Chunhyangjeon

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Chunhyangjeon
Nome coreano
Hangŭl 춘향전
Hanja 春香傳
Latinizzazione riveduta Chun Hyang-jeon
McCune-Reischauer Ch'un Hyang-chŏn
Copertina

Chunhyangjeon (춘향전?, 春香傳? – lett. "La storia di Chun-hyang") è una delle più famose opere tra le storie d'amore e i racconti popolari coreani. È basata sul pansori Chunhyangga.[1]

Sono sconosciuti sia il periodo in cui è stata composta che l'autore, e la versione tramandata ha preso forma tra il 1694 e il 1834 dal più conosciuto dei cinque racconti pansori sopravvissuti, La canzone di Chun-hyang.

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Sung Chun-hyang (profumo di primavera) è la protagonista femminile, figlia della kisaeng Wolmae. È una fanciulla bellissima e di talento, versata nella poesia e nelle belle arti.
  • Yi Mong-nyong è il protagonista maschile, figlio di un magistrato del governo. È un uomo intelligente e affascinante. Si innamora a prima vista di Chun-hyang.
  • Hyang-dan è una domestica di Chun-hyang, a lei devota e fedele.
  • Bang-ja è un domestico di Mong-nyong.
  • Wolmae (luna deliziosa) è la madre di Chun-hyang, che per professione è stata una kisaeng.
  • Byeon è un ufficiale governativo cui è stato assegnato l'incarico che era del padre di Mong-nyong.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un giorno Yi Mong-nyong, alacre studioso, decide di uscire di casa per una pausa e prendere un po' di aria fresca. Egli vede Chun-hyang su un'altalena e si innamora a prima vista della giovane. Mong-nyong ordina al suo domestico, Bang-ja, di chiedere a Chun-hyang di incontrarlo, ma la ragazza rifiuta. Yi Mong-nyong allora decide di presentarsi alla madre di Chun-hyang, Wolmae, per chiederle il permesso di sposare Chun-hyang; Wolmae dà la sua approvazione e i due giovani si sposano quello stesso giorno.

Il padre di Yi Mong-nyong, un ufficiale del governo, ha l'ordine di spostarsi in un'altra regione, Hanyang, quindi Yi Mong-nyong deve lasciare Chun-hyang per seguire la sua famiglia. Chun-hyang allora consegna a Yi Mong-nyong un anello come simbolo del suo amore per lui e gli promette di essergli fedele e aspettarlo, finché non tornerà a prenderla per portarla con sé a Seul. Dopo che questi è partito, al villaggio di Chun-hyang arriva il sostituto del padre di Mong-nyong. Il nuovo magistrato è Byeon, un uomo avido ed egoista, che passa la maggior parte del proprio tempo gozzovigliando con yangban e kisaeng. Chun-hyang, nota per la sua bellezza, è costretta a partecipare ad uno dei suoi party. Nonostante Chun-hyang non sia una cortigiana, Byeon la tratta come tale, in quanto la fanciulla è figlia di una kisaeng. L'uomo vorrebbe costringerla ad avere rapporti con lui, ma Chun-hyang lo rifiuta in quanto sposata. Byeon si infuria e la fa imprigionare, decidendo di punirla il giorno del proprio compleanno.

Nel frattempo Yi Mong-nyong vince il primo posto agli esami di stato e diviene un ispettore reale in incognito, o amhaeng-eosa, con il compito di investigare e perseguire gli ufficiali del governo corrotti, avendo quindi l'incarico di emissario sotto copertura del re. Sotto travestimento egli arriva al villaggio di Chun-hyang e scopre quanto le è successo e la condotta disdicevole e riprovevole di Byeon. Egli deve nascondere la sua vera identità, quindi si comporta come un insano di mente e veste abiti da mendicante. Nonostante la sua apparente condizione, Chun-hyang lo ama ancora, quindi chiede a sua madre di prendersi cura di lui.

Durante le celebrazioni per il compleanno di Byeon, Yi Mong-nyong interviene e recita un poema satirico sulla disdicevole e gretta condotta del magistrato, ma questi non comprende il significato del poema. Yi Mong-nyong rivela la sua vera identità e punisce il signore. In un primo momento Chun-hyang non riconosce Mong-nyong e questi mette alla prova la sua fedeltà, chiedendole di passare la notte con lui. Chun-hyang, che non l'ha ancora riconosciuto, lo rifiuta come fatto con Byeon. Profondamente toccato dalla sua lealtà, Mong-nyong ordina ad una kisaeng di mostrarle l'anello che Chun-hyang gli aveva regalato. Chun-hyang rimane scioccata nel rendersi conto di avere davanti suo marito. I due giovani quindi si ritrovano e l'amore trionfa.

Peculiarità[modifica | modifica wikitesto]

Come molte altre opere letterarie, Chunhyangjeon riflette la società del periodo in cui è stata composta. Si ritrovano temi cari ai lettori di romanzi popolari:

  • l'amore tra una cortigiana e il figlio di un ufficiale governativo
  • fedeltà, separazione e ricongiungimento
  • il signore avido ed egoista punito da Mong-nyong
  • Chun-hyang, che fino all'ultimo difende strenuamente la propria integrità

In particolare l'ultimo punto, è argomento legato alla morale tradizionale conservativa coreana: la donna che rifiuta di cedere alle lusinghe del funzionario, non lo fa solo per amore verso il marito lontano. La scelta di Chun-hyang è, secondo la morale confuciana dell'epoca, la scelta della "moglie virtuosa": Chun-hyang diviene un'eroina perché non viene meno ai suoi principi, è pronta ad affrontare maltrattamenti e torture pur di rimanere fedele all'uomo che ha sposato. [2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ William E. Skillend Kodae Sosol
  2. ^ Jager, Sheila Miyoshi. “Women, Resistance and the Divided Nation: The Romantic Rhetoric of Korean Reunification”. The Journal of Asian Studies 55.1 (1996): pp.11–12.