Consiglio dei commissari del popolo

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Una sessione del Sovnarkom tra dicembre 1917 e gennaio 1918, con Lenin (seduto sotto la lampada) e Stalin (in piedi) al centro

Il Consiglio dei commissari del popolo (in russo: Совет народных комиссаров?, traslitterato: Sovet narodnych komissarov), abbreviato in Sovnarkom o SNK, fu l'organo esecutivo e amministrativo dell'URSS e delle singole Repubbliche sovietiche fino al 1946, quando, sia a livello centrale che repubblicano, fu riorganizzato in Consiglio dei ministri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sovnarkom della RSFS Russa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Consiglio dei commissari del popolo della RSFS Russa.

Il primo Sovnarkom fu costituito, in qualità di "Governo temporaneo degli operai e dei contadini", durante la Rivoluzione d'ottobre con decreto del II Congresso panrusso dei Soviet.[1] Dopo la dissoluzione dell'Assemblea costituente panrussa il Consiglio perse l'aggettivo di "temporaneo" e fu poi definitivamente confermato nelle sue funzioni dalla Costituzione sovietica del 1918.[2]

Il modello di organizzazione statale della RSFS Russa fu riproposto nelle altre Repubbliche sovietiche e, dopo la nascita dell'URSS, fu istituito il Consiglio dei commissari del popolo dell'URSS. Il Sovnarkom russo e quelli delle altre Repubbliche continuarono a operare ciascuno nella propria suddivisione territoriale e in connessione con quello centrale relativamente ai Commissariati unificati.[3]

Sovnarkom dell'URSS[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Consiglio dei commissari del popolo dell'URSS.

Il Consiglio dei commissari del popolo dell'URSS (Sovnarkom dell'URSS) fu istituito dal I Congresso dei Soviet dell'URSS (1922) ed eletto per la prima volta dal Comitato esecutivo centrale (CEC) dell'URSS nel luglio 1923.[2] La Costituzione sovietica del 1924 lo definiva organo esecutivo e amministrativo del Comitato esecutivo centrale,[4] le cui camere ne eleggevano i componenti in seduta comune[5] e che aveva diritto di sospenderne le deliberazioni.[6] Il ruolo del Sovnarkom venne confermato dalla Costituzione del 1936,[7] che soppresse il CEC sostituendolo con il Soviet Supremo.

Il Consiglio dei commissari del popolo dell'URSS e quelli delle Repubbliche federate furono riorganizzati in Consigli dei ministri con legge del Soviet Supremo nel 1946.[8]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Costituzione della RSFS Russa del 1918, il Consiglio dei commissari del popolo era composto da diciotto Commissari, ciascuno preposto ad un Commissariato del popolo.[9]

Con la nascita dell'URSS e la creazione del Sovnarkom dell'Unione, i Commissariati del popolo furono distinti in federali, cioè di esclusiva competenza del Governo centrale, unificati e repubblicani.[3]

La Costituzione dell'URSS del 1924 individuava i membri nel Sovnarkom in Presidente, vicepresidenti e dieci Commissari del popolo,[4] alla direzione di cinque Commissariati di carattere federale e cinque unificati.[10] Nel 1932 i Commissariati furono estesi a dodici con la suddivisione del Consiglio superiore dell'economia nazionale nei tre Narkomat dell'industria pesante, dell'industria leggera e dell'industria boschiva.[11]

Con la Costituzione del 1936 vennero previsti otto Commissariati del popolo federali e dieci federali-repubblicani, per un totale di diciotto Narkomat,[12] che sarebbero diventati 24 entro il 1939.[13] Oltre ai rispettivi Commissari, al Presidente e ai vicepresidenti del Sovnarkom, entravano a far parte del Consiglio, eletto dal Soviet Supremo, anche i Presidenti di determinati Comitati e Commissioni statali.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]