Buono acquisto

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Un buono acquisto, anche detto buono sconto, coupon o voucher, è un biglietto o un biglietto elettronico o un documento (materiale o digitale) equivalente che dà diritto ad uno sconto su un determinato acquisto.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

I buoni acquisto tradizionali sono solitamente distribuiti via posta, si trovano su riviste o giornali. Vanno ritagliati e presentati al rivenditore per avere diritto allo sconto.

Da qualche anno a questa parte la consuetudine di offrire sconti tramite buoni acquisto è sbarcata nel mondo digitale. I buoni sconto digitali da usare su internet - chiamati anche codici promozionali, codici sconto, coupon ecc. - sono stringhe alfanumeriche (ad esempio "ABC321" oppure "NATALE1") emesse dai negozi che effettuano la vendita online dei propri prodotti; una volta digitate nell'apposita casella dedicata loro nel carrello di un negozio online prima di un acquisto, applicano una riduzione di prezzo; essa può essere in percentuale (- 5%, 10%, 50% ecc.) oppure direttamente in denaro, ma non solo. Difatti, possono dare anche la possibilità di ricevere la spedizione gratuita della merce ordinata, oppure il diritto ad un omaggio, il tutto sempre incluso nel prezzo.

Un buono sconto può necessitare un acquisto minimo per poterne usufruire - es: “Sconto del 10% a partire da 100 euro di acquisto...” Solitamente possiede una data di scadenza che può variare da poche ore, sino a qualche mese e può essere usato sia una sola volta come, nella quasi totalità dei casi, in modo illimitato.

I buoni via internet hanno assunto popolarità in tempi recenti, grazie al fatto di avere costi molto più contenuti rispetto a quelli inviati tramite i mezzi tradizionali. Con lo stesso principio, sono nati anche i buoni via telefonia mobile, diffusi grazie alle recenti tecnologie, che permettono agli utilizzatori di telefoni cellulari o satellitari di collegarsi ad internet.

Sempre più aziende si avvalgono dell'utilizzo di codici sconto per promuovere i loro prodotti. Grazie a questo sono nati in Italia diversi siti su cui trovare i codici promozionali di diversi marchi, oltre a frequentatissimi forum dove trovare offerte e coupon segnalate dagli utenti. Altri siti come Groupon pubblicano giornalmente diverse offerte acquistabili direttamente tramite il loro sito, altri come Coupon5stelle permettono di scaricare le offerte con un acconto: le proposte di queste pagina sono familiarmente chiamate "deals" (affari) ed altri fanno pubblicare direttamente le offerte e le promozioni alle aziende a costo zero.

Le origini del marketing dei buoni si devono alla Coca Cola Company, che grazie ad un'idea di Griggs Candler distribuì numerosi buoni per la bevanda, tramite posta o sulle riviste. Fu stimato che fra il 1894 ed il 1913 solo un americano su nove avesse ricevuto un buono per una coca cola, per un totale di 8 500 000 di bevande gratis.

Buono regalo[modifica | modifica wikitesto]

Un'altra tipologia di voucher (variante del buono acquisto classico) è quella del cosiddetto buono regalo. Tramite questo buono non si ha diritto ad un semplice sconto ma a ricevere/utilizzare un prodotto o ad usufruire di un servizio. Esempi: viaggi, consumazioni, visite, noleggi, acquisizioni, impieghi, ecc.

I buoni possono essere sia nominativi che al portatore. Sono sia emessi dai grandi player del commercio oppure, direttamente, da un esercente/professionista. In questo caso l'emittente coincide con l'affiliato. Similmente, chi lo acquista (cliente) non coincide con il beneficiario (utilizzatore), essendo appunto un regalo. Tipicamente, in quelli offerti dalle aziende ai collaboratori (o ai clienti/fornitori), cioè in ambito professionale, cliente e beneficiario sono chiaramente distinti.

La normativa IVA su tali strumenti è particolare e si può prestare a errati giudizi[1]. Tali buoni regalo (cofanetti o digitali acquistati sulle piattaforme web delle società del settore) presuppongono un contratto di mandato (con una provvigione a carico regolarmente fatturata all'affiliato) tra società che emette il buono e l'esercente/professionista che fornisce il prodotto o eroga il servizio. Tra questi e l'acquirente invece esisterà un normale contratto di vendita o di prestazione o di somministrazione. In cambio del ricevimento del buono questi devono rilasciare regolare documento fiscale all'acquirente il buono (o all'utente-quando le due figure non coincidono-come nel caso delle aziende o dei privati che regalano i buoni), ovviamente con dicitura "pagamento avvenuto tramite buono codice/numero X") che servirà poi per ottenere il rimborso da parte della società emittente (a cui l'esercente/professionista si è affiliato) che quindi procederà a pagare l'affiliato (a meno della provvigione trattenuta), ovviamente previa presentazione di fattura emessa dall'affiliato per ottenere il rimborso (non avendo ricevuto danaro da parte dell'acquirente/utente) [2]. Si noti che tra società emittente il buono e acquirente non c'è rapporto commerciale ma unicamente finanziario, pertanto emette un documento fuori campo IVA. Chiaramente, gli extra rispetto al buono sono pagati dall'utente all'affiliato (che rilascerà scontrino/ricevuta o fattura se richiesta in cambio del denaro incassato).

Quanto sopra descritto serve anche a far comprendere le motivazioni per le quali è del tutto fiscalmente corretto che il buono acquistato non sia un documento IVA: è un documento di legittimazione finanziaria e non un ordinario scontrino/ricevuta. Similmente, è corretto che l'esercente rilasci scontrino/ricevuta all'utilizzatore, senza ricevere denaro, che citi il riferimento del buono. A parte questo passaggio (la fruizione del buono da parte dell'utilizzatore) tutti gli altri (emittente-affiliato-cliente) sono fuori campo IVA (essendo scambi di natura finanziaria e non commerciale/professionale: in pratica un mero scambio monetario equivalente al valore facciale del voucher)[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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