Bilhana

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Bilhana (... – ...) è stato un poeta pakistano della regione del Kashmir. È conosciuto per il suo poema d'amore, il Caurapañcāśikā.

Secondo la leggenda, il bramano Bilhaṇa (sanscrito: बिल्हण) si innamorò della figlia del re Madanabhirama, la principessa Yaminipurnatilaka, con cui ebbe una relazione amorosa segreta . Furono scoperti e Bilhana fu gettato in prigione. Mentre era in attesa de giudizio scrisse il Caurapâñcâśikâ, una poesia d'amore di 50 strofe isolate, non sapendo se sarebbe stato mandato in esilio o a morire sulla forca. Non si sa quale fu il suo destino. Tuttavia, il suo poema è stato trasmesso oralmente in India. Ci sono giunte diverse versioni, tra cui quelle a lieto fine dell'India del Sud; mentre la versione Kashmira non specifica quale sia stato l'esito. Il Caurapâñcâśikâ venne tradotto per la prima volta in una lingua europea (il francese) nel 1848. Successivamente fu tradotto diverse altre volte. Notevoli traduzioni sono quelle di Sir Edwin Arnold (Londra, 1896) ed Edward Powys Mathers (Oxford, 1919) intitolato Black Marigolds. Quest'ultima versione è stata citata estensivamente da John Steinbeck in Cannery Row.

Scrisse inoltre il Vikramānkadevacarita “Le gesta di sua maestà Vikramānka”, che parla della storia della dinastia deccanese dei Chalukya dalle sue origini, delle nozze con la principessa Candralekhā e delle vittorie contro i fratelli ribelli e i regni confinanti. Vi è contenuta inoltre una sommaria autobiografia dell’autore, che traccia il viaggio che dal natio Kashmir lo portò alla corte di Vikramāditya a Kalyāna

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Introduction to The Secret Delights of Love, Peter Pauper Press (1966).

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