Casinò di Campione

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Il Casinò Campione d’Italia era la più grande azienda di Campione d'Italia, l’exclave italiana in provincia di Como racchiusa nel Canton Ticino svizzero e situata sulla costa orientale del lago di Lugano.

Il Casinò è stato dichiarato fallito il 27 luglio 2018 dal Tribunale di Como. Per dimensioni è stata la più grande casa da gioco d’Europa e proponeva diversi tipi di attrazioni.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo Casinò Municipale di Campione fu fondato nel 1917, in piena I guerra mondiale, rimase aperto per due anni poi chiuse il 19 luglio 1919. Riaprì definitivamente alcuni anni più tardi, il 2 marzo 1933. Nel 2013 ha compiuto gli 80 anni di attività[2].

Si parlò del casinò nel 2006 quando il figlio dell'ultimo re d'Italia, Vittorio Emanuele di Savoia, venne accusato di associazione a delinquere per riciclaggio di denaro attraverso la struttura, accusa da cui è stato assolto perché "il fatto non sussiste", come dichiarato dal gip del Tribunale di Roma[3].

Il 9 maggio 2007, nelle immediate vicinanze della prima sede, fu inaugurato il nuovo palazzo. Il progetto venne realizzato dall'architetto svizzero Mario Botta, per un costo d’impresa generale di circa 140 milioni di franchi svizzeri e una spesa complessiva di circa 193 milioni di franchi svizzeri (pari a circa 120 milioni di euro alla data di consegna). La struttura, alta 9 piani per 55.000 m², è stata costruita negli spazi adiacenti alla vecchia ed è ben visibile da tutto il lago sul quale sorge, grazie a sistemi di illuminazione innovativi e originali, dalla colorazione rossa. Appena inaugurato, la critica ha definito la nuova sede un "ecomostro" per l’imponente cubatura spigolosa, nonostante la firma illustre[4].

Nel maggio del 2017 furono festeggiati i primi 10 anni del nuovo palazzo[5].

Il 27 luglio 2018 il Casinò Municipale è stato dichiarato fallito a seguito del dissesto economico. La gestione è stata affidata ai curatori fallimentari.[6]

Fallimento e procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 luglio 2018 il Tribunale di Como ha dichiarato fallito il casinò. La richiesta di fallimento era stata presentata dalla Procura di Como in seguito all'impossibilità da parte del casinò di versare le quote dovute al Comune di Campione, unico socio, provocandone il dissesto finanziario.[7] A chiedere il fallimento della casa da gioco è stato il pubblico ministero Pasquale Addesso a seguito del debito milionario creatosi con il municipio. Già al 30 aprile 2018 infatti i debiti ammontavano a €132 milioni, di cui 42 spettanti al comune di Campione d'Italia.[8]

Gli indizi di un possibile fallimento si erano già presentati all'inizio dell'anno, con il licenziamento collettivo di 109 dipendenti su 492, decisione definita dal sindaco dell'enclave Roberto Salmoiraghi e dall'Amministratore unico Marco Ambrosini come "atto dovuto in risposta all'istanza di fallimento chiesta dalla Procura di Como".[9]

Al fallimento del casinò sono seguiti nel 2018 la dichiarazione di dissesto finanziario del Comune, le dimissioni di quattro Consiglieri e il successivo scioglimento del Consiglio Comunale eletto nel 2017,[10] la nomina di un Organismo Straordinario di Liquidazione e di un commissario prefettizio e l'ulteriore licenziamento collettivo di 86 dei 102 dipendenti in pianta organica del municipio, con disservizi notevoli per la popolazione residente.[11] La decisione è stata inizialmente sospesa d'urgenza dal TAR, e infine confermata a giugno del 2019 dal Consiglio di Stato.[12]

Conseguenze sociali ed economiche[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della chiusura della casa di gioco e il licenziamento collettivo dei 482 dipendenti,[13] l'enclave di Campione d'Italia ha visto una drastica diminuzione di turisti attirati dall'esercizio del casinò, comportando un rapido peggioramento delle condizioni economiche e sociali della popolazione residente nell'enclave Italiano.[14] Conseguentemente al fallimento hanno chiuso la scuola dell'infanzia e un centro degli anziani, portando inoltre a numerose diffide da parte dei dipendenti pubblici al comune per il mancato pagamento degli stipendi e contributi per il funzionamento delle strutture.[7][15]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A Campione il casinò più grande d’Europa, su italiapiu.net. URL consultato il 4 settembre 2017.
  2. ^ Casinò Campione d’Italia compie 80 anni e fa festa, su ansa.it. URL consultato il 4 settembre 2017.
  3. ^ Nino Materi, Il Savoiagate? Una bufala. Vittiorio Emanuele assolto, su ilgiornale.it, 23 settembre 2010. URL consultato il 4 settembre 2017.
  4. ^ Quando l'architettura trasforma le città - ma anche «Troppi ecomostri con firme illustri», su www.architettiroma.it. URL consultato il 25 marzo 2016.
  5. ^ Roberto Canali, Festa a tutto Pop per i 10 anni del nuovo Casinò, su ilgiorno.it. URL consultato il 4 settembre 2017.
  6. ^ Campione d'Italia, dichiarato il fallimento del Casinò, Il Giorno, 27 luglio 2018. URL consultato il 27 luglio 2018.
  7. ^ a b Campione d’Italia in ginocchio dopo la chiusura del casinò, su lastampa.it, 11 febbraio 2019. URL consultato il 3 giugno 2021.
  8. ^ Fallimento del casinò di Campione d'Italia, chiuse le indagini: tra i 19 sotto accusa c'è anche l'ex sindaco, su la Repubblica, 26 maggio 2020. URL consultato il 3 giugno 2021.
  9. ^ Campione d'Italia, chiuse le indagini: abuso d'ufficio per 2 ex sindaci. "Rinunciarono a crediti dal casinò provocando crack del comune", su Il Fatto Quotidiano, 26 maggio 2020. URL consultato il 3 giugno 2021.
  10. ^ Campione d'Italia: i consiglieri comunali si dimettono e scrivono a Salvini, su Prima Como, 20 agosto 2018. URL consultato il 3 giugno 2021.
  11. ^ Redazione, Comune di Campione d’Italia, la sentenza del Consiglio di Stato: «I licenziamenti sono legittimi», su https://www.corrieredicomo.it. URL consultato il 3 giugno 2021.
  12. ^ Campione d'Italia il Consiglio di Stato conferma gli 87 esuberi in Comune, su Prima Como, 28 giugno 2019. URL consultato il 3 giugno 2021.
  13. ^ Casinò di Campione d'Italia: licenziamento per 482 lavoratori, su www.cisldeilaghi.it. URL consultato il 3 giugno 2021.
  14. ^ ROBERTO CANALI, Campione, a due anni dal crac poveri e soli, su Il Giorno, 1595827806101. URL consultato il 3 giugno 2021.
  15. ^ Redazione, Campione, chiude l’asilo, 50 bambini dovranno “emigrare” in Canton Ticino, su https://www.corrieredicomo.it. URL consultato il 3 giugno 2021.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito ufficiale, su casinocampione.it. URL consultato il 31 maggio 2020 (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2019).
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