Castrum Petrae Roseti

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Castello della Pietra di Roseto
Castrum Petrae Roseti
Il castello di Roseto Capo Spulico.
Il castello di Roseto Capo Spulico.
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Calabria
Città Roseto Capo Spulico
Informazioni generali
Inizio costruzione XI secolo
Materiale pietra, laterizi
Visitabile

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Il Castrum Petrae Roseti (Castello della Pietra di Roseto) è un castello fortificato a difesa della costa dell'Alto Ionio Cosentino, risalente ad epoca normanna, ricostruito nel Duecento per volontà dell'imperatore e re di Sicilia Federico II di Svevia, rimaneggiato più volte fino al secolo XVI. È sito in Roseto Capo Spulico, a picco sul mare sul Promontorio di Cardone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il maniero era di importanza strategica nel periodo dei Normanni in quanto segnava la divisione della Contea di Sicilia tra Roberto il Guiscardo e Ruggero, suo fratello. Sorge su un avito monastero basiliano-normanno. Non lontano vi era il piccolo borgo di pietra di Roseto, oggi Roseto Capo Spulico.[1]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il castello è di forma trapezoidale ed ha tre torri, di cui una merlata e più alta rispetto alle altre. Vi sono ampi saloni di rappresentanza all'interno (visitabili), ed all'esterno si possono vedere cisterne e scuderie. La struttura attuale non è, però, interamente medioevale : numerosi sono stati i rifacimenti che hanno completato e modificato l'aspetto originale della fortezza. La struttura attuale non è antecedente al secolo XVI, pur conservando alcune antiche tracce rinvenute nei recenti restauri.[2]

Lo "scoglio incudine" e la tradizione della Sindone[modifica | modifica wikitesto]

Veduta della fortezza

È un piccolo faraglione caratteristico che si trova in mare, sotto il Castrum Petrae Roseti. È detto anche "pietra dell'incudine".

La tradizione vuole che, tra il 1204 e il 1253, durante il regno di Federico II, il castello custodì la Sacra Sindone.[3][4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Basilicata e Calabria, pag. 541
  2. ^ Severini Giordano, pag. 181
  3. ^ La Sindone.., pag 5
  4. ^ Vellucci, pag. 189

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., La Sindone e le Bende di Gesù nel Castello di Roseto Capo Spulico, Corte di Federico, Roseto Capo Spulico, s. i. d.
  • Basilicata e Calabria, Touring Club Italiano, Milano 1980.
  • Franco Severini Giordano, I castelli normanno-svevi di Calabria nelle fonti scritte, edizione Calabria Letteraria, Soveria Manelli (CZ) 2014.
  • Luigi Vellucci, Manfredi di Svevia, Edizioni Pugliesi, Martina Franca 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]