Discussione:Discepolo che Gesù amava

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Teorie alternative[modifica wikitesto]

Interessante la teoria per cui il discepolo che Gesù amava era Lazzaro di Betania. [1]

Per me le ipotesi diversa dalla tradizionale (cioé Giovanni) sono assurde. Per l'idea del "discepolo modello" non si porta nemmeno una fonte, l'idea di identificarlo con Lazzaro è perlomeno balzana (ne bazzico di esegesi, ma questa non l'avevo mai sentita). Il sito indicato sopra non è certo l'ideale per trovare informazioni sul cristianesimo, visto il mix di religioni in salsa new age. Vedete voi se lasciare le cose invariate.--Apologeta 16:20, 31 ago 2006 (CEST)

mannaggia, questo 56k!

  • Giovanni poté dire d'essere stato il "prediletto" solo quando nessuno ormai poteva più contraddirlo. Sarebbe a questo modo una forma di autoesaltarsi
    esegesi banale
  • Lasciando anonimo il nome del "discepolo prediletto" si impedì di credere che il vero successore di Cristo, come leader del gruppo degli apostoli, avrebbe dovuto essere Giovanni, non Pietro.
    pensiero mooolto contorto. come l'italiano
  • Per dare ai lettori l'impressione che tutto il vangelo fosse stato scritto da un'unica persona (ideologicamente spiritualista e vicina all'apostolo Paolo)
    non c'è nulla di paragonabile tra il vangelo di giovanni e le lettere di paolo!!
  • Se Giovanni ha sentito il bisogno di scrivere il vangelo da vecchio, significa che avvertì la necessità di smentire o precisare alcuni racconti sinottici sulla cui verità non si discuteva più, e allora omise la propria identità semplicemente per non scandalizzare i lettori cristiani già consolidati nella loro fede spiritualista di derivazione paolina
    a parte il terribile italiano, la chiesa nel primo secolo non era solo di ispirazione paolina, come questa frase, sembra, voglia far credere
  • Una spiegazione forse più realista
    è un giudizio
  • Alla stessa maniera, alle nozze di Cana (Giovanni 2,1-12) e sotto la Croce (Giovanni 19,26-27) Maria è indicata come la madre di Gesù, non perché l'evangelista non conosca il suo nome, ma per fare di lei il simbolo dell'Israele fedele che aspetta la venuta del Messia
    non vedo che c'azzecchi col discepolo amato da Gesù.

--phlegmon de l'amigdale 10:28, 5 giu 2007 (CEST)

Giovanni 13,23-25[modifica wikitesto]

Riguardo a questo rollback:

« 23 erat ergo recumbens unus ex discipulis eius in sinu Iesu quem diligebat Iesus 24 innuit ergo huic Simon Petrus et dicit ei quis est de quo dicit 25 itaque cum recubuisset ille supra pectus Iesu dicit ei Domine quis est »

(Vulgata, 405 d.C.)

« Eravi dunque un de discipuli soi jacente sopra el peto de Iesu elo Iesu amava. A questo dunque signo Simon Pietro & disseli, chiedi de cui egli dice. Ilche jacendo quello sopra el peto de Iesu diceli Signor quale è egli »

(Bibbia Malermi, 1471)

« 23 Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. 24 Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Di', chi è colui a cui si riferisce?». 25 Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». »

(La sacra Bibbia)

Le fonti mostrano che il discepolo era reclinato sul petto o comunque molto vicino al Signore, si avvicina un pò a Pietro per ascoltare la sua richiesta, e dunque si reclina nuovamente sul petto del Signore per porgergli la domanda. Vedasi ad esempio il dipinto di Giotto dell'Ultima Cena. --RCarmine (msg) 22:50, 12 apr 2012 (CEST)

Chiarimento[modifica wikitesto]

Un utente aveva re-inserito la stessa frase, giustificandola con la citazione in greco

« en anakeimenos eis ek ton matheton autou en to kolpo tou iesou »

Questa citazione è presa dalla versione biblica Westcott and Hort del 1881. Sia questa che altre versioni (come la sopracitata Vulgata del 400 d.C.) si riferiscono al petto di Gesù, ma in questo caso, "κόλπῳ" (kolpo) in quanto parola greca si riferisce anche al "petto di un indumento, cioè il cavo formato dalla parte anteriore superiore di un indumento abbastanza sciolto" (1). Questo corrisponde all'apertura della tunica di Gesù, mostrata in raffigurazioni antiche come questa icona del VI secolo, quindi "sul petto di Gesù" o "sulle pieghe della tunica di Gesù in corrispondenza del petto", entrambe corrispondono alla interpretazione tradizionale (esempio) ma non corrisponde, ne si traduce, a "trovarsi adagiato su Gesù".
Se per "adagiato su Gesù" intendiamo "deposto con molto riguardo sul petto di Gesù", allora la frase è certamente ineccepibile. Tuttavia, non essendo wikipedia una fonte primaria, bisogna attenersi alle traduzioni esistenti, ed esse sono concordi nel tradurre "inclinato sul petto di" o, più accuratamente, "a fianco di".
Quest'ultima interpretazione si basa sull'analisi storica della cena ebraica, spiegata anche nel 1811 (70 anni prima della pubblicazione della bibbia Westcott&Hort) quando viene pubblicato il "commento Haydock alla Bibbia" per "ovviare alle interpretazioni erronee":

« Queste parole sembrano esprimere la maniera in cui gli ebrei erano seduti a tavola. Avevano divani vicino ad un tavolo, per appoggiarsi o giacere, e tre per esempio su ogni divano. Il maestro, o capo del gruppo, era in mezzo, così che possiamo supporre, che Cristo è stato posto su uno di questi divani in mezzo, San Pietro da un lato di lui, e San Giovanni, dall'altro e che San Giovanni, in quella postura di riposo ed inclinata, aveva la testa tutto il tempo voltata ed inclinata verso il petto di Cristo: ma si può scarsamente immaginare che la sua testa poggiasse continuamente sul petto del nostro Salvatore, perche questa postura sarebbe stata molto scomoda per Gesù, o per chiunque. San Giovanni dunque si chinò durante tutta la cena verso il petto di Gesù, ma non sopra di esso. »

Suggerisco gentilmente di omettere tale frase, altrimenti dovremmo includere una lista di traduzioni bibliche oppure imporre una traduzione specifica. In ogni caso, discutiamone cortesemente qui.
Cordiali saluti, --RCarmine (msg) 18:05, 15 apr 2012 (CEST)