Consorzio obbligatorio degli oli usati

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Il Consorzio obbligatorio degli oli usati (in acronimo COOU) è il primo ente in Italia concepito per attuare una raccolta differenziata dell'olio lubrificante usato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nato con il Decreto del Presidente della Repubblica del 23 agosto 1982 n. 691, in ottemperanza alla direttiva comunitaria 75/439 del 12 dicembre 1991, ne fanno parte le imprese che, anche in veste di importatori, immettono sul mercato oli lubrificanti.

Il Consorzio è un esempio tipico di collaborazione pubblico-privato; nel proprio Consiglio di Amministrazione, infatti, fanno parte i rappresentanti di quattro ministeri:

  • Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare;
  • Sviluppo Economico;
  • Salute;
  • Economia e Finanze.

Operativo dal 1984, il COOU è un soggetto giuridico di diritto privato senza fini di lucro. Coordina l'attività di 72 aziende private di raccolta e di 5 impianti di rigenerazione diffusi sul territorio nazionale, e si occupa anche dell'informazione e della sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulle tematiche della corretta gestione degli oli usati, che sono rifiuti pericolosi.
Sulla base del principio “chi inquina paga”, i costi sostenuti dal Consorzio per svolgere le proprie attività sono annualmente ripartiti (al netto dei ricavi della vendita dell'olio usato) tra le imprese consorziate, in modo proporzionale ai loro volumi di vendita.

Oli lubrificanti usati[modifica | modifica wikitesto]

Gli oli usati sono ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti. In funzione delle caratteristiche applicative e delle destinazioni d'uso, una parte di olio viene consumata nell'utilizzo mentre la restante costituisce l'olio usato. Definito dalla legge “rifiuto pericoloso”, l'olio usato, se eliminato in modo scorretto o impiegato in modo improprio, può trasformarsi in un potente agente inquinante: basti ricordare che, se versati in acqua, 4 chili di olio usato (un normale cambio d'olio di un'auto) possono inquinare una superficie grande come un campo di calcio.
Ma l'olio usato è anche un'importante risorsa economica per il nostro Paese, infatti può essere rigenerato tornando a nuova vita con le stesse caratteristiche del lubrificante da cui deriva. In 29 anni di attività, l'88,6% dell'olio raccolto dal COOU è stato classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, mentre il 10,8% è stato avviato a combustione in appositi impianti quali, ad esempio, i cementifici. Solo una frazione molto piccola, in quanto irrimediabilmente inquinata, è stata termodistrutta

Risultati operativi[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo anno di attività il Consorzio ha raccolto circa 50 000 tonnellate di lubrificanti usati, poi le quantità sono aumentate fino ad arrivare ai recenti risultati record. Delle 395 000 tonnellate di olio lubrificante immesso al consumo nel 2012, il Consorzio ha raccolto 177 000 tonnellate, la quasi totalità del potenziale raccoglibile. In 29 anni di attività, il COOU ha raccolto oltre 4,90 milioni di tonnellate di olio lubrificante usato. Dalle 4,34 milioni di tonnellate di olio usato rigenerabile, sono state prodotte 2,4 milioni di tonnellate di oli base, una quantità equivalente al fabbisogno nazionale cumulato degli ultimi cinque anni, ma anche gasoli e bitumi. Anche le 530 000 tonnellate restanti, cedute ai cementifici, hanno sostituito i combustibili fossili. Solo una piccola parte, irrimediabilmente inquinata, è stata termodistrutta evitando danni all'ambiente. In estrema sintesi, il riutilizzo dell'olio lubrificante usato ha consentito un risparmio complessivo sulle importazioni di petrolio del Paese di circa 3 miliardi di euro.

Rete di raccolta e settori critici[modifica | modifica wikitesto]

Il Consorzio si avvale di una rete di raccolta costituita da 72 aziende, dislocate su tutto il territorio nazionale, che con i loro automezzi raccolgono gli oli usati e li stoccano nei depositi. Il servizio di raccolta è gratuito per il produttore di lubrificanti usati non inquinati da altre sostanze. Chiunque, telefonando al numero verde del Consorzio, 800 863 048 o collegandosi al sito www.coou.it , può avere informazioni e il recapito del raccoglitore più vicino. Nonostante i notevoli risultati raggiunti negli ultimi anni, il Consorzio ha comunque cercato di valutare - attraverso una specifica indagine - quanto olio usato mancasse per raggiungere il risultato del 100% del raccoglibile. Da tale indagine è emerso che una piccola parte sfugge ancora alla raccolta. Ciò che manca si concentra sia nel settore industriale (con lo scorretto utilizzo quale combustibile) sia nel “fai da te” in autotrazione, nautica e agricoltura. Proprio verso il “fai da te”, difficile da raggiungere in quanto estremamente disperso, si concentra lo sforzo del Consorzio attraverso la comunicazione, che cerca di far giungere ai cittadini messaggi educativi volti a modificare i comportamenti individuali scorretti di chi crede erroneamente che piccole quantità di olio disperse nell'ambiente provochino “poco inquinamento”.

Il cambio del lubrificante[modifica | modifica wikitesto]

Il cambio dell'olio di un'auto è una faccenda seria, sia perché il contatto tra l'epidermide e il lubrificante usato è pericoloso per la salute, sia perché la dispersione di olio usato danneggia l'ambiente. È per queste ragioni che il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati raccomanda di far svolgere il cambio dell'olio nelle autofficine o nelle stazioni di servizio in cui sono rispettate tutte le regole di sicurezza e dove lo smaltimento dell'olio usato viene gestito correttamente.

Esempio di un'Italia che funziona[modifica | modifica wikitesto]

Il contributo offerto dal COOU alla raccolta differenziata dei rifiuti e al loro riutilizzo è di assoluto rilievo: il Consorzio può considerarsi un esempio importante dell'"Italia che funziona". Tra le eccellenze del COOU, occorre infatti ricordare che la percentuale degli oli rigenerabili in Italia è stata pari all'88,6%, un dato che conferma il primato europeo del nostro Paese nel campo della rigenerazione di questo rifiuto pericoloso.

Vademecum del "Fai Da Te"[modifica | modifica wikitesto]

È importante rispettare alcune semplici regole di comportamento:

  • indossare guanti impermeabili durante l'intera operazione;
  • raccogliere l'olio usato in un contenitore a chiusura ermetica per evitare dispersioni e non utilizzare recipienti di materiali fragili, come il vetro;
  • assicurarsi che non vengano mescolate all'olio sostanze diverse (anche l'acqua, infatti, può rendere difficoltoso il riutilizzo);
  • chiamare il numero verde del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, l'800 863 048, per conoscere l'indirizzo del centro di raccolta più vicino o visitare il sito www.coou.it. Lo smaltimento/la consegna è gratuito/a.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]