Chiesa di San Paternian

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Chiesa di San Paternian
Campanile di San Paternian Venezia.jpg
Il campanile pentagonale in una rara fotografia ottocentesca
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
LocalitàVenezia
Coordinate45°26′07.51″N 12°20′04.09″E / 45.43542°N 12.33447°E45.43542; 12.33447
Religionecattolica
TitolareSan Paterniano
Patriarcato Venezia
Stile architettonicoRomanico
Demolizione1871

La chiesa di San Paternian (dizione veneziana per San Paterniano) era un edificio religioso della città di Venezia situato nel sestiere di San Marco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, fatta erigere (secondo la leggenda) dalla famiglia Muazzo, occupava parte dell'area dell'odierno campo Manin, allora di dimensioni più contenute, con un pozzo al centro e denominato campo San Paternian.

La chiesa, di origine molto antica, è presente anche nella pianta di Venezia del XII secolo (la più antica mappa conosciuta della città, riscoperta e pubblicata dal Temanza). Presentava una struttura di stile romanico, disegni e foto d'epoca mostrano una facciata piuttosto essenziale, priva di particolari decorazioni.

La posizione della chiesa di San Paternian all'estremità orientale di quello che con le ristrutturazioni ottocentesche diverrà Campo Manin.

La caratteristica più curiosa era data dal piccolo campanile, anch'esso di stile romanico, che si presentava con una assolutamente inusuale pianta pentagonale, piuttosto che quadrata o circolare. Risalente probabilmente alla fine del X secolo durante la sua demolizione furono rinvenuti mattoni con marche romane, rilievi bizantini e una croce in marmo greco, ornata a girali[1].

La chiesa venne chiusa dopo la soppressione della parrocchia con i provvedimenti del 1807.

Nel terzo quarto del XIX secolo il campo San Paternian venne ampliato e decisamente ristrutturato per ospitare il monumento a Daniele Manin, che diede il nuovo nome al campo. Ne furono riedificati gli edifici di contorno, compreso quello destinato a diventare sede bancaria (poi sostituito nella seconda metà XX secolo dall'attuale palazzo Nervi-Scattolin). In quell'occasione fu eliminato il pozzo, mentre l'antico campanile e la chiesa di San Paternian, già trasformata in magazzino, tipografia, officina fabbrile, vennero demoliti[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giandomenico Romanelli, Architettura e Urbanistica - Urbanistica e Servizi, in Giuseppe Pavanello e Giandomenico Romanelli (a cura di), Venezia nell'Ottocento – Immagini e mito, Milano, Electa, 1983, p. 227.
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