Copale

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Copale del Madagascar

Il copale (o coppale) è la denominazione commerciale di una resina vegetale subfossile, o fossile, nota fin dall'antichità. Sul piano commerciale e gemmologico viene distinto dall'ambra, restringendo questa denominazione a resine fossili di età maggiore. Sul piano paleontologico si tratta sempre di un resto organico.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva da copalli, una parola di lingua Nahuatl che significa incenso.
A secondo della località o dell'aspetto, è talvolta chiamato con nomi particolari: copal oro (Brasile), copal blanco (detto anche Protium copal) e copal negro (Mexico), Kauri-Copal (Nuova Zelanda), Manila Copal (Filippine).

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Imenotteri conservati entro copale malgascio

Il copale è simile all'ambra, ma molto più giovane, avendo appena iniziato il processo di trasformazione chimico-fisica (amberizzazione) che la trasformerà in ambra. È facilmente distinguibile da questa per il suo aspetto opaco e lattiginoso e per la grande quantità di insetti perfettamente conservati ed altri animaletti che vi sono inclusi.
A differenza dell'ambra, il copale è molto più tenero e solubile in sostanze come etere o benzina. È persino possibile scioglierlo completamente e recuperare gli inclusi contenutivi.

Caratteristiche chimico fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Il copale si trova e viene estratto in diverse parti del mondo: Sierra Leone, Benin, Camerun, Congo, Angola, Zanzibar, Mozambico, Madagascar, Messico, Colombia, Brasile, Filippine e Nuova Zelanda.
Viene prodotto da diverse specie di latifoglie e raramente anche di conifere.
Il copale del Madagascar viene prodotto da una leguminosa tuttora vivente sull'isola, Hymenaea verrucosa (copalier). Il copale del Sud America viene prodotto da diverse Burseraceae: il copale oro del Brasile prodotto da Icica icicariba, il copale nero da Bursera microphylla e Bursera graveolens, il copale bianco da Protium crassipetalum, il copale della Colombia è prodotto nel Dipartimento di Santander da un'altra leguminosa.
Il copale delle Filippine e della Nuova Zelanda viene invece prodotto da una conifera della famiglia delle Araucariaceae: Agathis dammara (chiamata localmente Kauri).

Età[modifica | modifica wikitesto]

Da test di datazione eseguiti dal professor Poinar negli Stati Uniti sembra che il copale del Madagascar abbia soli 50 anni, mentre il copale della Colombia circa un secolo.
Tuttavia insetti in copale sono stati descritti già all'inizio del XIX secolo e il copale è noto sin dall'antichità, perciò si tratta di una resina almeno olocenica, se non pleistocenica.

Il taglio[modifica | modifica wikitesto]

Il copale viene tagliato a sferette, cilindri, cabochon usati per collane, bracciali e orecchini.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j Autori Vari, Scheda Copale in "Il magico mondo di minerali & gemme Guida pratica per scoprirli e collezionarli, De Agostini 1993-1996), Novara

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anderson K. B. 1997. The nature and fate of natural resins in the geosphere - VII. A radiocarbon (14C) age scale for description of immature natural resins: an invitation to scientific debate. - Organic geochemistry, 25 (3/4): 251-253.
  • Poinar G. O. 1992. Life in amber. - Stanford University Press, Stanford, 350 pp.
  • Poinar G. O. 1999. Cenozoic fauna and flora in amber. - Estudios del Museo Ciencias Naturales de Álava 14 (Número Especial 2): 151-4.
  • Schlee D. 1984. Notizen über einige Bernsteine und Kopale aus aller Welt. - Stuttgarter Beiträge zur Naturkunde, (Serie C), 18: 29-37.
  • Wunderlich J. 1986. Spinnenfauna gestern und heute. - Erich Bauer Verlag bei Quelle & Meyer, Wiesbaden, 283 pp.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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