Crittografia omomorfica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

La crittografia omomorfica (dall'inglese homomorphic encryption o semplicemente HE) è un tipo di crittografia basata su tecniche che permettono la manipolazione di dati cifrati. Ad esempio, avendo due numeri X e Y (cifrati con lo stesso algoritmo omomorfico a partire da due numeri A e B) è possibile calcolare la cifratura della somma di A e B sommando direttamente X e Y, senza bisogno di effettuare la decifratura.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni settanta e ancora agli albori della crittografia a chiave pubblica, Rivest, Adleman e Dertouzos[1] proposero il paradigma degli omomorfismi privati, successivamente noto in letteratura come crittografia omomorfica, per poter effettuare dei calcoli su dati cifrati. In particolare, la situazione che i tre studiarono fu la seguente: un client ha un certo input e vorrebbe calcolare , per una qualche funzione . Il client cifra , ottenendo un crittotesto che invia al server, il quale provvede ad applicare una certa funzione (che dipende da ) su e restituisce tale valore al client; quando il client decifra il valore ricevuto dal server ottiene direttamente . Un esempio molto semplice è fornito dal crittosistema RSA che permette di calcolare la moltiplicazione in modo omomorfico.

Crittografia completamente omomorfica (FHE)[modifica | modifica wikitesto]

Applicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Questa proprietà della crittografia omomorfica è molto importante oggi, soprattutto con l'avvento del cloud computing: attualmente, infatti, i dati presenti su una piattaforma di cloud non sono totalmente sicuri, soprattutto se bisogna effettuare delle operazioni su di essi, poiché per manipolarli c'è bisogno di decifrarli. La crittografia omomorfica, invece, può risolvere questo problema e fare in modo che le informazioni memorizzate nel cloud non debbano mai essere decifrate (e che quindi siano sempre al sicuro)[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) R. L. Rivest, L. Adleman e M. L. Dertouzos, On Data Banks and Privacy Homomorphisms, in Foundations of Secure Computation, Academia Press, 1978, pp. 169–179. URL consultato il 25 marzo 2020.
  2. ^ Lindell, 5.1

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]