Broccolo romanesco

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Broccolo romanesco

Il broccolo romanesco è una varietà di cavolo broccolo (Brassica oleracea var. italica). I broccoli rientrano nel gruppo di piante di cui non vengono mangiate le foglie bensì le infiorescenze non ancora mature.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questo broccolo è conosciuto in tutta la campagna romana da tempo remoto. Nel 1834, Giuseppe Gioacchino Belli, uno dei poeti in romanesco più noti ed importanti insieme al Trilussa, nel suo sonetto “Er Testamento Der Pasqualino”[1] chiama l'ortolano “Torzetto” perché coltivava e vendeva i broccoli romaneschi.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il broccolo romanesco assomiglia ad un cavolfiore, ma è verde chiaro, ha una forma piramidale e tante piccole rosette, disposte a spirale, che riproducono la forma principale e si ripetono con regolarità. Ogni rosetta è composta da numerose rosette più piccole.

La forma è interessante perché mostra un aspetto frattale. Infatti l'infiorescenza ha una forma piramidale ma lungo una spirale la stessa forma piramidale viene ripetuta più in piccolo e così via per un certo numero di livelli (autosomiglianza).

Il broccolo romanesco è ricco di antiossidanti e vitamina C.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Er Testamento Der Pasqualino - Roma gourmet, roma-gourmet.net.

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