Buddhismo in Germania

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ciclo di conferenze sul Buddismo di Karl Seidenstücker, Lipsia 1903.

La presenza del buddhismo in Germania comprende una storia di oltre 150 anni. Arthur Schopenhauer (1788-1860) fu uno dei primissimi pensatori tedeschi a rimanere influenzati da questa religione e filosofia orientale, così come lo attesta anche nella sua opera principale intitolata Il mondo come volontà e rappresentazione edita per la prima volta nel 1819. Schopenhauer costruì la propria conoscenza del buddhismo da altri autori occidentali dell'epoca quale l'esperto di orientalistica specializzato in lingua mongola e lingua tibetana Isaac Jacob Schmidt (1779-1847).

Gli inizi del buddhismo tedesco[modifica | modifica wikitesto]

Europei convertito al buddhismo od altri orientalisti come il tedesco Karl Eugen Neumann (1865-1915, il primo traduttore di gran parte delle scritture buddhiste del Canone Pali dall'originale in una lingua europea), Paul Dahlke (1865-1928, medico e pioniere del buddhismo in terra tedesca), Georg Grimm (1868-1945, un magistrato reale bavarese), Friedrich Zimmermann (1852-1917, col nome di Subhadra Bhikkhu) ed il primo monaco buddhista di origini tedesche Nyanatiloka (1878-1957) sono stati altresì influenzati a loro volta dal filosofo nella prima comprensione della dottrina.

Attraverso la mediazione di Schopenhauer il pensiero e lo spirito buddhista ha anche emozionato e dato un impatto significativo sullo sviluppo di autori quali Friedrich Nietzsche e Richard Wagner; quest'ultimo aveva previsto per qualche tempo anche una sua opera sotto il titolo "Buddha".

Anche un tedesco studioso di indologia come Hermann Oldenberg con la sua opera "Buddha, la sua vita, i suoi insegnamenti, la sua chiesa", ha avuto un'influenza importante sullo sviluppo del buddismo in Germania.

Nel 1888 Subhadra Bhikkhu (alias Friedrich Zimmermann) fece pubblicare la sua prima edizione del "Catechismo buddista", un lavoro basato in parte sul precedente "Catechismo buddhista" di Henry Steel Olcott, il cofondatore e primo presidente della Società Teosofica.

Nel 1903 venne fondata a Lipsia la prima organizzazione buddhista tedesca per volontà e merito dell'indologo Karl Seidenstücker. Nel 1904 Anton Floro Gueth divenne il monaco Theravada Nyanatiloka Mahathera.

Alcuni tra i più importanti testi in lingua Pali sono stati tradotti in desco nella prima parte del XX secolo da studiosi come i già succitati Karl Eugen Neumann, Nyantiloka e altri.

Nella repubblica di Weimar[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1922 lo scrittore svizzero di origini tedesche Hermann Hesse diede alle stampe la sua famosa opera Siddharta, in pratica una rivisitazione in stile romanzato della vita del Buddha, tradotta presto in molte lingue e che gli diede grande fama e successo.

Nel 1924 il dottor Paul Dahlke fece istituire il primo monastero buddhista tedesco, "Das Buddhistische Haus", a Berlino.

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

La "German Dharmaduta Society", inizialmente conosciuta come "Lanka Dhammaduta Society", un'organizzazione atta a promuovere il buddhismo in Germania ovest e dedicata alla diffusione del suo messaggio fu fondata da Asoka Weeraratna il 21 settembre 1952. Sempre nel 1952 una filiale tedesca buddhista dell'ordine tantra Arya Maitreya Mandala (esistente dal 1933) venne Fondata da Lama Anagarika Govinda[1].

Nel 1957 la "German Dharmaduta Society" acquisisce la "Das Buddhistische Haus" dagli eredi del dottor Dahlke. A tutt'oggi è uno dei maggiori centri di diffusione del buddhismo Theravada in Europa: come la seconda più antica istituzione buddhista europea, le autorità tedesche l'hanno designata come sito di patrimonio nazionale.

Nel 2015 è avvenuta la prima ordinazione sacerdotale Theravada di monache buddhiste-bhikkhuni in Germania[2]. Secondo l'unione buddhista tedesca, un'organizzazione che raggruppa tutti i gruppi attivi in Germania, a tutto il 2005 vi erano all'incirca 245 mila persone che professavano la fede buddhista in terra tedesca, il 50% di loro immigrati asiatici[3]. A fronte degli oltre 600 gruppi organizzati a metà degli anni 2000, nel 1977 ve n'erano solo 17[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Martin Baumann: Der buddhistische Orden Arya Maitreya Mandala. Religionswissenschaftliche Darstellung einer westlich-buddhistischen Gemeinschaft. Religionen vor Ort - Bd. 3. Marburg 1994, ISBN 3-9802994-4-9
  2. ^ Bhikkhuni Happenings - Alliance for Bhikkhunis. Bhikkhuni.net. Retrieved on 2015-06-28.
  3. ^ Name*, Religionen & Weltanschauungsgemeinschaften in Deutschland: Mitgliederzahlen - REMID - Religionswissenschaftlicher Medien- und Informationsdienst e.V, Remid.de. URL consultato il 28 giugno 2015.
  4. ^ Die Zeit 12/07, page 13

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Martin Baumann: Deutsche Buddhisten. Geschichte und Gemeinschaften, Marburg, 1993, 2nd updated and enlarged edition 1995.
  • Hellmuth Hecker: Chronik des Buddhismus in Deutschland. 3. Aufl. Deutsche Buddhistische Union, Plochingen 1985
  • Klaus-Josef Notz: Der Buddhismus in Deutschland in seinen Selbstdarstellungen. Eine religionswissenschaftliche Untersuchung zur religiösen Akkulturationsproblematik. Lang, Frankfurt a.M. u.a. 1984.
  • Jürgen Offermanns: Der lange Weg des Zen-Buddhismus nach Deutschland. Vom 16. Jahrhundert bis Rudolf Otto. Lunds Univ., Lund 2002, ISBN 91-22-01953-7
  • Andrea Rübenacker: Buddha boomt. Eine inhaltsanalytische Untersuchung der im deutschen Fernsehen gesendeten Beiträge zum Thema "Buddhismus in Deutschland". Unter besonderer Berücksichtigung einer stofflichen Buddhismus-Betrachtung. Diss. Dortmund 2000.
  • Eva Sabine Saalfrank: Geistige Heimat im Buddhismus aus Tibet. Eine empirische Studie am Beispiel der Kagyüpas in Deutschland. Farbri, Ulm 1997, ISBN 3-931997-05-7
  • Volker Zotz: Auf den glückseligen Inseln. Buddhismus in der deutschen Kultur. Theseus, Berlin 2000 (ISBN 3-89620-151-4)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]