Clingendael

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Huys Clingendael
Il giardino olandese
Il giardino giapponese della tenuta di Clingendael
Altra immagine del giardino giapponese
Scultura nel parco della tenuta

Clingendael è una tenuta situata nel territorio del comune olandese di Wassenaar[1], ma formalmente di proprietà della municipalità de L'Aia[2] e le cui origini risalgono almeno al XVI secolo[3][4][5][6].

La tenuta, classificata come monumento protetto[1] e un tempo residenza di famiglie aristocratiche olandesi[1][2][5], ospita l'Istituto Olandese di Relazioni Internazionali "Clingendael" (Nederlands Instituut voor Internationale Betrekkingen Clingendael)[1][3].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Clingendael significa letteralmente "(la) valle (dael) tra le dune (clinge)".[6]

Ubicazione[modifica | modifica wikitesto]

La tenuta si estende al confine tra il comune di Wassenaar e il sobborgo de L'Aia di Benoordenhout.

L'entrata principale della tenuta è in Wassenaarweg.[5][6] Altre entrate sono posto nella Alkemadelaan, nella Ruychrocklaan e nella Van Ouwenlaan.[6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Della tenuta si hanno notizie sin dalla fine del XVI secolo.[3][4][5][6] All'epoca era una semplice tenuta contadina[1], che fu acquisita nel 1591 da Philips I Doublet[1][3], il quale, dopo la nomina a generale del Tesore delle Sette Province Unite dei Paesi Bassi, si era trasferito da Mechelen all'Aia[3]. Doublet vi costruì una residenza signorile[1]

In seguito, la tenuta fu ampliata nel corso del XVII secolo, in particolar modo tra il 1634 e il 1680 per volere del figlio di quest'ultimo, Philips II Doublet.[1]

Nel 1818, la tenuta divenne di proprietà della famiglia Van Brienen.[2][3]

Nel 1830, il parco, all'epoca un parco alla francese.[4], subì una trasformazione e divenne un parco paesaggistico con giardini olandesi, pascoli per animali, roseti e rododendri.[4]

Nel 1939, la tenuta fu acquistata dal barone Michiel van Verduynen.[1]

L'anno seguente, nel corso della seconda guerra mondiale, l'edificio principale del parco, Huis Clingendael, fu occupato dai nazisti[1][7], che costruirono anche dei bunker nella tenuta[7], e divenne il quartier generale del commissario Seyss-Inquart[1].

Nel 1954, la tenuta fu acquisita dalla città de L'Aia e aperta al pubblico.[2][3]

Nel 1983, l'edificio principale della tenuta fu restaurato per ospitare il l'Istituto Olandese di Relazioni Internazionali "Clingendael".[1]

Punti d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Parco e giardini[modifica | modifica wikitesto]

Il parco ospita un giardino olandese tradizionale, un giardino giapponese, un giardino delle rose e un giardino delle azalee e dei rododendri e piante di bambù.[5]

Giardino giapponese[modifica | modifica wikitesto]

Il giardino giapponese fu realizzato nel 1903[8] per volere della proprietaria della tenuta, la baronessa Marguerite M. van Brienen (1871-1939)[2][8][9], soprannominata "Daisy"[9], che era di ritorno da una visita del Paese del sol levante[8]. Rappresenta l'unico giardino giapponese dei Paesi Bassi risalente al primo decennio del XX secolo[2][9] ed è perciò considerato monumento storico[2][5].

Gli elementi del giardino, come la casà del tè, le pietre e gli ornamenti furono portati direttamente dal Giappone via nave.[8]

Il giardino giapponese, a differenza del resto della tenuta[5], è aperto al pubblico solamente sei settimane l'anno[6], da inizio maggio a metà luglio[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Monumentnummer: 525978 Clingendaal 7 2244 VH te Wassenaar Archiviato il 3 febbraio 2016 in Internet Archive. su Monumentenregister
  2. ^ a b c d e f g The Japanese Garden at the Clingendael Estate su Expate Events.com
  3. ^ a b c d e f g History | Clingendael Archiviato il 17 maggio 2014 in Internet Archive.
  4. ^ a b c d Harmans, Gerard, M. L., Olanda, Dorling Kindersley, London, 2005 - Mondadori, Milano, 2007, p. 224
  5. ^ a b c d e f g h La tenuta Clingendael su Holland.com
  6. ^ a b c d e f Landgoed Clingendael en Oosterbeek Archiviato il 4 agosto 2013 in Internet Archive. su Den Haag. nl
  7. ^ a b Harmans, Gerard, M. L., op. cit., pp. 224-225
  8. ^ a b c d Harmans, Gerard, M. L., op. cit., p. 225
  9. ^ a b c Japanse Tuin su Den Haag. nl

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