Appello di Clermont

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Papa Urbano II al Concilio di Clermont, miniatura dal Livre des Passages d'Outre-mer, 1490 circa (Bibliothèque nationale de France)

Il discorso di Urbano II al Concilio di Clermont viene indicato dalla storiografia tradizionale come la causa che diede inizio alla spedizione armata verso la Terra Santa, spedizione chiamata in seguito "Prima crociata".

Papa Urbano II tenne il 27 novembre del 1095 un discorso al Concilio di Clermont-Ferrand, per rispondere alla lettera che Alessio I Comneno, imperatore di Bisanzio, aveva inviato, chiedendo di mandare truppe per aiutare i bizantini a respingere l'attacco dei turchi selgiuchidi, che si trovavano ormai a 100 chilometri da Costantinopoli, mentre i pellegrini cristiani in Terrasanta erano sistematicamente sterminati dopo essere stati sottoposti a raccapriccianti torture. "Nel nome di Dio, diceva la lettera, vi imploro di portare tutti i soldati fedeli a Cristo [...] Se verrete, riceverete il giusto guiderdone nell'alto dei cieli; se non verrete, ricadrà su di voi il castigo di Dio". La folla enorme che ascoltava il Papa si mise a gridare "Dieu il veut!" (Dio lo vuole), cominciò ad armarsi e a cucire sui mantelli il simbolo della croce e in pochi mesi furono tutti pronti a partire. Quel che appare delle crociate a prima vista, nei fatti seguenti all'appello di Urbano II al concilio di Clermont, può sembrare una iniziativa dei principi europei per “liberare il Santo Sepolcro” e stabilire un regno cristiano a difesa dei Luoghi Santi, con capitale Gerusalemme, in realtà i principi dovettero prendere atto che, dopo il tentativo da parte degli eserciti moreschi di invadere l'Occidente - a partire dalla Spagna per giungere ai Pirenei e alla soglia della Francia, tentativo scongiurato con la lunga riconquista spagnola - l'invasione dell'impero bizantino e le intenzioni da parte turca selgiuchide di invadere tutto l'Est, avrebbe portato i regni e i principati europei a trovarsi accerchiati con una “morsa a tenaglia”.

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