Casimiro Teja

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Casimiro Teja

Casimiro Teja, noto anche con il nome d'arte "Puff" (Torino, 18301897), è stato un fumettista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Con lo pseudonimo "Puff" collaborò con la rivista satirica liberale Il Fischietto, fondata dal caricaturista Lorenzo Pedrone (Icilio).

Busto di Casimiro Teja in Largo IV Marzo

Disegnatore al Pasquino dal 1856, pochi anni dopo ne ottenne la direzione, che tenne fino al 1897.
A lui si deve la celebre frase Piove, governo ladro!, apparsa in un Pasquino del 1861 in occasione di una manifestazione di mazziniani andata a monte a causa della pioggia.[1]
Collaborò inoltre con le riviste satiriche La lanterna magica, Le scintille e Spirito Folletto[2].

La sua satira prese spesso di mira la Chiesa, i medici e i farmacisti, ridicolizzati come ciarlatani, e Giovanni Giolitti, che Teja soprannominò "Palamidone" (cioè "lunga palandrana")[1].

Fu anche pittore e un suo quadro è conservato all'Istituto Mazziniano - Museo del Risorgimento di Genova. Appassionato di alpinismo, fu tra i primi aderenti al Club Alpino Italiano[2].

Massoneria[modifica | modifica wikitesto]

Fu iniziato in Massoneria il primo gennaio 1860 nella Loggia Ausonia di Torino e nel 1861, ancora a Torino, fu tra i fondatori della Loggia Cavour, e nel 1862 fu anche membro effettivo della Loggia Osiride, sempre a Torino. Il 26 dicembre 1861 fu consigliere dell'Ordine alla prima Costituente massonica di Torino , dove fu promulgata la prima costituzione del Grande Oriente d'Italia[3].

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Torino gli ha dedicato nel 1904 un monumento, eseguito da Edoardo Rubino, che lo ritrae sotto una copia del busto romano del Pasquino. Il monumento si trova attualmente in Largo IV Marzo[2].

Nel 2013 è stato ricordato dall'Archivio di Stato di Torino con la mostra “Casimiro Teja, sulla vetta dell'umorismo”, curata dai disegnatori Claudio Mellana e Dino Aloi[4].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Da Torino a Roma. Ventitré anni di viaggio. Alfabeto di Pasquino compilato da Teja, 1871
  • Vite dei Santi, Viarengo e Roux, Torino 1899 (postumo)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Casimiro Teja (Puff), su lfb.it. URL consultato il 30 agosto 2014.
  2. ^ a b c Teja, sulla vetta dell'umorismo, su cr.piemonte.it. URL consultato il 30 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 29 agosto 2014).
  3. ^ Vittorio Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Erasmo ed., Roma, 2005, p. 264.
  4. ^ Teja, sulla vetta dell'umorismo (mostra), su cr.piemonte.it. URL consultato il 30 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 29 agosto 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dino Aloi, Claudio Mellana (a cura di), Casimiro Teja sulla vetta dell'umorismo, Il Pennino, Torino 2013, ISBN 8897985033

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Casimiro Teja, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 25-8-2013.
  • Casimiro Teja in Museo del Fumetto - Fondazione Franco Fossati
Controllo di autoritàVIAF (EN24866166 · ISNI (EN0000 0000 6632 5386 · GND (DE13791895X · BNF (FRcb149700837 (data) · ULAN (EN500086563 · CERL cnp01172181 · WorldCat Identities (ENviaf-24866166