulla con la morte del parente di un capo dei partigiani. Rimanendo sul riduttivo ed insufficiente versante della vendetta, per quale motivo si esclude che una delle qualsiasi vittime di cose successe in guerra, non volesse anche lui vendicarsi? Le famiglie dei 132 deportati per lo sciopero di marzo. Le famiglie che avevano degli IMI in Germania. Coloro che avevano lutti o distruzioni di beni e che considerassero il fascismo come primo responsabile per essere entrato in guerra? Le famigLie dei colpiti dalle cannonate tedesche in piazza Duomo? Mi sembra ci sia molto lavoro da fare. Mancano molte informazioni e la voce probabilmente risulterà riscritta più che arricchita.