CHL (azienda)

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CHL S.p.A.
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Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Borse valori Borsa Italiana: CHL
Fondazione 1993 a Firenze
Fondata da
  • Stefano Bargagni
  • Paolo Bargagni
  • Ugo Bolla
  • Fernando Franchi
Sede principale Firenze, via G. Marconi 128
Settore Distribuzione
Prodotti Commercio elettronico
Sito web

CHL S.p.A. è una azienda attiva nel settore del commercio elettronico. È quotata presso la Borsa Italiana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata nel 1993 a Firenze da Stefano e Paolo Bargagni, Ugo Bolla e Fernando Franchi e inizialmente curava esclusivamente l'assemblaggio di computer su misura e vendita B2B attraverso la rete Fidonet (BBS). Creando una delle prime forme di e-commerce al mondo (Amazon è stata fondata nel 1994).

Nel 1995 comincia a vendere, attraverso internet, prodotti legati all'informatica (componenti, accessori per PC e personal computer assemblati dall'azienda stessa).

Dal 1999 inizia a trattare anche PC di produttori terzi, software e prodotti legati alla telefonia, all'audio/video e alla fotografia.

Contemporaneamente ha aperto diversi negozi senza magazzino (POPITT) sparsi su tutto il territorio italiano dove si vendevano gli stessi prodotti disponibili sul sito.

Dal 2 giugno 2000 CHL è quotata nell'índice FTSE Italia Small Cap della Borsa di Milano.

La società si definisce «il principale operatore italiano nel commercio elettronico di beni materiali destinati all'utente finale» e dispone di 21987 prodotti di 885 marche diverse.[1]

Il 7 ottobre 2009 CHL ha concluso un accordo con la società italiana di telecomunicazioni Tiscali per cui CHL venderà nei suoi 1.200 punti vendita i servizi di quest'ultima.[2]

Nel 2010 CHL ha stipulato un accordo con InSpeedy per le consegne e installazioni dei prodotti che vende tramite un partner che si occupa di gestione post-vendita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Profilo aziendale, chl.it. URL consultato il 17-5-2009.
  2. ^ Il caso Tiscali, via libera all’aumento di capitale, Accordo con Chl, in Il Giornale, 8 ottobre 2009. URL consultato l'8-10-2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]