BL 6 inch Gun Mk XIX

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BL 6 inch Mk XIX
6inchMkXIXGunFrance1918.jpeg
Mk XIX in Francia, 1918
Tipocannone campale pesante
OrigineRegno Unito Regno Unito
Impiego
UtilizzatoriRegno Unito Regno Unito

Stati Uniti Stati Uniti
Brasile Brasile

Sudafrica Sudafrica
ConflittiPrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Produzione
CostruttoreVickers
Entrata in servizio1916
Ritiro dal servizio1940
Numero prodotto310
Descrizione
Pesobocca da fuocoː 6.684 kg
totaleː 10.340 kg
Lunghezza cannaL/35
Calibro152 mm
Peso proiettile45 kg
Azionamentootturatore a vite interrotta tipo Welin[1]
Velocità alla volata720 m/s[1]
Gittata massima15.100-17.140 km
Elevazione0°/+38°[1]
Angolo di tiro-4°/+4°[1]
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Il BL 6 inch Mark XIX[2] era un cannone campale britannico, introdotto nel 1916 come sostituto più leggero e più potente dell'obsolescente BL 6 inch Mk VII.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il cannone venne progettato e realizzato dalla Vickers specificatamente come cannone campale, diversamente dai predecessori paricalibro, nati come cannoni navali. Rispetto ai predecessori navali da 6 pollici la canna venne accorciata da 45 a 35 calibri, per alleggerire il pezzo e migliorarne la mobilità . Il pezzo era incavalcato su un moderno affusto, impiegante il sistema di rinculo dell'obice BL 8 inch howitzer Mk VI–VIII.

La canna era costruita con la tecnologia del filo avvoltoː essa era in acciaio, composta da tubi, una serie di strati di filo di acciaio, una camiciatura esterna, culatta ed anello di culatta[3].

L'otturatore era operato da una leva sul lato destro della culatta. Arretrando la leva, l'otturatore a vite veniva sbloccato e ruotato in posizione di caricamento. Dopo il caricamento, l'azionamento della leva portava l'otturatore in culatta e lo ruotava in posizione di chiusura. Il sistema era simile a quello usato sull'obice BL 8 inch Mk VI-VIII]][3].

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Servizio nel Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]

Durante la prima guerra mondiale furono prodotti 310 pezzi[4] che servirono in tutti i teatri operativi. Di questi, 108 furono utilizzati sul fronte occidentale[1], senza comunque rimpiazzare completamente i precedenti Mk VII.

Tre batterie servirono nella British Expeditionary Force in Francia durante la seconda guerra mondiale, mentre altri pezzi furono schierati per la difesa territoriale delle isole britanniche. Il pezzo venne sostituito dal M1 155 mm Long Tom e l'affusto riutilizzato per il BL 7.2 inch[5].

Servizio in Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Pezzo costruito nel 1918 ed acquistato dall'esercito brasiliano per la difesa costiera nel 1940, ora esposto la Museo storico dell'esercito brasiliano a Fort Copacabana di Rio de Janeiro.

Il Brasile acquistò il cannone nel 1940 dagli Stati Uniti e lo impiegò per la difesa costiera.

Servizio in Sudafrica[modifica | modifica wikitesto]

Prima dello scoppio della Grande Guerra venne pianificato l'impiego di questo cannone nelle fortificazioni di Durban, Cape Town e Saldanha Bay[6].

Per un breve periodo, due cannoni furono schierati a protezione del porto di Port Elizabeth allo scoppio della seconda guerra mondiale[7]

Esemplari esistenti[modifica | modifica wikitesto]

Cannone esposto sulla Signal Hill, Città del Capo.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Hogg & Thurston 1972, p. 146
  2. ^ Mark 19: la nomenclatura britannica dell'epoca designava i modelli (mark) delle artiglierie usando i numeri romani. I cannoni campali come questo solitamente usavano una numerazione indipendente rispetto ai pezzi navali, ma in questo caso, pur trattandosi di un nuovo pezzo, venne continuata la numerazione navale, invece di usare la denominazione Mark I come dovuto per il primo pezzo campale di questo calibro.
  3. ^ a b Handbook of artillery, United States. Army. Ordnance Dept, May 1920, page 245
  4. ^ Clarke 2005, page 40
  5. ^ Nigel F Evans, BRITISH ARTILLERY IN WORLD WAR 2. THE GUNS
  6. ^ Lt Col Ian van der Waag, A brief military history of the Saldanha Bay area, University of Stellenbosch - Saldanha Campus (Military History Department). URL consultato il 12 luglio 2008.
  7. ^ Richard Tomlinson, Artillery Buildings in Algoa Bay, The South African Military History Society. URL consultato il 12 luglio 2008.
  8. ^ Military History Group, Hout Bay & Llandudno Heritage Trust. URL consultato il 12 luglio 2008 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2007).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]